I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

lunedì, 03 dicembre 2007

Due modi di vedere la democrazia

Parlando di democrazia oggi curiosamente coincidevano due episodi in un certo senso significativi.
In due nazioni molto distanti tra loro sia geograficamente che culturalmente si sono tenute due consultazioni importanti: il referendum costituzionale in Venezuela e le elezioni in Russia.

E' interessante notare come Chavez abbia incassato con sportività la sua (di stretta misura: 50,7 al no, 49,2 al sì) sconfitta, congratulandosi con i vincitori e smentendo, quantomeno, con i fatti chi voleva il Venezuela in mano ad una dittatura.
Di questo referendum si è detto che sia stato una delle consultazioni più trasparenti mai tenute in America Latina.






Per quel che riguarda il fronte russo, invece, vittoria scontata ed ampiamente prevista per Putin.
Altrettanto scontate le denunce di brogli ed irregolarità, che gettano un' ombra sulla maggioranza assoluta conquistata da "Russia unita", il partito dell' ex agente del KGB: considerando anche i partiti alleati hanno attorno al 90% dei seggi dalla loro parte.



Secondo il capo del Partito Comunista russo si tratterebbe della "più dura e meno democratica" consultazione elettorale mai tenuta dopo la caduta dell'Urss, mentre secondo uno dei capi della coalizione di destra "Sono le elezioni più disoneste nella storia della Russia, uno stupro dei diritti dei cittadini", ma tant'è: pare che faccia comodo all' Occidente e alla Russia degli affari...



Putin
Ti spiezzo in due!

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venerdì, 23 novembre 2007

Il battito di ali di una farfalla in Brasile...

Il WWF Brasile ha dei creativi semplicemente geniali.

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lunedì, 05 novembre 2007

Fuori da internet (again)

Se tutto va bene oggi o domani mi tagliano l' internette per mettermi, si spera definitivamente, una linea decente.

Nel frattempo vi lascio con questo gadget: fa riflettere.



Poodwaddle.com

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lunedì, 29 ottobre 2007

Pessimismo e fastidio (ovvero: ma è solo quando mi collego io che il mondo va così a rotoli?)

Human lemmings
Fonte

Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu

Alla fine ce l' hanno fatta ed hanno tolto a De Magistris l' inchiesta che vedeva indagato tra gli altri il Ministro dell' Ingiustizia Clemente Mastella.
La motivazione è che essendo il De Magistris stato sottoposto ad un bombardamento di ispezioni da parte del Ministro probabilmente non avrebbe potuto conservare l' imparzialità sulla faccenda: ora pare addirittura che il Governo, con l' intento di attenersi al principio costituzionale che vuole la legge uguale per tutti, stia ventilando l' ipotesi di dare ad ogni cittadino italiano la facoltà di inviare gli ispettori in un ufficio giudiziario di propria scelta.

La prossima volta che mi ferma un vigile per mettermi una multa questa tecnica la provo anch' io: lo riempio di insulti e poi dico che, avendolo insultato, ce l' ha con me e che quindi la sua multa si configura come persecuzione nei miei confronti.
Potrebbe anche funzionare... diavolo d' un Mastella.






Barbacoa mexicana

Uppe fa notare come, nel dare la notizia che la California sta bruciando e parecchie case di gente anche famosa sono andate a fuoco come cerini, ci si sia dimenticato di riferire che l' incendio si estende fino al Messico e che anche le casette dei poveri di Tijuana non è che siano ignifughe: è il classico esempio di partigianeria dei comunisti.
Quel pennacchio di fumo che si vede da satellite è causato dall' abuso di marijuana dei latinos, che da quando gli hanno aumentato il prezzo del grano non hanno più di che mangiare e si consolano come possono: è quindi lecito affermare con certezza che si tratti di un classico caso di tutto fumo e niente arrosto.

