I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

sabato, 24 marzo 2007

La notte della Repubblica delle Banane (un fotoromanzo fatto male)

Gomi no Sensei productions è lieta di presentarvi:

A partire da oggi la Gomi no Sensei Productions vi propone il suo primo (e si spera ultimo) fotoromanzo fatto male a puntate: La notte della Repubblica (delle banane).

Un' opera prima nel più classico stile "what if" caro al genere fantascientifico, che ipotizza un futuro alternativo alla nostra realtà dove dittatori incompetenti e senza vergogna hanno preso il controllo del mondo con la complicità dei mezzi di informazione di massa e della mite accondiscendenza della maggioranza della razza umana, ignara delle trame che si nascondono dietro al protocollo di facciata.

Si avvertono i gentili lettori che le situazioni narrate ed i personaggi sono del tutto immaginari e che, per la crudezza delle scene, il linguaggio sboccato, la pessima tecnica, il messaggio diseducativo ed i contenuti violenti, è sconsigliata la lettura ad un pubblico di minori.

Buona lettura!

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Update 21 Aprile 2007: Volume uno terminato, Volume due in corso.
venerdì, 09 marzo 2007

Orgoglio, pregiudizio e arroganza dei politici

Madre Mastella di Calcutta
Fonte: beppegrillo.it

Ieri sera è ricominciato Annozero, il programma di Santoro: la prima puntata di questa nuova stagione era incentrata sui DICO e, inevitabilmente, sulle coppie omosessuali.

Del programma posso dire che inizia ad essere rodato e che si è limata qualche asperità (e non parlo della Jebreal, che purtroppo non c'è più) come previsto, rendendolo a mio parere più godibile, e che per fortuna hanno reso più sobria la scenografia ed eliminato quel molestissimo squillo di trombetta che mettevano ogni volta che appariva qualcosa sul tabellone.

Il reportage era un affettuoso omaggio (firmato da Giovanna Botteri, Corrado Formigli e Lello Fabiani) al Gay Pride mondiale che si tenne a Roma: eccessivo, colorato, pacifico e divertente ma che, come è stato fatto notare in studio, non rappresenta il 99 per cento del mondo gay e lesbico, quanto piuttosto un carnevale dove emerge in maniera spettacolare e simbolica la voglia di dire che ci sono anche loro, a far parte integrante di questa società, e che il diritto a vivere come gli pare e ad esprimersi è o dovrebbe essere garantito e tutelato dalla costituzione italiana, e di conseguenza dallo stato, in primis.

Pax vobis, Pacs nobis

Gli ospiti in studio hanno sostenuto con una logica che a me è parsa inoppugnabile il fatto che in Italia sia necessaria ed urgente una riforma che garantisca, essendo uno stato laico, alle coppie di fatto gli stessi diritti e doveri di una coppia sposata secondo il rito di sacra romana chiesa, esigenza peraltro già recepita in tutti i paesi membri dell' Unione Europea con l' eccezione della Grecia e, appunto, dell' Italia.

Ad opporsi ad uno studio francamente schierato e prodigo di esempi di quotidiana discriminazione l' inossidabile Ministro della Giustizia Clemente Mastella che, con logorroico impeto ed un uso che personalmente ho trovato eccessivo di ogni sorta di artificio retorico e trucchetti da consumato politicante, ci ricorda che lui ha tutto il diritto di sostenere le sue posizioni.
Sacrosanto, ma da un ospite di tanto riguardo ed esponente del governo ci si aspettava probabilmente che venissero spiegati i motivi per cui tali posizioni vengono adottate, ma essendo le posizioni del Ministro francamente indifendibili secondo logica (per quanto plausibilissime se inquadrate dal punto di vista della fede, che logica non richiede) l' augusto personaggio ha deciso di prender su e lasciare, apparentemente indignato, lo studio a metà trasmissione.

Prescindendo dal parere che si può avere su chi fugge di fronte ad argomentazioni concrete ed esposte con correttezza o da quello che si può pensare di un funzionario pubblico di alto livello che rifiuta un confronto democratico con le persone che è chiamato ad amministrare, il dibattito (finchè è durato) ha aperto a mio parere un' ennesima finestra sull' inadeguatezza ed il completo straniamento dalla realtà che caratterizza la nostra classe politica.

