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mercoledì, 18 giugno 2008

Mozilla Firefox, l' alternativa ad Internet Explorer, ha raggiunto la sua versione numero tre.
Come riporta Punto Informatico sono state introdotte numerose funzionalità e migliorate la gestione della memoria e della sicurezza.
E' l' occasione buona per chi ancora utilizzasse il navigatore di default di Windows per darsi una svegliata, fare un favore a sé stesso e passare definitivamente alla concorrenza: l' aspetto e le funzioni dei tasti e dei menu non sono molto diverse da quelle di IE, rendendo pertanto il cambio un evento non traumatico anche per chi di informatica ci capisce poco, ma è un grande passo avanti in termini di caratteristiche non immediatamente visibili, come la sicurezza della navigazione ed il rispetto degli standard.
E' il navigatore di elezione per un sacco di esperti in informatica, e non è un caso perchè è frutto della collaborazione di molte entità diverse e delle segnalazioni degli utenti, invece di essere un prodotto di una grande multinazionale monopolista americana che fa esclusivamente i suoi interessi, spesso con risultati non proprio soddisfacenti.
Chiunque abbia messo su un sitarello con i fogli di stile sa che incubo sia la compatibilità con le vecchie versioni di IE, che gli standard se li scrive da sé, e migliaia di ore lavoro sono state buttate via da sviluppatori di ogni parte del mondo per far capire al recalcitrante Internet Explorer le più semplici istruzioni: non vorrete mica continuare ad usare un navigatore piagato dalle maledizioni di una moltitudine di programmatori, vero?
Oggi si tenta anche di stabilire il record mondiale di download effettuati in una sola giornata, ed esserne parte è solo l' ultimo dei motivi per scaricare Mozilla Firefox 3.
Links:
Scarica Firefox 3 da qui
L' annuncio del download day su spreadfirefox.com (in italiano)
Il contatore di quante volte è già stato scaricato Firefox 3, anche diviso per nazioni
lunedì, 02 giugno 2008
Fintissimo (o almeno si spera!) e divertente libro per spiegare ai bambini come funziona la polizia reperito sulla rete: The Ladybird book of the policeman.

domenica, 09 dicembre 2007
Lo spamming (detto anche fare spam) è l'invio di grandi quantità
di messaggi indesiderati (generalmente commerciali). Wikipedia
Fonte immagine
Tutti mi dicono che sono pieni di spam, sui giornali leggo che ogni anno si perdono una valangata di ore nel gestire e cancellare i messaggi di pubblicità non richiesti: oggi vorrei condividere un piccolo trucco che mi aiuta a far si che le mie caselle di posta elettronica siano sempre linde ed ordinate.
Come hanno fatto ad avere il mio indirizzo di posta elettronica quei bastardi??
Quei bastardi hanno un paio di sistemi: il primo è quello di prendere un server bersaglio (quello che sta dopo il simbolo della chiocciola negli indirizzi email) e bombardarlo di ogni combinazione possibile di lettere e numeri.
Così se per esempio il target dello spammer è, poniamo, "telefonica.net" questi simpaticoni mandano la loro posta spazzatura a tutti gli indirizzi possibili, semplificando partono da "aaaaaa@telefonica.net" e finiscono con "zzzzzz@telefonica.net", sicuri che qualcuno che possiede un indirizzo con qualche combinazione nel mezzo tra questi due estremi la riceverà.
Contro questo metodo non c'è una soluzione semplice, richiedono dei filtri ben fatti per evitarlo, ma è anche un metodo rischioso perchè chi gestisce il server di telefonica.net si renderà conto che qualcuno sta sparando migliaia di email verso il suo server e presumibilmente prenderà delle contromisure per filtrarlo se non denunciarlo.
Un secondo metodo consiste nel reperire l' indirizzo email dei potenziali riceventi andandolo a pescare da qualche parte in internet.
A questo scopo si servono di sofisticati programmi (detti bot) che se ne vanno in giro a leggere ogni pagina che incontrano in rete con lo scopo di trovare al loro interno il famigerato carattere della chiocciolina, in modo da copiare l' indirizzo in un elenco che verrà poi usato per mandare le loro email.
