mercoledì, 05 settembre 2007
Quest' estate mi sono visto una serie giapponese che da un po' languiva nel mio archivio.
Non sono mai stato particolarmente appassionato di manga ed anime, i fumetti giapponesi, ma ho diversi amici che invece ne vanno ghiotti ed hanno immense raccolte, con tutti gli albi meticolosamente ordinati e le videocassette accuratamente suddivise ed impilate a seconda della casa editrice.
Alcuni da giovani hanno anche cercato di imparare il giapponese all' università, in genere con risultati purtoppo deludenti.
In seguito ho scoperto che per i tipi con la mania, più che l' hobby, dei fumetti, quelli con le stanze piene di pupazzetti che rappresentano i personaggi delle più oscure serie, da robottoni con l' aria incazzosa a ragazze con gambe chilometriche e, curiosamente quasi sempre, la gonnella da studentessa, esiste una definizione: otaku.

L' otaku è per il mondo degli anime quello che il geek è per l' informatica: persone capaci di disquisire per ore su particolari per il resto dell' umanità insignificanti con una passione ed una partecipazione che il resto dell' umanità secondo me farebbe bene ad invidiare.
In genere, anche se non è obbligatorio, si tratta di quelli che un occhio impietoso e non allenato definirebbe degli sfigati: raramente curano il loro look (tranne nei casi di convention di appassionati, in cui invece ogni particolare è studiato e spesso realizzato in proprio in tema con la propria passione), sono affetti da una timidezza paralizzante e hanno gravi problemi con le relazioni sociali, soprattutto, inutile dirlo, con l' altro sesso.
La serie, già.
Di primo acchito tenderei a definirla un Fantozzi alla giapponese ma sarebbe forse riduttivo: il protagonista (che in realtà fisicamente assomiglia più ad un Franco Franchi orientale) è un otaku di Tokyo che un giorno, tornando a casa in metrò, ha il coraggio di alzarsi e di opporsi ad un ubriacone molesto.
Il gesto, così fuori da come lui è e compiuto con grandissimo sforzo, è motivato dal fatto che l' ubriacone stava importunando una bellissima, soave ragazza che lo aveva colpito particolarmente seduta solo pochi posti più avanti.

Ovviamente l' otaku cade disperatamente innamorato della fanciulla che, grata, vuole fargli un regalo e gli chiede l' indirizzo.
L' otaku è assolutamente scosso dall' incontro e la prima cosa che fa appena tornato a casa è raccontare l' episodio e tutte le sue paure ed incertezze in un forum.
Molti personaggi strani, otaku e non, si lasciano intrigare da quello che racconta ed iniziano a fioccare le risposte: c'è chi da un consiglio, chi racconta una sua esperienza, chi tenta di motivarlo e chi lo tratta con disprezzo per la sua codardia, ma a poco a poco si crea un gruppo compatto di utenti che si appassiona alla sua storia ed inizia a chiamarlo Densha Otoko, l' uomo del treno.

E' una parte molto divertente della serie vedere in una finestrella sullo schermo le facce dei vari postatori, che sono parecchi, mentre gli scrivono le risposte: c'è il maniaco dei trenini, quello appassionato di baseball, il culturista, l' esperto di cose militari, la coppia che sembra essere una persona sola perchè sono sempre d' accordo, la ragazzina che non vuole crescere, il vecchietto solo, la casalinga frustrata, il giovane manager rampante, l' artista dell' ASCII-art, il pittore gay e molti altri.
Quando arriva il regalo di ringraziamento della ragazza, due tazze da the firmate Hermes (la tipa è una upper class, d' accordo con la linea della serie che fondamentalmente è quella di prendere in giro i clichè), questo sarà il nickname con cui verrà chiamata da tutti i membri del forum.

Denha Otoko vuole reincontrarla ma la cosa non sarà facile: per quanto tenti di nascondere la sua "otakuaggine" è di una timidezza devastante, e solo al pensare di parlarle gli tremano le mani, la lingua gli si fa felpata ed i battiti gli accellerano al limite della sopravvivenza umana!
A complicare le cose Hermes è ricca, ha delle amiche modaiole e stronzette, è essa stessa una timidona e, te pareva, esce da una storia importante proprio in quel periodo, ma l' otaku ha dalla sua un gruppo di "esperti consiglieri" sul forum che faranno di tutto perchè nasca una improbabile storia d' amore.

Garbata e divertente, questa serie fornisce un bello spaccato di Tokyo e dei suoi stili di vita (leggi: talvolta sembra di stare guardando gli abitanti di un altro pianeta) e risulta veramente spassosa per chi è, è stato o conosce otaku di qualche specie, nel senso di appassionati maniacali di un ramo molto stretto e specialistico della conoscenza, per chi ha qualche volta provato il senso caldo e stretto di comunione che talvolta viene fortunosamente a crearsi in un gruppo di discussione in internet e per chi con le ragazze non ha mai avuto il tocco magico.

Dimenticavo: è basato su una storia vera e sui log dei post di un vero forum su Channel2.
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