Mastella ha dapprima sostenuto che non vi sia necessità di una particolare legislazione per garantire i diritti delle coppie di fatto in quanto già tutelate nella loro libertà dalla costituzione italiana, subito rintuzzato da una serie di esempi concreti portati dagli ospiti del fatto che una discriminazione agli occhi dello stato esiste ed è di peso per la loro vita, poi si è scoperto sostenendo con forza il concetto di "famiglia naturale", l' unica degna di ricevere una corsia preferenziale nel corpus legislativo, giocoforza contrapposto ad un' ipotetica "famiglia innaturale".

And jusrice no more
Fonte

Il guardasigilli, invitato a definire il concetto di "famiglia naturale", ha ribadito che l' unica famiglia propriamente detta è quella composta da un uomo ed una donna uniti da un vincolo eterno e finalizzato alla procreazione, ma anche qui ha dovuto fare i conti con una nutrita serie di obiezioni: e se due si sposano a settant' anni, e quindi con probabilità di procreazione pressochè nulle? E come si fa a parlare di vincolo eterno quando le percentuali di divorzi sono sempre in aumento? E ancora, sapendo che il concetto di famiglia nella storia e nella geografia umana si è sempre rivelato essere una variabile piuttosto che una costante, come si fa a parlare di "famiglia naturale" come se fosse un valore assoluto?

Fuggito a gambe levate il ministro, Santoro ha chiosato: "La cosa di cui davvero non se ne può più è l’arroganza di questi politici che se ne vanno senza nemmeno ascoltare che cosa gli altri stanno dicendo".
Amen.

Però, Clemente: che vergogna!

Tanto per la cronaca riporto un piccolo elenco di politici che la chiesa definirebbe "peccatori" che si stanno opponendo tenacemente ai DICO, spesso facendosi passare per paladini del cattolicesimo: personalmente propenderei di più per il termine "ipocriti", o per la definizione "coloro che parlano bene e razzolano male".
L' elenco è ripreso da questo sito.