Altrimenti potrebbero comprare elenchi di email, per esempio da quelli che offrono servizi gratuiti in internet e che chiedono il tuo indirizzo email per registrarti: è una pratica poco etica vendere questi elenchi, ma chi offre servizi gratuiti spesso adduce la scusa che il denaro così ricavato gli permette di portare avanti il suo lavoro senza chiedere quote di iscrizione e molti lo fanno, anche perchè è difficile risalire a chi ha venduto un indirizzo.
La soluzione
Per ovviare a questa situazione c'è un utilissimo servizio gratuito che si chiama Mailnull.
In pratica ti permette di crearti degli aliases, ovvero degli indirizzi email fittizi che hanno il solo scopo di ricevere le email a loro indirizzate e girarle immediatamente al tuo vero indirizzo email: vediamo come questo può essere utile.
Supponiamo che io mi registri a Mailnull con il nome utente "apple" e con il mio vero indirizzo di posta, che ipotizziamo essere: pogo@fruit.com.
Una volta fatto il login presso Mailnull posso creare degli aliases ed io decido di crearmi:
green
yellow
red
In pratica ho creato dal nulla gli indirizzi di posta elettronica: apple.green@mailnull.com, apple.yellow@mailnull.com e apple.red@mailnull.com.
Ogni email indirizzata a questi tre indirizzi viene automaticamente girata da Mailnull al mio vero indirizzo pogo@fruit.com, l' indirizzo che mi leggo ogni giorno per vedere se qualcuno mi ha scritto, proprio come se i mittenti l' avessero spedita qui.
Ora supponiamo che voglia registrarmi ad un servizio gratuito in rete: quando mi verrà chiesto il mio indirizzo email invece di quello vero darò un alias, poniamo apple.red@mailnull.com.
Quelli del servizio mi manderanno probabilmente un' email di conferma in cui c'è un link da cliccare per assicurarsi che l' indirizzo che gli ho dato sia vero, ed io la riceverò regolarmente a pogo@fruit.com perchè Mailnull me l' ha girata: qui posso cliccare il link che rassicura i gestori del servizio che l' indirizzo email in loro possesso è effettivamente valido (anche se in realtà non lo è!).
Altro servizio, altro alias, e così via: uno per il blog, uno per il sito del giornale di annunci economici, uno per i commenti sui forum,...
Se vedo che inizio a ricevere pubblicità indirizzata ad un certo alias (ovvero, nel campo del destinatario della pubblicità spazzatura appare apple.red@mailnull.com o apple+red@mailnull.com) ecco individuato il colpevole: il servizio a cui mi sono iscritto usando l' alias "red"!
A questo punto, nella pagina di Mailnull, posso semplicemente cancellare l' alias "red" ed i simpatici spammari se ne rimangono con un palmo di naso, tentando freneticamente di mandare altra pubblicità ad un indirizzo che non esiste più, mentre la mia vera casella email pogo@fruit.com (che loro non conosceranno mai) rimane intatta e gli altri aliases intonsi.
All' atto pratico gli aliases sono dei filtri sacrificabili tra la tua casella email e questo mondo crudele, che la guarda con cupidigia appena fuori dalla porta 110.
L' utilizzo di Mailnull è gratuito, ma il titolare del servizio accetta oboli per mantenere in piedi il server e pubblicità dagli utenti soddisfatti.
Per chi avesse un blog o un proprio sito internet ecco un altro trucchetto che non aiuta voi personalmente ma contribuisce a rendere la rete un posto migliore.
All' inizio dicevo che gli spammari usano dei programmini, dei bot, che vanno a caccia di indirizzi in giro per la rete: questi programmini possono essere fregati aggiungendo nelle proprie pagine un link a dei servizi che generano pagine e pagine di finti indirizzi email.
I bot sono felici e contenti (almeno quanto può esserlo un programma!) perchè pensano di avere trovato una miniera d' oro, e invece si tratta di un trucco che impegna risorse, tempo-computer e denari dei maledetti spammatori, creandogli così un danno.
Se tutti quanti mettessero sulle proprie pagine qualcosa del genere, i bot se ne starebbero il 90% del tempo a recuperare questi indirizzi fittizi invece di quelli di poveri utenti a cui triturare i maroni.