Bush, il Previdente degli Stati Uniti d' America

George W. Bush, in visita in California, ha sorvolato a lungo con l' elicottero presidenziale la zona degli incendi.
Il presidente avrebbe poi rilasciato delle dichiarazioni in cui sottolineava la sua previdenza nell' aver stoccato grandi quantitativi di acqua a New Orleans proprio con lo scopo di poter combattere efficacemente il tipo di disastro che puntualmente si è verificando in California.






Vecchio scarpone quanti metal detector hai passato

In un gesto di maschia solidarietà con l' alleato americano l' Unione Europea ha deciso di proibire le calzature sugli aerei che faranno scalo sul proprio territorio.
La decisione è stata presa a seguito delle indagini condotte dalle autorità USA, che avrebbero confermato piani per eseguire attentati facendo uso di questi oggetti.
Allo studio una serie di norme restrittive per proibire sui vettori, dopo l' acqua e le scarpe, anche gli orologi (potrebbero essere utilizzati per costruire i timer) e gli occhiali che, se adeguatamente posizionati, potrebbero consentire ai malintenzionati di focalizzare i raggi del sole e provocare incendi in cabina.

Per un nuovo miracolo italiano

Apprendo dai giornali che la prima azienda italiana, con fatturati stellari e bilanci sempre in attivo, sarebbe la mafia.
Ora io non voglio prendere posizione, ma penso che un modello di efficienza e profittabilità, in un libero mercato quale quello in cui siamo, andrebbe preso a modello, per esempio per rendere più funzionale e produttivo lo Stato Italiano e le istituzioni...
Ma vedo che qualcuno ci ha già pensato.

Per un nuovo miracolo italiano II

La chiesa si scaglia contro un' inchiesta di Repubblica che punta il dito sulle spese con cui la principale religione italiana grava sul bilancio nazionale: "Visto che la mafia notoriamente riceve ampi finanziamenti pubblici", avrebbe dichiarato il Segretario di Stato vaticano Bertone, "i fondi che riceviamo dal Governo sono motivati esclusivamente da principi di libera e sana concorrenza".

It wasn't me!

Nel frattempo l' inclemente Mastella riceve una busta con un proiettile e si affretta a precisare di non esserselo spedito da solo.
Un po' come quando si scorreggia e si dice, fingendo sorpresa: ma che puzza di merda, chi è stato quel porco!?
Gli americani la chiamerebbero difesa preventiva, in veneto si direbbe che la prima gallina che canta è quella che ha fatto l' uovo.

L' ago della bilancia

Considerato lo stato in cui versa la maggioranza al governo in Italia, più che un ago della bilancia occorrerebbe un ago da siringa per una pietosa iniezione letale.
A confronto con il governo Prodi, Piergiorgio Welby era un centometrista.




Libertà di opinione e di blogging


E ci hanno provato di nuovo, a far passare zitti zitti una norma inapplicabile che avrebbe obbligato anche i bloggers (e chiunque abbia un sito web) ad iscriversi a qualche oscuro ente (in questo caso rispondente all' inquietante acronimo ROC), con i costi e la burocrazia che si possono immaginare.
Naturalmente non se ne è fatto niente, naturalmente è montata l' indignazione e si sono affrettati i distinguo e le marce indietro ma io suppongo che delle belle "teste pensanti" pagate lautamente ci abbiano speso il loro tempo, ad elaborare ed a proporre questa cretinata.
Si configura come spreco di denaro pubblico?

Forza italia.it

Il maxi portalone per il turismo sponsorizzato dal Governo, in cui sono stati finora investiti 35.9 milioni di Euro (più altri 13 milioni per il portale interregionale, che non c'è), non decolla malgrado le previsioni ottimistiche espresse solo qualche mese fa:
"Cicoria" Rutelli recentemente ha sbottato: Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere.
Io, modestamente, avrei una proposta in continuità con l' attuale linea politica, che consiste nel contrattare una qualche costosissima ditta, idealmente in cui lavori qualche parente di Mastella, che si prenda l' onere (a pagamento, si intende) di chiuderlo definitivamente: in fondo far scavare buche e poi farle riempire ha sempre giovato al morale degli uomini, e mantiene l' unità tonica.
Ma ho anche un' alternativa: per trecento Euro un sitarello web ve lo metto su io, sconto speciale per via che in questi giorni mi sento patriottico.
Approfittatene!