1 - GIANNI ALEMANNO (AN)
Ex ministro dell'Agricoltura. Separato per un periodo dalla moglie, Isabella Rauti, da cui ha avuto un figlio, non ha mai divorziato ed è poi tornato a vivere con lei.
2 - DORINA BIANCHI (UDC)
convive more uxorio con un medico dopo separazione dal marito
3 - SILVIO BERLUSCONI (FI)
Dalla prima moglie Carla Dall'Oglio ha due figli, Marina e Piersilvio. Ha convissuto con Veronica Lario per 6 anni e l'ha sposata nel 1990 dopo la nascita di Barbara, Eleonora e Luigi. E l'ha sposata quando ancora non aveva avuto il divorzio. E' stato bigamo.
4 - PIERFERDINANDO CASINI (UDC)
Vive con la compagna Azzura Caltagirone, madre della sua terza figlia. Il presidente della camera attende l’annullamento della Sacra Rota del suo primo matrimonio con Roberta Lubitch.
5 - UMBERTO BOSSI (LEGA)
Divorziato da Gigliola Guidali (da cui era separato dal 1982), ha sposato in seconde nozze Manuela Marrone nel 1994, dopo dieci anni di convivenza.
6 - GABRIELLA CARLUCCI (FI)
Deputato. Ha divorziato dall'attore Gianfranco lannuzzo, sposato nel 1985, e ha sposato nel 1996 Marco Catelli. Dall'unione è nato Matteo, 9 anni.
7 - FRANCO FRATTINI (FI)
Vicepresidente della Commissione europea ed ex ministro degli Esteri. Separato, ha una figlia. Da quattro anni ha una nuova compagna, l’avvocato Simona Ingaglio.
8 - ELISABETTA GARDINI (FI)
portavoce di Forza Italia. Divorziata da Luca Fazzi, con cui ha avuto nel 1990 il figlio Pietro, convive dal 1995 con il regista Fernando Balestri.
9 - PAOLO GUZZANTI (FI)
Senatore ed ex presidente della commissione Mitrokin e giornalista. Dalla prima moglie Germana ha avuto tre figli: Sabina, Corrado e Caterina. Dalla seconda moglie, l'americana Gill Falcigno, ha avuto due figli Liv Liberty e lars Lincoln ed ormai deve aver avuto anche il terzo
10 - IGNAZIO LA RUSSA (AN)
Capogruppo di An alla Camera, Sposato in prime nozze con Marika Cattarelli, da cui ha avuto Geronimo. Dall'attuale compagna, Laura de Cicco, ha avuto Lorenzo e Leonardo.
11 - ENRICO LETTA (MARGHERITA)
Viceprimoministro della margherita. Divorziato, si è risposato con la giornalista Gianna Fregonara, da cui ha avuto un figlio, Giacomo.
12 - ALTERO MATTEOLI (AN)
Ex ministro per l'Ambiente. Divorziato, ha due figli dalla prima moglie. Ha sposato nel 2001 la sua ex assistente, Ginevra Giannetti, da cui ha avuto un figlio, Edoardo, 3 anni.
13 - ROBERTO CASTELLI (LEGA)
Ex ministro di Grazia e Giustizia. Divorziato. Dalla prima moglie Sara Galbiati ha avuto Gabriele. Risposato nel febbraio 2005 con Sara Fumagalli, con cui era legato dal 1997.
14 - PAOLO CIRINO POMICINO (NUOVA DC)
Ex ministro Dc e ora esponente della Nuova Dc. Separato dalla moglie Wanda, dalla quale ha avuto due fglie, Ilaria e Claudia. Ora ha una nuova compagna.
15 -GIANFRANCO FINI (AN)
Ex vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, si è.sposato nel 1988 con Daniela Di Sotto (divorziata). Da lei ha avuto, nel 1985, l'unica figlia, Giuliana.
16 - GIANFRANCO MICCICHÈ (FI)
Ex ministro per lo Sviluppo e la coesione territoriale. Divorziato, ha avuto una figlia da una prima compagna e due dalla moglie Elena Merra.
17 - GAETANO PECORELLA (FI)
Ex Presidente della Commissione Giustizia della Camera, avvocato. Divorziato dalla prima moglie, non si è mai risposato. Ma ha collezionato negli anni diverse convivenze.
18 - DANIELA SANTANCHE' (AN)
Deputata, responsabile del dipartimento Pari libertà di An.divorziata dal chirurgo plastico Paolo Santanchè, convive e ha avuto un figlio da Canio Mazzaro.
19 - VITTORIO SGARBI (GRUPPO MISTO)
ex depuitato e critico d'arte, convive con l'attrice Sabrina Colle da otto anni. Ha un figlio, Carlo, avuto nel 1988 dal suo rapporto con Patrizia Brenner.
20 - ELIO VITO (FI)
Vicepresidente dei deputati di Forza Italia, già esponente della Lista Pannella. È separato, ma nel suo sito ha preferito non precisarlo. Ha un figlio, Andrea.
21 - ROBERTO ZACCARIA (MARGHERITA)
Parlamentare ed ex presidente Rai: Separato dalla moglie Barbara, sposata nel 1973, dalla quale ha due figli. Ha una nuova compagna, l'attrice Monica Guerritore.


Links:
mercoledì, 07 marzo 2007

Highway to hell

Le veline: un esempio per noi ggiovani

La Repubblica di oggi pubblica con malcelata soddisfazione la notizia che un fotografo e procacciatore di modelle quarantottenne è stato arrestato a Palermo dalle forze dell' ordine: proponeva alle aspiranti (forse potevo scegliere un altro termine, in effetti...) la più vecchia delle scorciatoie, antica probabilmente quanto il mestiere più antico, verso una presunta luminosa carriera.

Del malfattore non si dice il nome, solo le iniziali, M.B., ma si precisa che è il titolare della agenzia "Proeventi con sede in via Candelai, nel centro storico di Palermo": un crucifige sulla pubblica piazza ben meritato, considerando che il porco ha applicato lo stesso trattamento finanche ad una aspirante (è che non mi viene un altro termine...) di soli sedici anni.

Lecito, se non addirittura doveroso, lo sdegno, per non parlare della relativa incriminazione (e, si spera, futura condanna) seguita a delle intercettazioni ambientali della polizia, allertata dalla denuncia di una... probabile futura fotomodella che nella trappola era cascata.

