martedì, 02 ottobre 2007
Nella puntata odierna di Caterpillar hanno intervistato un ex finanziere, Ettore Liuni, che ha avuto un' idea ridicola ma in fondo geniale: per evitare kamikaze islamici integralisti ipotizza si possa distribuire alle persone, ai soldati e a chi lavora in obiettivi sensibili come aereoporti o ambasciate delle capsule contenti grasso di maiale.
Quindi si darebbe il massimo risalto e pubblicità alla cosa: considerando che secondo il Corano (a detta dell' inventore, io non ne sono sicuro) il contatto del corpo di un fedele, anche del cadavere (anche di un brandello del corpo, visto l' argomento), con la sostanza precludererebbe l' ingresso in paradiso, potrebbe essere davvero un deterrente visto che questi matti vengono manipolati attraverso al religione.
Personalmente andrei anche oltre e consiglierei a tutti di portarsi in tasca un cacciatorino, così si avrebbe il duplice vantaggio di avere uno spuntino sempre a portata di mano e contemporaneamente un' arma micidiale con cui minacciare l' eventuale folle con cintura esplosiva che si dovesse avere la sventura di incontrare!
La cosa interessante secondo me è l' idea di far lavorare le convinzioni di questi estremisti contro loro stessi: seguendo questa linea si potrebbe, chessò, aprire molti McDonald's in Iran e ci scommetto che Bush ci penserebbe due volte prima di bombardare!
martedì, 16 gennaio 2007

Premettendo che non faccio parte di un plotone di esecuzione composto da estremisti di destra e di sinistra con la finalità di assassinarlo, devo confessare che Magdi Allam non mi piace.
Allam rappresenta secondo me un modo per i media di sentirsi la coscienza pulita quando si parla d' integrazione: è presentabile, compito, italianizzato, insomma, l' islamico che anche il più becero leghista acconsentirebbe a far sposare alla propria figlia dopo qualche grugnito in bergamasco.
E' diventato il classico "esperto" che giornali e talk show si contendono quando si parla d' Islam: qualche spettatore italiano probabilmente lo ascolta e pensa che se la più schierata intolleranza esce (compitamente, eh!) persino dalla sua bocca, beh, allora deve essere giustificata.
E' un po' come se un nero d' America predicasse il ritorno alla schiavitù ed alla segregazione razziale: il Ku Klux Klan lo adorerebbe e lo porterebbe in trionfo a braccia.
Perchè? Perchè potrebbero sostenere che i neri stessi danno ragione alla loro tesi!
Se poi quella persona fosse considerata un esperto di costumi, cultura e storia dei neri d' America, quello che viene invitato nel novanta per cento delle trasmissioni dove si parla del problema dell' integrazione razziale a dire la sua, allora sarebbe davvero l' uovo di Colombo: quest' ipotetico tipo avrebbe trovato la sua fortuna, la sua nicchia.
Il problema, dal mio punto di vista, è che il Magdi sta cavalcando l' onda d' ignoranza e intolleranza che oggigiorno spazza l' Italia.
Il nostro (vostro?) è considerato un giornalista, definizione oramai piuttosto vaga nell' italietta del nuovo millennio, ma a quanto pare non si preoccupa tanto di comunicare notizie quanto di esprimere le proprie opinioni, anche a costo di ricavare le fonti che le corroborano in maniera, diciamo così, creativa.
Quale sia veramente il suo mestiere è lasciato al giudizio dei lettori, ma ad ogni modo bisogna dire che sa farlo bene.
Questa mattina su Corriere.it è comparso un articolo firmato Magdi Allam che ha attirato la mia morbosa attenzione: frasi come "scandalo sessuale a sfondo poligamico", "delirio sado-poligamico", "comportamento violento", "carne femminile", "coiti realizzati" condiscono l' articolo come sale sparso dal cuoco sapiente.
Quale è stata la mia sorpresa quando ho scoperto che si parlava di... Lia di Haramlik!
Non conosco Lia di persona, ma ho avuto modo di apprezzarne le qualità umane e l' equilibrio tramite il suo blog.
La battaglia che sta conducendo ultimamente per vedere riconosciuti i diritti suoi e delle donne musulmane è sacrosanta, e anche se confesso di essermi chiesto come ha fatto una persona del suo spessore a farsi incastrare da un tipo come il suo ex marito, penso anche che si tratti di un affare privato su cui non è lecito chiedere.
Chi segue il blog sa per certo che Allam ha travisato completamente sia la battaglia che Lia sta portando avanti ora sia il messaggio di tolleranza intelligente e curiosa che ha sempre espresso nei suoi scritti.
Purtroppo non credo abbia scritto l' articolo per ingenuità o errata interpretazione dei fatti, ma per tirare una volta di più l' acqua al mulino dell' intolleranza, lo scoop infatti è dato dal nome dell' ex marito con cui Lia si sta battendo per vedere riconosciuti i suoi diritti (e che lei non ha finora voluto rivelare): nientemeno che il segretario nazionale dell’UCOII (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) Roberto Hamza Piccardo, con cui il nostro (vostro?) ha una vecchia ruggine.
L' articolista parla di una Lia che avrebbe "rivelato" il "racconto", ma Lia smentisce.
Io le credo, e credo anche che questa storia sia un esempio del "giornalismo" più schifoso, schierato e travisatore che si può leggere sui nostri sempre meno affidabili quotidiani.
Un "giornalismo" che non ha remore nel passare sopra le persone con l' intenzione neanche troppo nascosta di creare sempre nuovi mostri (se immigrati meglio) per noi poveri utenti cretini, e voi?
domenica, 24 settembre 2006