PS:
La linea mi funziona appena appena meglio di prima (ma forse è un effetto placebo).
¡Me cago en la leche de la madre de Telefonica!

martedì, 02 ottobre 2007

Siamo tutti sulla stessa barca

Questa pubblicità del WWF in Brasile dice tutto:

Il mondo-barca

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giovedì, 19 luglio 2007

Declino dell' impero americano (Part I)

Pukland: terra dei liberi, casa dei coraggiosi

Immaginiamo che un giorno io riesca a creare il mio proprio stato.
Pukland, lo chiamerei, "Terra dei liberi e casa dei coraggiosi" il sottotitolo.
Sorvoliamo sulla storia di Pukland e dei puklandesi, ma precisiamo che la moneta locale è la Corona Pukkese.

Supponiamo che ad un certo punto io, Puk Iº, Presidente di Pukland e figlio prediletto di Dio, decida che è nostro dovere spargere i semi dei nobili ideali che caratterizzano la nostra gloriosa nazione in tutto il mondo.
Di più, supponiamo che veda di cattivo occhio valori differenti dai nostri e decida che se qualche altra nazione non li volesse fare suoi, quantomeno in termini diplomatici, questo paese debba essere guardato come nemico e piegato ai nostri voleri con ogni mezzo.
Perchè?
Beh, intanto perchè potrebbe venire in mente a chi governa queste altre nazioni di fare la stessa cosa a Pukland, no! E vi pare poco?

Ad un certo punto Pukland tiene attentamente d' occhio gli equilibri politici ed economici di quasi tutto il mondo: direttamente o indirettamente, con l' economia o la diplomazia, con la paura o l' inganno o la persuasione e con ogni altro mezzo lecito ed illecito ha influenzato tutte le altre nazioni e si è posta in cima a questa pericolante piramide.

Happy Birthday, Mr. President Puk!

Già, ma fare tutto questo, ingannare, comprare, mandare aiuti o proclamare embarghi, fino ad arrivare all' utilizzo della forza militare con tutto quello che comporta in termini di ricerca, risorse umane e materiali, pianificazione, trattamento e raccolta delle informazioni è costoso, costosissimo.
Immaginate una sola nazione che si fa carico di indirizzare la storia mondiale su binari che, in qualche modo, ritiene le siano più convenienti: si tratta di un' impresa titanica, che comporta aggravi ovviamente insostenibili per i soli puklandesi.
Difatti.
Difatti Pukland inizia a languire, il debito pubblico è proiettato verso le stelle e presto ci si ritroverà in una situazione in cui neanche gli alti soffitti del mio principesco ufficio ovale basteranno per appendere i grafici che mostrano come l' economia puklandese stia, inesorabilmente se si continua così, scivolando verso la più colossale bancarotta mai vista a memoria d' uomo.

Puk wants you! (and your water)

Ma ecco l' idea geniale, il lampo, l' escamotage che permetterà a Pukland di sopravvivere alla sua stessa politica: sfruttando la notevole influenza che abbiamo, convinco quasi tutti i proprietari di grosse fonti d' acqua ed i distributori a sottoscrivere un trattato.
Il trattato impone che tutta l' acqua che viene venduta nel mondo possa venire acquistata esclusivamente in Corone Pukkesi. Facile, no?
E' il libero mercato: i produttori hanno scelto, e se vogliono vendere in Corone Pukkesi o in Pizze di Fango nessuno può imporgli altrimenti!