Per esempio si può inserire direttamente il link a questa pagina di SpamTrap, o seguire le semplici istruzioni nel sito di SpamPoison per avere come risultato quel pulsantino che vedete nella colonna a destra di questa pagina nella sezione Bottoni, il cui scopo è ammannire ai bots finti indirizzi email sui server degli spammer stessi: in pratica, li induce ad autospammarsi!
lunedì, 05 novembre 2007
Se tutto va bene oggi o domani mi tagliano l' internette per mettermi, si spera definitivamente, una linea decente.
Nel frattempo vi lascio con questo gadget: fa riflettere.
Poodwaddle.com
mercoledì, 31 ottobre 2007

Ieri ho ricevuto la prima richiesta di rimuovere delle immagini dal mio sito che abbia mai ricevuto.
Doveva succedere prima o poi, lo so, ma la cosa è stata comunque piuttosto strana: visto che la richiesta era motivata e fatta con educazione ho immediatamente provveduto, ma è stato strano lo stesso.
La motivazione è che non sul mio sito ma nel mio blog ho tra gli altri un link che punta al blog Haramlik, di cui l' interessata, una tipa con cui sono stato insieme tempo fa, non ha, volendo usare un eufemismo, un' alta opinione.
Da tempo ho stima di Lia, la proprietaria del blog linkato, di cui apprezzo le qualità umane, l' espressività e l' esperienza, pur non condividendo necessariamente sempre le sue idee.
Mi era anche capitato di scrivere un post di solidarietà ai tempi dell' affaire di Magdi Allam, quando il pinocchietto d' Egitto pubblicò sul Corriere della Sera stralci di alcune sue email private senza il consenso dell' interessata, senza peraltro scendere nel merito della querelle che ne è seguita sulle attribuzioni di responsabilità, e ci sono dei post che ha scritto che secondo me sono impagabili: molto caldi, umani, come quando parla del bellissimo rapporto che ha con sua figlia.
Dato che come sapete ho qualche problema di connessione ultimamente, mi sono affrettato ad aggiornarmi sugli ultimi post della Lia ed ho trovato subito il motivo di tanto astio in un articolo del 24 Ottobre.
Riassumendo la posizione di Lia, che di essere antipalestinese proprio non può essere tacciata, ha deciso di ritirare la propria firma da un appello in favore della Palestina dopo aver constatato che:
- tra i firmatari ed i sostenitori dell' appello ci sono degli elementi "che definire poco raccomandabili è un eufemismo", sostanzialmente riconducibili ad ambienti della destra radicale
- il sito che appoggia la raccolta di firme è intestato ad una web agency che fa capo al Campo Antimperiialista, su cui Lia ha delle (motivate) riserve
- a suo parere la forma e la sostanza dell' appello sono inconcludenti e servono più a dare leggittimità e visibilità (se interpreto bene il post ed i commenti successivi dell' autrice) a chi l'ha organizzato che ad avere effettivamente qualche probabilità di aiutare la sacrosanta lotta della popolazione palestinese
Seguendo alcuni dei links riportati nei post si può constatare come effettivamente certi sostenitori di destra dell' appello diano l' impressione di essere motivati più da sentimenti antisionisti a priori che da un senso di solidarietà con i palestinesi, e che insomma si associno a questo tipo di iniziative più per il principio che vuole i nemici dei propri nemici come propri amici piuttosto che da un' effettiva comunità di intenti con i promotori, che si dichiarano invece di sinistra.
Se non si parlasse di elementi, secondo la mia personale scala di valori, di estrema destra (per intenderci c'è chi mette orgogliosamente sul proprio blog la pubblicità di un incontro dell' "associazione culturale", così si definiscono, Thule riguardante la presentazione di un libro di Heinrich Himmler e la foto di Mussolini nella barra laterale ) avrei le stesse riserve, ma personalmente tenderei ad essere più mite sul primo punto: è lecito discutere con chi ha idee anche molto differenti dalla propria, ed anche trovare punti e battaglie in comune, per quanto debba ammettere che se facessi parte di un movimento che si dichiara di sinistra magari, con questi personaggi, lo troverei un segnale un pochino inquietante.
Riguardo al secondo punto non mi pronuncio non essendo mai stato ad un Campo Antiimperialista ad ascoltare le loro tesi: il loro manifesto mi trova d' accordo su alcuni punti, ma d' altronde anche il programma di Prodi sulla carta non sembrava male e bisogna vedere come le tesi che si dichiarano vengono poi sviluppate e portate avanti (sono uno di quelli convinti che il fine non giustifichi i mezzi, e quel "Il Campo è per la massima unità nella lotta contro il nemico comune" quasi all' inizio mi fa sinceramente paura).