Quello che meno mi convince della torbida vicenda sono le motivazioni che all' indagine hanno portato.
Citando da Repubblica:
"per avere con violenza e minaccia - consistite nell'agire ponendo sotto pressione psicologica la persona offesa (indotta a spogliarsi con il pretesto di essere sottoposta ad un provino fotografico ai fini dell'inserimento nell'ambiente della moda e dello spettacolo) e con insidiosa decisione tali da limitare la libertà di autodeterminazione della vittima - costretto una giovane studentessa a compiere ed a subire atti sessuali".
Poco prima il giornale precisa che: "Le aspiranti modelle erano per lo più consenzienti ad accettare le avances e a consumare sul posto un rapporto sessuale".

Insomma, sarebbe come se mi si avvicinasse un malvivente e mi proponesse di rapinare con lui una banca, altrimenti, mi direbbe, rimarrei il povero spiantato che sono e non potrei andare in vacanza alle Maldive.
Se io accettassi e ci beccassero, potrei difendermi dicendo che il malfattore mi ha convinto perchè "posto sotto pressione psicologica" e "con insidiosa decisione tali da limitare la libertà di autodeterminazione della vittima" (cioè io)?

O ancora, come se io, che da piccolo volevo diventare astronauta, avessi accetato la proposta di poter essere incluso nel programma spaziale se solo fossi stato disposto ad avere rapporti omosessuali con il direttore della NASA...

I missili hanno sempre un che di fallico...

Diventare una fotomodella, sebbene sia una aspirazione (di nuovo questa parola!) lecita, difficilmente può essere vista come una questione di vita o di morte: capirei se le ragazze avessero il babbo malato che ha bisogno di un importante trapianto in Svizzera, ma di ipotesi del genere Repubblica non fa menzione.

Diciamocelo, le squinzie alla scorciatoia ci credevano, e sebbene si possa opinare sul prodotto finale venduto (la luminosa carriera) il prezzo era esposto e non erano obbligate a pagarlo, anzi, essendo un prezzo degradante e immorale avrebbero dovuto secondo me sbattere sulla testa del lascivo fotografo un cavalletto ed andare di corsa dai Carabinieri.
Hanno scelto, invece, di pagarlo, salvo poi in un caso, uno solo, pentirsi e recarsi infine a denunciare il bavoso.
Insomma, erano consenzienti o no?
La volevano, quella presunta corsia preferenziale, ad ogni costo, o no?

A completare il quadro la famosa sedicenne che, secondo le intercettazioni, aveva persino "consegnato al fotografo un documento firmato da suo padre, che lo autorizzava a gestirne l'immagine e l'attività di modella"...
Ma complimenti! Modella lei, ma anche un modello di padre lui: una cosa di famiglia, insomma!

La chiosa finale alla vicenda la mette il GIP, che fa notare come l' episodio "ha disvelato una realtà se è possibile ancora più preoccupante, ovverossia la spregiudicatezza di talune ragazze minorenni, disposte a tutto, bruciando in un solo colpo la propria adolescenza, pur di perseguire certi scopi e coronare quei sogni vuoti alimentati da certa televisione e carta stampata".

L' unico punto con cui non sono d' accordo è quando parla di bruciare "in un solo colpo la propria adolescenza": queste la loro adolescenza come suppogo fosse intesa se la sono già bruciata da tempo, anzi, se la sono venduta.
Al migliore offerente.

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giovedì, 30 novembre 2006

Pro Brokeback Mountain in tv

Campagna per vedere Brokeback Mountain sulla RAI

Quei senzadio di Pennarossa ne hanno fatta un' altra delle loro e, dopo aver caldeggiato la messa in onda sulla RAI di Il padre delle spose, che peraltro ha avuto un discreto successo di ascolti, ora ci riprovano e spingono perchè la tv nazionale mandi in onda lo splendido film di Ang Lee Brokeback Mountain (vincitore di tre premi Oscar, quattro Golden Globes e del Leone d' Oro al festival di Venezia).

Per chi tornasse ora da un altro pianeta, il film tratta (in maniera a mio giudizio molto soave e poetica) della passione che scoppia sulle montagne del Wyoming tra due cowboy e del legame che si crea tra i due protagonisti, legame che, tra alti e bassi, li accompagnerà per tutta la loro vita.

In un paese normale, una televisione nazionale premerebbe per mandare in onda un film che tanto successo ha avuto e che tratta un tema come l' amore omosessuale in modo così interessante, ma l' Italia, si sa, non è un paese normale.
In un paese in cui una minoranza di cittadini viene ancora discriminata sulla base dei propri orientamenti sessuali occorre una petizione.