Accordi

Certo, i proprietari e distributori d' acqua, che non sono fessi, all' inizio non sono stati molto d' accordo, ma il pensiero di essere buoni amici ed alleati strategici di chi sta in cima alla piramide, oltre al balenare di alcune montagne d' oro, ne ha convinti un bel po', mentre qualche dimostrazione della nostra gloriosa aviazione pukkese ha fatto correre quelli che mancavano a mettere il loro scarabocchio in fondo al trattato, con grandi scambi di strette di mano, sorrisi e suoni di fanfare.
Ah, la civiltà!

Altri accordi

Ora Pukland può continuare ad indirizzare l' umanità dove più conviene a Pukland senza badare agli spiccioli che vengono spesi nell' impresa e tutto è idilliaco per la nostra nazione.
Un po' meno per le altre, che se vogliono comprare l' acqua devono:

1) Venire al cospetto del Presidente Puk Iº a chiedere un po' di Corone Pukkesi per soddisfare le loro sempre più esose esigenze d' acqua (in genere accetto di buon grado, tranne che per le nazioni i cui ambasciatori mi stanno antipatici, naturalmente in cambio di qualcosa: materiali, tecnologie, basta che sia qualcosa che valga di più della carta e dell' inchiostro con cui ho fatto stampare le Corone).

2) Andare dai produttori e pagargli il prezzo che chiedono (si sono messi in cooperativa, in modo da poter gestire i costi dell' acqua un po' come gli pare) in sonanti Corone.

Barili d' oro

Come al solito, quando tutto va bene arriva il classico rompicoglioni.
Può essere una tua ex che non vedi da anni e che compare proprio quando stai firtando con la ragazza della tua vita appena conosciuta, o il commissario che, ad esame oramai finito, dice "Ancora un' ultima domanda...", fatto sta che c'è sempre.

Nel nostro caso si tratta di alcune piccole nazioni, scatoloni di sabbia abitati da semibuzzurri analfabeti e senza nessun gusto nel vestire, con l' unico pregio di avere alcuni dei più grossi giacimenti d' acqua rimasti al mondo.
Questi tipi, queste facce toste, ad un certo punto dichiarano che Pukland gli sta sulle palle (ammettendo così, implicitamente, che odiano la democrazia, la libertà, Dio, il libero mercato e la nazionale pukkese) e ventilano l' ipotesi di vendere la preziosa risorsa non già in Corone Pukkesi bensì in Scellini al Gusto di Leerdammer.

Scellini al gusto di Leerdammer

I produttori d' acqua fedeli guardano a quest' esperimento in apparenza con sdegno e condanna, ma in realtà con curiosità ed interesse: vogliono vedere se l' aviazione pukkese è veramente così potente come si vocifera.

Pukland a questo punto, dopo anni ed anni in cui ha venduto al mondo principalmente e con grande successo Corone e hamburger di cachi, il nostro piatto nazionale, si è abituata bene: spende, spande, e tutti possiedono cessi che consumano l' equivalente di un piccolo lago d' acqua al giorno, e per questo sono felici!
Va da sé che lo scopo dei produttori ribelli è quello di rendere i puklandesi infelici, come mi sono premurato di ripetere ad nauseam in televisione e sui giornali, ergo bisogna ricondurli alla ragione.
Volevo dire, bisogna mostrargli i benefici della democrazia.

Ops!

Con un maestoso dispiegamento dell' aviazione pukkese riportiamo la democrazia, la libertà e gli hamburger di cachi in queste lande così bisognose: in cambio chiediamo solo che vengano tagliate le mani a chiunque nomini o faccia cenno anche indirettamente a qualsiasi valuta la cui definizione non inizi per "Corona Pukkes", e se questo non è essere generosi allora non so cosa lo sia.

Zac! Infedele!

Così fu che la nazione di Pukland visse felice, obesa e contenta, ma non per sempre.

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giovedì, 19 luglio 2007

Declino dell' impero americano (Part II)

La caduta dell' impero americano

Naturalmente mi piace pensare che se veramente fossi a capo di un' ipotetica Pukland in realtà le cose andrebbero molto diversamente... si scherzava.