Per me, che sono un non violento e più incline alla moderazione e ad altre forme di contrasto, il linguaggio ha un tono un pochino troppo enfatico, troppo manicheo, si fa uso di termini che personalmente trovo oramai sorpassati e talvolta il discorso si fa piuttosto autoreferenziale, capisco però come mali estremi, che ci sono senza dubbio, possano ahimè indurre qualcuno a pensare che anche estremi rimedi siano talvolta giustificati.
Al contrario, senz' altro per miei limiti (visto che c'è chi ne discute tranquillamente), non capisco il concetto sotteso al neologismo "nazionalitarismo" (il vocabolario che ho consultato io non lo riporta e Wikipedia nemmeno, anche se qualche indizio lo si può trovare nella definizione che da Wikipedia di Comunitarismo), concetto in cui quelli di Progetto Comunitarismo, incluso un postatore con nick Outis che ha risposto a Lia nei commenti, e che in un suo post in un forum dedicato alla destra radicale parlandone afferma che "la stiamo seguendo dal primo giorno in cui ha iniziato ad infamare i miei compagni" (grossomodo il senso dell' email inviatami dalla mia corrispondente), dicono di riconoscersi.
La questione 'nazionalitaria', da sempre fattore progressivo di liberazione per i popoli, è oggi ostaggio da una parte di un'ideologia 'occidentalista', tendente a mobilitare i popoli europei contro il resto del mondo, per perpetuare la situazione di dipendenza e di sfruttamento, e dall'altra da 'nazionalismi' di stampo reazionario, che danno spazio a pericolose derive etnocentriche ed islamofobiche.
Fonte
Il fattore nazionalitario coniugato ad una visione di liberazione sociale, la comunità vista come realtà dinamica ed aperta ai nuovi influssi culturali e di cittadinanza attiva, la democrazia diretta, la relazione tra persona e fattore comunitario, l’anti-imperialismo e la liberazione dei popoli del mondo, l’approccio critico come strumento per la rilettura della Storia e la costruzione di un pensiero nuovo che sappia contrastare il pensiero capitalista ed individualista dominante degli ultimi decenni, sono gli assi portanti del lavoro teorico svolto.
Fonte
Un altro importante elemento che è in comune consiste in quel complesso di usi, tradizioni, lingue, modi di vivere, modalità di approccio con il territorio e tipologie di sfruttamento di quest’ultimo che chiamiamo «nazione». Il sentimento nazionale o nazionalitario è la prima scintilla, è il primo abbozzo embrionale che, sebbene oggi sia avvertito solo inconsciamente, permette agli strati popolari di sentirsi parte di qualcosa, di afferire ad una comunità.
Per il pensiero comunitario la «nazione» non è qualcosa di imposto ossia sovrastrutturale alla comunità, ma consiste nello stato aggregativo della comunità stessa: è proprio l’elemento nazionalitario che è oggetto della comunità e non il contrario, perciò lo considero come colonna portante di ciò che è in comune.
Fonte
Quello che è certo è che le parole che iniziano per nazional- e quelle che finiscono in -tarismo in genere mi suscitano brividi freddi lungo la schiena, e spero che questa mia prima impressione possa venire contraddetta quando riuscirò a trovare una definizione che mi risulti più comprensibile e meno fumosa di questo neologismo.
Per concludere trovo lecite (non si tratta secondo me di infamia sbirresca o propaganda eterodiretta come qualcuno mi ha scritto) le perplessità espresse da Lia su Haramlik, anche se come ho detto non necessariamente le condivido in toto (sui personaggi ed i metodi si badi, non si discute della situazione in Palestina): gli estremismi fanno paura anche a me, in qualsiasi parte dell' emiciclo politico pretendano di inquadrarsi, ed il fatto pur legittimo che mi venga chiesto di rimuovere certe foto che nulla hanno a che fare con la politica presenti sul mio sito perchè il mio blog linka un altro blog in cui si è stati critici con alcuni amichetti della tipa, peraltro a mia insaputa e senza mio intervento, pur essendo in sé un evento insignificante da la misura del fervore e delllo zelo di alcuni personaggi che gravitano attorno a questi ambienti.