Oggi inizia per 1,6 miliardi di musulmani nel mondo il mese del Ramadan.
Io ho sempre chiamato scherzosamente ramadan un periodo di quindici giorni che mi prendo periodicamente in cui mi astengo dal bere alcolici, cerco di dimezzare le sigarette, pratico un bel po' di digiuno ed introduco più frutta e vegetali freschi nella mia tipica dieta geek.
No, non lo faccio per motivi di fede (sono un agnostico impenitente), ma perchè dopo mi sento purificato e rafforzato dal fatto di esserci passato attraverso.
Masochismo, dite?
Non sarò certo io a fare un' apologia della disciplina, ma sapersi dimostrare ogni tanto che la propria forza di volontà è più forte delle abitudini a me fa sentire meglio.
I musulmani hanno delle regole molto più stringenti delle mie, ed il Ramadan segue precisi dettami: intanto dura un mese lunare, ovvero 29 o 30 giorni in cui ci si astiene dal mangiare e dal bere a partire dall' alba fino al tramonto.
Durante questo periodo è prescritto al fedele di evitare comportamenti immorali e rabbia, e di mostrare particolare compassione verso i poveri ed i più svantaggiati.

Gli scopi del Ramadan, per come posso averli intesi io che non sono un fedele, sono di sviluppare l' autocontrollo e l' autodisciplina, la coscienza di Dio, migliorare la salute ed eliminare le impurità dal corpo e prendere coscienza dello stato in cui versano i poveri e gli affamati.
E' un periodo in cui i musulmani si sostengono ed aiutano a vicenda, sopratutto all' interno dei nuclei familiari ma non solo, ed in cui tutti si sentono parte di una unità e rinnovano le loro promesse di fede con un sacrificio duro e tangibile.

Non mi sembra affatto una cattiva idea, fosse anche solo per mettersi un po' nei panni di quella larga parte di umanità che quotidianamente deve vedersela con la fame.
Io ho sempre trovato un po' anacronistico che il massimo delle privazioni a cui un cattolico si sottopone sia il pesce il Venerdì santo: al giorno d' oggi il pesce è carissimo ed andare al ristorante a farsi una spanciata di spaghetti con le vongole e triglie non è certo un grande sacrificio.
A mia opinione, come spesso accade il cattolicesimo ha confuso il simbolo con il significato.
Penso che se veramente i musulmani tutti, come vogliono farci credere, ce l' avessero su con l' occidente, con un allenamento come questo a cui si sottopongono fin da ragazzini ci papperebbero in un solo boccone (non nel mese del Ramadan!) solo per la forza di volontà e la compattezza che sono in grado di dimostrare.
Gli Stati Uniti, con il loro terzo della popolazione ben oltre i limiti dell' obesità, farebbero bene a rifletterci su.
Ramadan karim
Links:
Un americano con moglie musulmana descrive la sua esperienza con il Ramadan [Eng]
Il Ramadan spiegato da un insegnante [Eng]
Come funziona il Ramadan [Eng]
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