E allora, che petizione sia!

Ai direttori dei giornali e, per conoscenza, ai parlamentari italiani e a chi detiene i diritti televisivi.

Caro Direttore,
Il successo del film per la TV “Il Padre delle Spose” su Raiuno - con Lino Banfi nel ruolo del padre di una ragazza omosessuale che sposa la sua compagna - ha riportato prepotentemente alla ribalta i temi della laicità dello stato e dei diritti di tutti i cittadini, quale che sia il loro orientamento sessuale.

I commenti ed i dibattiti che si sono sviluppati sui media e nel Paese prima e dopo la messa in onda del film, hanno dimostrato che anche l’Italia è oggi matura abbastanza per vedere finalmente affrontate tematiche che nella stragrande maggioranza dei paesi europei sono state approfondite e risolte anche con l’adozione di adeguati strumenti legislativi.

Per questo, e anche per venire incontro alle critiche mosse dall'Osservatore Romano – che, oltre all’opportunità di trasmettere il telefilm di Lino Banfi, ne ha anche criticato la qualità artistica (“una polpetta di terzo livello”) - vorremmo che quanto prima e in prima serata, fosse mandato in onda un film il cui livello assoluto è testimoniato dal successo ottenuto e dalla messe di premi vinta in tutto il mondo (tra gli altri 3 premi Oscar, 4 Golden Globes e il Leone d’Oro al festival di Venezia):
I segreti di Brokeback Mountain.

Siamo convinti che la messa in onda del film di Ang Lee, seguito da un dibattito in studio, non possa che fare crescere il livello culturale del nostro Paese, e soprattutto incoraggiare i legislatori a discutere ed approvare con sollecitudine una legge che riconosca finalmente pienezza di diritti ai nostri concittadini omosessuali e più in generale a diffondere la cultura del rispetto e dell’inclusione secondo il dettato dell’articolo 3 della Costituzione:
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

La ringraziamo per l'attenzione.

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lunedì, 20 novembre 2006

Fondamentalismo all' italiana

Immagine censurata perchè si vedevano le caviglie della bambina

La decisione della Rai di trasmettere un film tv intitolato "Il padre delle spose" stà scatenando i piccoli censori nostrani.

Il film, interpretato da Lino Banfi, parla dell' amore di un padre per una figlia e del suo percorso umano per giungere ad accettare che la figlia è (orrore!) lesbica e sposata con un' altra donna (doppio orrore!) in Spagna (apoteosi dell' orrore!).

I piccoli censori opinano che una figura così familiare come quella di Lino Banfi rischia di avere una forte presa sui fanciulli, facendo passare un messaggio che potrebbe indurli forse finanche a diventare più tolleranti verso il prossimo (una cosa intollerabile!).

Come se non bastasse, la turpe manovra sarebbe condotta con la complicità ed i mezzi della Rai: un chiaro uso ad personam dei mezzi pubblici da parte delle lobbies degli omosessuali.

I piccoli censori non se ne sono stati con le mani in mano (e poi dicono che non c'è più morale, in questo paese!) ed hanno prontamente lanciato una campagna che invita a spedire email di protesta alla Rai perchè la programmazione del film, prevista per stasera, venga sospesa o perlomeno spostata in seconda serata, orario in cui notoriamente i pervertiti la fanno da padrone ed i minori sono a nanna.

Per onor di cronaca occorre riportare che una piccola tribù di comunisti atei e senza morale ha lanciato una controcampagna a favore della programmazione, e quindi della licenziosità, del malcostume, dei sodomiti e dei terroristi (la butto lì, che ci stà sempre bene) filopalestinesi bestemmiatori, complici morali dell' 11/9 qualunquisti statalisti stalinisti utili idioti.

Lino Banfi
Madonna benedètta!

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sabato, 11 novembre 2006

Non si capisce più nulla...

Le prove: Kate a letto con il Capt. Malcom!

Ora si scopre che il Capitano Mal della Serenity si era sposato con Kate, ma credendo si chiamasse Monica...

Cosa dirà Inara?

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giovedì, 12 ottobre 2006

Battlestar Galactica e Medio Oriente?

Emblema Battlestar Galactica

E' ricominciata da qualche giorno (il 6 Ottobre precisamente) su SciFi Channel una serie di fantascienza che mi stà intrippando: Battlestar Galactica.