Fossi nei loro organizzatori, detto amichevolmente, ci starei attento.
Libera nos Domine - F. Guccini (1978)
Da morte nera e secca, da morte innaturale,
da morte prematura, da morte industriale,
per mano poliziotta, di pazzo generale,
diossina o colorante, da incidente stradale,
dalle palle vaganti d' ogni tipo e ideale,
da tutti questi insieme e da ogni altro male,
libera, libera, libera, libera nos Domine!
Da tutti gli imbecilli d' ogni razza e colore,
dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
da visionari e martiri dell' odio e del terrore,
da chi ti paradisa dicendo "è per amore",
dai manichei che ti urlano "o con noi o traditore!",
libera, libera, libera, libera nos Domine!
Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,
da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
dall'egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
libera, libera, libera, libera nos Domine!
Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
dai preti d' ogni credo, da ogni loro impostura,
da inferni e paradisi, da una vita futura,
da utopie per lenire questa morte sicura,
da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
da fedeli invasati d' ogni tipo e natura,
libera, libera, libera, libera nos Domine.
Links:
lunedì, 29 ottobre 2007
Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu
Alla fine ce l' hanno fatta ed hanno tolto a De Magistris l' inchiesta che vedeva indagato tra gli altri il Ministro dell' Ingiustizia Clemente Mastella.
La motivazione è che essendo il De Magistris stato sottoposto ad un bombardamento di ispezioni da parte del Ministro probabilmente non avrebbe potuto conservare l' imparzialità sulla faccenda: ora pare addirittura che il Governo, con l' intento di attenersi al principio costituzionale che vuole la legge uguale per tutti, stia ventilando l' ipotesi di dare ad ogni cittadino italiano la facoltà di inviare gli ispettori in un ufficio giudiziario di propria scelta.
La prossima volta che mi ferma un vigile per mettermi una multa questa tecnica la provo anch' io: lo riempio di insulti e poi dico che, avendolo insultato, ce l' ha con me e che quindi la sua multa si configura come persecuzione nei miei confronti.
Potrebbe anche funzionare... diavolo d' un Mastella.
Barbacoa mexicana
Uppe fa notare come, nel dare la notizia che la California sta bruciando e parecchie case di gente anche famosa sono andate a fuoco come cerini, ci si sia dimenticato di riferire che l' incendio si estende fino al Messico e che anche le casette dei poveri di Tijuana non è che siano ignifughe: è il classico esempio di partigianeria dei comunisti.
Quel pennacchio di fumo che si vede da satellite è causato dall' abuso di marijuana dei latinos, che da quando gli hanno aumentato il prezzo del grano non hanno più di che mangiare e si consolano come possono: è quindi lecito affermare con certezza che si tratti di un classico caso di tutto fumo e niente arrosto.
Bush, il Previdente degli Stati Uniti d' America
George W. Bush, in visita in California, ha sorvolato a lungo con l' elicottero presidenziale la zona degli incendi.
Il presidente avrebbe poi rilasciato delle dichiarazioni in cui sottolineava la sua previdenza nell' aver stoccato grandi quantitativi di acqua a New Orleans proprio con lo scopo di poter combattere efficacemente il tipo di disastro che puntualmente si è verificando in California.
Vecchio scarpone quanti metal detector hai passato
In un gesto di maschia solidarietà con l' alleato americano l' Unione Europea ha deciso di proibire le calzature sugli aerei che faranno scalo sul proprio territorio.
La decisione è stata presa a seguito delle indagini condotte dalle autorità USA, che avrebbero confermato piani per eseguire attentati facendo uso di questi oggetti.
Allo studio una serie di norme restrittive per proibire sui vettori, dopo l' acqua e le scarpe, anche gli orologi (potrebbero essere utilizzati per costruire i timer) e gli occhiali che, se adeguatamente posizionati, potrebbero consentire ai malintenzionati di focalizzare i raggi del sole e provocare incendi in cabina.
Per un nuovo miracolo italiano
Apprendo dai giornali che la prima azienda italiana, con fatturati stellari e bilanci sempre in attivo, sarebbe la mafia.
Ora io non voglio prendere posizione, ma penso che un modello di efficienza e profittabilità, in un libero mercato quale quello in cui siamo, andrebbe preso a modello, per esempio per rendere più funzionale e produttivo lo Stato Italiano e le istituzioni...