C'è tuttavia chi non la pensa così: in America c'è e c'è sempre stato un partito trasversale che sostiene il ruolo centrale degli Stati Uniti nelle faccende del mondo.
Più o meno segretamente gli appartenenti a questa confessione hanno brigato e ravanato perchè le altre nazioni fossero sottomesse o quantomeno accondiscendenti alla loro visione del mondo, che vuole lo Zio Sam seduto su un ricco trono di plastica cromata servito e riverito da tutti gli altri e in grado, con un solo cenno delle dita, di rovesciare governi e proclamare guerre a chi non si conforma.

Mission accomplished my ass!

Tradizionalmente questi personaggi hanno spinto l' uso di certe strategie, come il controllo dei mezzi d' informazione, l' impiego massiccio di cover ops, la minaccia militare e la pressione verso il consumo di petrolio.

Quando il petrolio americano si è esaurito, si sono accaparrati dei diritti su gran parte delle altre riserve medio orientali e sudamericane di fatto imponendo che l' acquisto venisse effettuato esclusivamente in dollari.

Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio tacchino...

Essendo l' America l' unica nazione autorizzata a stampare dollari, hanno creato di fatto un monopolio: così facendo non solo ogni goccia di petrolio venduta in dollari porta, come una tassa mondiale, qualcosa alle loro tasche, ma hanno in pratica reso indispensabile per chi consuma petrolio crearsi delle riserve strategiche della loro moneta, obbligando gli altri paesi di fatto a finanziare il debito USA.

Purtroppo per loro e per i nostri paesi, la cui economia è legata a filo doppio alla valuta americana, con il progressivo assottigliarsi delle riserve mondiali i giochi non vanno più così lisci.

Alcuni paesi come il Venezuela, l' Iran e l' Iraq dei tempi di Saddam ad un certo punto hanno guardato a questa situazione oramai consolidata e si sono accorti che il Re era nudo.
Vuoi per motivi ideologici (il Re non è amato da tutti), vuoi per un semplice calcolo di convenienza, si è iniziato a pensare, idea geniale e rivoluzionaria, di vendere l' oro nero in altre divise.

E qui cascherebbe il palco americano.
Gli USA consumano attualmente circa un quarto del petrolio prodotto al mondo, hanno l' esercito più vasto e costoso della storia dell' umanità ed in pratica hanno basato tutto il loro tenore di vita su questo giochetto dollari=petrolio: metterlo in discussione è come minacciarli di togliergli la terra da sotto i piedi.

Per cosa combattono e muoiono i soldati americani?

E' in quest' ottica secondo me, più che nel tentativo di assicurarsi militarmente i giacimenti, che va visto l' intervento americano in Medio Oriente: paradossalmente per gli americani conterebbe di più avere regimi fidati che vendano a terzi in dollari senza discutere come è stato fatto finora che ottenere il petrolio per loro stessi.

Purtroppo o per fortuna il giochino è trito e logoro, e rappezzarlo inizia ad essere sempre più costoso, non solo in termini economici ma anche d' immagine e di semplici risorse umane.
Il Re è nudo, si vede benissimo, e bastonare sempre più forte i sudditi che lo dicono ad alta voce non lo fa apparire più vestito.

Spese militari USA vs. Prodotto interno lordo mondiale

Le gravi spese che l' America sta sostenendo per mantenere il trucco, la mancanza d' investimenti a lungo termine, resi inutili dal continuo acquisto di dollari da parte di nazioni terze, e l' inesorabile declino della civilizzazione basata sul petrolio che inizia a prospettarsi, fanno pensare che a breve termine il dollaro si rivelerà per quello che è: carta straccia che deve il suo valore alla fiducia accordata unanimemente ad un sistema in crisi.

Penso che banche, Stati Uniti e compagnie petrolifere (e non son mica Pippo, Topolino e Paperino!) faranno di tutto per ritardare l' inevitabile, ma in un sistema basato sulla fiducia basta poco perchè si scateni il panico dando luogo ad un' inarrestabile reazione a catena, sopratutto quando i motivi per provare panico ci sono, sono realistici ed osservabili dagli esperti, anche se Pippo, Topolino e Paperino fanno di tutto perchè non trapelino.