Io ho ancora ricordi di infanzia di una serie con lo stesso nome: c'era il patriarca Adamo, che era l' attore di Bonanza,

L' attore di Bonanza

un ridicolo cagnolino meccanico, Sberla dell' A-Team con un casco da pilota di caccia che lo faceva sembrare il faraone Ramses II e bambini che facevano bambinate.

Locandina della vecchia serie Battlestar Galactica

Pur avendo sempre amato la fantascienza questa serie mi aveva abbastanza fatto cagare, da cui i ricordi scarsi e nebulosi di alieni con l' occhione rosso che si muove tipo la pallina del ping pong e tradimenti di umani dall' aria diabolica.

Aaah! Un silone!

Sarà per questo che il mio cervello ha filtrato completamente tutti gli annunci riguardanti la nuova serie omonima, partita se non sbaglio nel 2003, che in realtà della serie che menzionavo mantiene solo il canovaccio (con grande scorno, ho letto, di tutti i fans del vecchio Galactica) ed un attore che però recita in un nuovo ruolo.
In effetti mi stò guardando tutti gli episodi andati in onda finora e devo dire che la stò trovando interessante e ben fatta (tolta qualche americanata, che non manca).

La trama prende il via dalla distruzione delle Dodici Colonie, i mondi abitati dalla razza umana, ad opera dei Cylons (o "Siloni" in italiano, che suona parecchio più buffo): una razza intelligente meccanica che, come nella migliore tradizione della fantascienza, è stata creata dall' uomo per servirlo e si è ribellata.

Siamo nel futuro, ovviamente, e durante l' attacco molte astronavi che fanno la spola tra le colonie sono in viaggio e quindi si salvano dalle esplosioni nucleari e relativo fallout.
Le navi, disparatissime in quanto a funzioni e stato, si raggruppano sotto la bandiera e la protezione del Galactica, l' unica nave militare e armata della neocostituita flotta che riesce ad eludere il blocco cylon, e se la battono più veloci della luce: lo scopo è quello di ritrovare un pianeta leggendario da cui la razza umana avrebbe preso il via (la Terra, ovviamente) dove crescere, moltiplicarsi e tutte quelle cose lì.

Partendo da questa trama, la storia si sviluppa concentrandosi fondamentalmente sul problema della sopravvivenza e convivenza democratica tra i quasi 50.000 sopravvissuti, rinchiusi in una trentina di navi semiautosufficienti.

Il cast (nuova serie, prima stagione)

Viene costituito un governo civile, presieduto dall' ex Ministro per la Pubblica Istruzione miracolosamente scampato, che spesso si scontra con il potere militare rappresentato dal comandante del Galactica Adama: entrambi sono personaggi con un certo spessore, umani ma determinati, costretti a portare il carico della responsabilità della sopravvivenza della razza umana tout court.
I cylons sono sempre dietro l' angolo, ed in più hanno scoperto la maniera di far crescere dei cloni, umani in tutto e per tutto ma fedeli alla causa meccanica, che si sospetta abbiano infiltrato la flotta già da prima dell' attacco iniziale (e difatti, si scopre poi, è proprio così).
Il loro scopo dichiarato è estinguere l' umanità, perchè sono convinti che se anche ad un solo umano verrà permesso di esistere, questi vivrà per vendicarsi (e hanno tutta una serie di motivi per temerlo).

E' una serie abbastanza curiosa perchè, sebbene non manchino le classiche battaglie spaziali a-la-Star Trek, in genere è come detto più incentrata sulle difficoltà di convivenza dei sopravvissuti.
I temi toccati variano dall' etica, alla politica, alla religione e, pur essendo chiaro che uno show di fantascienza difficilmente può permettersi di approfondire troppo questioni di tale portata, l' esperimento è interessante.

I cylons, i cattivi, hanno una fede religiosa: credono in un unico dio, che li ha scelti come i nuovi figli prediletti, e ritengono giustificata qualunque nefandezza pur di compiere quello che loro vedono come il disegno divino: dio gli parla direttamente, e gli dice che tutti gli infedeli devono essere distrutti.
I cloni umani sono ben addentro alla società umana: ci vivono da anni come agenti dormienti, e a volte compiono attentati suicidi motivati dalla fede e dalla consapevolezza che la loro "coscienza" tornerà a rinascere all' interno della società cylon per aver compiuto il loro dovere.