Ma vedo che qualcuno ci ha già pensato.
Per un nuovo miracolo italiano II
La chiesa si scaglia contro un' inchiesta di Repubblica che punta il dito sulle spese con cui la principale religione italiana grava sul bilancio nazionale: "Visto che la mafia notoriamente riceve ampi finanziamenti pubblici", avrebbe dichiarato il Segretario di Stato vaticano Bertone, "i fondi che riceviamo dal Governo sono motivati esclusivamente da principi di libera e sana concorrenza".
It wasn't me!
Nel frattempo l' inclemente Mastella riceve una busta con un proiettile e si affretta a precisare di non esserselo spedito da solo.
Un po' come quando si scorreggia e si dice, fingendo sorpresa: ma che puzza di merda, chi è stato quel porco!?
Gli americani la chiamerebbero difesa preventiva, in veneto si direbbe che la prima gallina che canta è quella che ha fatto l' uovo.
L' ago della bilancia
Considerato lo stato in cui versa la maggioranza al governo in Italia, più che un ago della bilancia occorrerebbe un ago da siringa per una pietosa iniezione letale.
A confronto con il governo Prodi, Piergiorgio Welby era un centometrista.
Libertà di opinione e di blogging
E ci hanno provato di nuovo, a far passare zitti zitti una norma inapplicabile che avrebbe obbligato anche i bloggers (e chiunque abbia un sito web) ad iscriversi a qualche oscuro ente (in questo caso rispondente all' inquietante acronimo ROC), con i costi e la burocrazia che si possono immaginare.
Naturalmente non se ne è fatto niente, naturalmente è montata l' indignazione e si sono affrettati i distinguo e le marce indietro ma io suppongo che delle belle "teste pensanti" pagate lautamente ci abbiano speso il loro tempo, ad elaborare ed a proporre questa cretinata.
Si configura come spreco di denaro pubblico?
Forza italia.it
Il maxi portalone per il turismo sponsorizzato dal Governo, in cui sono stati finora investiti 35.9 milioni di Euro (più altri 13 milioni per il portale interregionale, che non c'è), non decolla malgrado le previsioni ottimistiche espresse solo qualche mese fa:
"Cicoria" Rutelli recentemente ha sbottato: Facciano qualcosa, altrimenti è meglio lasciar perdere.
Io, modestamente, avrei una proposta in continuità con l' attuale linea politica, che consiste nel contrattare una qualche costosissima ditta, idealmente in cui lavori qualche parente di Mastella, che si prenda l' onere (a pagamento, si intende) di chiuderlo definitivamente: in fondo far scavare buche e poi farle riempire ha sempre giovato al morale degli uomini, e mantiene l' unità tonica.
Ma ho anche un' alternativa: per trecento Euro un sitarello web ve lo metto su io, sconto speciale per via che in questi giorni mi sento patriottico.
Approfittatene!
PS:
La linea mi funziona appena appena meglio di prima (ma forse è un effetto placebo).
¡Me cago en la leche de la madre de Telefonica!
giovedì, 02 agosto 2007
Cari amici vicini e lontani,
fa un caldo bestia, ve ne siete accorti?
Qui alle Canarie quest' anno stiamo avendo degli incendi apocalittici, anche se per fortuna stavolta la mia isoletta è stata risparmiata, almeno per ora.
In mezzo a tutto questo casino Telefonica, la compagnia equivalente a Telecom in Italia (ex fornitore unico ora privatizzato ed in possesso delle linee fisiche), ha deciso di subappaltare la gestione di El Hierro ad una manica di cialtroni che stanno facendo un casino inverecondo con centraline e cavetti: come aver dato in mano a dei bambini una scatola di Meccano.
Ho un amico a cui la linea del telefono andava e veniva apparentemente a caso, e siccome l' amico con il telefono ci lavora si è finalmente deciso a chiamare l' assistenza tecnica.
Il primo tecnico che è arrivato si è guardato attorno con aria professionale, ha toccato qui, spostato il telefono due centimetri più in la, ha grattato via un po' di polvere da una presa, dopodichè così si è espresso: sono 35 Euro.
Il mio amico gli ha chiesto cos' era che non andava, ed il tecnico: e io che ne so?