Penso che ci si debba aspettare in tempi relativamente brevi una serie di grandi collassi economici ed una rivoluzione degli equilibri nella nostra società che non lascerà indenne nessuno: le prime scosse d' avvertimento si sentono già.

C'è odore di grande recessione ancora prima che i giacimenti inizino a rimanere a secco: cosa s' inventeranno, cosa c' inventeremo, per continuare ad avere l' aria condizionata, il cellulare e due auto per famiglia?
Quale politico ammetterebbe la situazione e le impopolarissime misure che andrebbero prese con la massima urgenza per poterci forse salvare dal crollo, con la consapevolezza che gli elettori di scenari apocalittici proprio non ne vogliono sentire parlare, anche se sono appena dietro l' angolo?

Chiamatemi pure Cassandra, ma ho l' impressione che la civiltà così come la conosciamo sia alla frutta, e che basti aspettare un pochino di tempo, meno di quanto ci si aspetti, per arrivare al caffé, e quindi al conto.

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giovedì, 12 luglio 2007

Monkeys

Nietzsche, pure tu!


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venerdì, 12 gennaio 2007

Nazione di pirati

Il Principato di Sealand

The Pirate Bay, uno dei più noti siti di indicizzazione Torrent (362esimo sito più visitato al mondo, secondo l' Alexa's rating. Fonte: Wikipedia) creato da una attiva associazione svedese che si batte per il no-copyright, dopo essere passato attraverso le vicende che l' hanno visto protagonista nei mesi di Maggio e Giugno dell' anno scorso (è stato chiuso dalla legge scatenando proteste popolari, e poi riaperto) ha lanciato un' idea futuristica e geniale, anche se un po' utopica.

In un mondo in cui i sistemi di protezione stanno diventando sempre più invasivi e spudorati e le associazioni di discografici continuano con le loro miopi campagne aggressive ed interferenze lobbystiche nelle politiche internazionali, la soluzione potrebbe essere nell' extraterritorialità.
TPB ha quindi lanciato l' ambizioso progetto di comprare, con l' aiuto degli utenti, il Principato di Sealand, l' autodichiarata nazione indipendente ubicata fisicamente in una antica piattaforma militare al largo delle coste dell' Inghilterra.

Il cuore informatico di Sealand

Sealand è già attrezzata con strutture informatiche moderne e collegamenti a banda larga, in quanto l' hosting di dati protetti è stato finora una delle maggiori fonti di introiti per il piccolo principato, e lo status di nazione indipendente (sebbene controverso e non riconosciuto dalle altre nazioni), oltre alla posizione poco facilmente raggiungibile, renderebbero poco probabile un altro raid della polizia.

L' idea suona molto cyberpunk (la fantascienza ha già ipotizzato isole di extraterritorialità utilizzate a scopi informatici, proprio come piccole nazioni lo sono oggigiorno per l' economia) e, sebbene a mio parere l' idea si rivelerà poco praticabile per via degli elevati costi di acquisto e di manutenzione, è senz' altro interessante e apre la porta a scenari del tutto nuovi.

Sealand

TPB ha già pronto un piano B nel caso non si raggiunga la cifra richiesta dall' attuale presidente, Mr. Michael Bates: l' acquisto di un isolotto da dichiarare indipendente.

Io mi sa che i miei dieci Euro li dono: fare parte del futuro è priceless.

Links:

Update

Emme mi segnala una interessante iniziativa:

Ciao, ho iniziato una raccolta di promesse su pledgebank.com
http://www.pledgebank.com/buysealand
l'idea e' di trovare qualcuno disposto a donare 10$ a buysealand.com se altre 1000 persone promettono di farlo assieme a lui.

Andateci e firmate, eccheccacchio: è una questione di civiltà!

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