Gli umani invece sono politeisti, ma piuttosto accecati dalla logica militare: perlopiù non indagano il perchè i cylons si comportino così e provino verso di loro tutta quell' ostilità, e quando si presentano delle occasioni di avviare un dialogo reagiscono compatti pensando che il trattare con il nemico sia un' opzione disonorevole e esecrabile.

Curiosamente nello show i cloni cylons sono personaggi in fondo positivi e "umani", anche gradevoli di aspetto fisico, mentre sono i veri uomini quelli che si fanno le scarpe politicamente l' uno con l' altro, lottano per il potere e cadono in efferatezze (ad esempio torturano e violentano un clone, con la scusa che tanto non è un uomo: è una macchina, un nemico) che di umano hanno poco.
Quando un clone viene catturato e finalmente interrogato sul perchè hanno iniziato la guerra, questi ricorda il discorso del comandante all' inizio del viaggio in cui si chiedeva, retoricamente, perchè l' umanità ha diritto a sopravvivere, e risponde alla domanda dicendo che forse la razza umana semplicemente non lo merita, questo diritto.

Io ci vedo, insomma, diversi parallelismi con l' attuale situazione politica mondiale, in particolare con quella del Medio Oriente, tanto da farmi supporre che se oggi il Battlestar Galactica e la sua flotta arrivassero davvero sulla terra probabilmente troverebbero una situazione abbastanza familiare, e non certo la terra promessa che sognano.
Sono io che sono tarato?

NB: Consiglio caldamente a chi desideri vedersi la serie, se è nelle sue possibilità, di vederla in lingua originale: rende molto di più e gli attori sono bravi.

Links:
Tutto su Battlestar Galactica
Info riassunte su BG (wiki)
La trama dei singoli episodi
Foto, interviste, download e links vari relazionati con BG
La vecchia serie

(tutti i link sono al sito di SciFi.com e sono in inglese)

I personaggi del Galactica come Simpsons

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venerdì, 15 settembre 2006

Bentornato Michele!

Michele Santoro


Ieri sera mi sono visto i primi tre quarti d' ora del nuovo programma del redivivo Michele Santoro "Anno Zero" (causa perturbazioni meteo il ricevitore satellitare ad un certo punto se n'è andato in palla, facendomi così perdere Bertinotti, Vauro e la Jebreal).

Il taglio è sempre quello: buone inchieste come non se ne fanno più (Report escluso) e parte in studio un po' di parte, con immancabile, sacrosanto riferimento all' Editto Bulgaro ed ai compagni di sventura tuttora assenti dalla tv pubblica.

L' unico appunto che, a voler cercare il pelo nell' uovo, posso fare al nuovo programma (o quantomeno alla prima parte che ho visto io) è che l' ho trovato un po' ingessato, con gli ospiti che davano l' impressione di aver preparato per bene un compito a casa (a dir la verità Travaglio è così di suo!) e la Borromeo brava e professionale ma che suscita il timore che possa impaperarsi da un momento all' altro nel leggere dal gobbo.
Probabilmente solo sbavature, che verranno limate con il rodaggio.

Inedito il conduttore con i capelli biondi: sarà a causa di un fioretto?
Libero titolava con un geniale (secca ammetterlo) "Wella ciao", ad opera di un certo Christian Rocca, come mi informa Mr. Mantellini.

Rivedere Santoro in video riporta a galla lo sdegno suscitato dal fatto che lui ed un' equipe come quella che lavora con lui siano stati estromessi dalla tv pubblica per quattro anni, malgrado il prodotto professionale che sono in grado di confezionare e gli indici di ascolto che non hanno mai deluso.

Il capogruppo leghista in Consiglio comunale a Milano Matteo Salvini ha già invitato la sindaca Letizia Moratti a chiedere i danni per la lesione dell' immagine di Milano che, secondo lui, avrebbero provocato i servizi, e la cosa mi rende doppiamente felice che il nostro sia tornato in video.

Interessante e godibile: Santoro mi è mancato.

PS:
Matteo Cambi, il tipo che compare in uno dei servizi facendo l' apologia dei piccoli lussi (un aereoplano privato, tra gli altri), io lo dipingerei indelebilmente di scuro e lo manderei a raccogliere pomodori in Puglia.

Matteo Cambi nero

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