Di fronte al rifiuto di pagarlo, il tecnico gli ha precisato che il problema era probabilmente in una cassetta di distribuzione fuori in strada, e che lui a quell' altezza mica si sarebbe arrampicato, fosse matto!
Cacciato a pedate e a mani vuote il primo tecnico, ecco arrivarne un secondo a seguito di un' altra chiamata: giovane, aria sveglia ed un po' geek, il secondo tecnico si è portato in strada una sedia, ci è salito sopra ed ha raggiunto la cassetta di distribuzione.
Ha paciugato un po' con i fili, estratto questo, spellato quest' altro, stretto i morsetti et voilà, il segnale di linea si è stabilizzato sul sempre presente.
Cordialissimi saluti e niente soldi dovuti.

Il giorno dopo l' amico si è reso conto che non riceveva chiamate, mentre la sua norma è quella di riceverne parecchie al giorno, finchè una vicina non gli ha suonato alla porta: stava inspiegabilmente ricevendo un sacco di telefonate di gente che chiedeva di lui!
A questo punto l' amico ha provato a chiamare il numero della vicina interessata... ed ha risposto una terza persona!
Chiamando il proprio numero tramite un cellulare effettivamente rispondeva la prima vicina.
L' isola è piccola e non ci è voluto molto per rendersi conto che erano parecchi i numeri che sono stati "incrociati", mentre le numerosissime telefonate di protesta a Telefonica hanno ricevuto risposta solo tre giorni dopo, quando una camionetta con il logo dell' azienda ha riportato la situazione alla normalità.
La vicina, nel frattempo, aveva mandato affanculo tutti, staccato il telefono e si era trasferita dai parenti per qualche giorno.
Se alla brillante preparazione di questi tecnici si aggiunge il fatto che a Tenerife, dove vengono smistate tutte le linee delle Canarie, in questo momento hanno ben altri cazzi a cui pensare, si capirà perchè la mia attuale connessione ad internet ha la solidità di un creme caramel, l' affidabilità di un pedofilo in un asilo infantile e la velocità di un bradipo a pancia piena in una giornata calda e afosa.
Scusate pertanto l' assenza dovuta a cause tecniche indipendenti dalla nostra volontà.
Se volete aiutare, fate un po' di danza della pioggia sul balcone di casa vostra pensando alle Canarie, o sacrificate una presa RJ45 al dio delle reti ripetendo tre volte l' invocazione "dio delle reti che stai lassuk, fai tornare la connessione a Puk": probabilmente è più efficace dell' intervento dei nostri nuovi, baldi tecnici di Telefonica.
Qualche links a pagine sugli incendi alle Canarie (tutti in spagnolo):
PS:
Come se non bastasse ci sono un sacco di turisti: nella "mia" baietta "privata" l' altro giorno c'erano dodici persone in ammollo!
Gli ho scatenato contro Emilia >:-)
PS2:
Tatablues, tutto ok?
Non sei andata arrosto, vero??
mercoledì, 09 maggio 2007
martedì, 08 maggio 2007
Cari tre lettori, a causa di problemi tecnici durante un cambio di provider che ha implicato la partecipazione di un argentino, un pacco postale che si è girato tre isole canarie prima di giungere a quella giusta ed una politica commerciale suicida di una nota compagnia il povero Puk si è ritrovato senza internet.
Al momento attuale ho appena rimesso su una connessione "volante" ma mi sa che mi staccheranno fra qualche giorno o ora, per poi ricollegarmi dopo qualche giorno con quella che dovrebbe essere la volta buona e definitiva per farmi ritornare stabilmente online.
Nel frattempo, giocoforza, ho dovuto dedicarmi per qualche giorno ad altre attività costruttive, appaganti ed istruttive in sostituzione,
ma devo riconoscere che il the mattutino non è la stessa cosa senza poter leggere un po' di quotidiani online, e quindi spero che la situazione si normalizzi al più presto.
A chi mi ha mandato email chiedo pazienza: rispondo a tutti in questi giorni, e c'è anche qualche nuova tavola del fumetto pronta da pubblicare che metterò in rete al più presto.
Intanto mi riporto in pari con le notizie dal mondo (chi è che ha vinto in Francia?!?) e ci sentiamo presto.
giovedì, 01 marzo 2007
Certe volte ho come l' impressione che i politici eletti in governi democratici di ogni parte del mondo, che in teoria dovrebbero essere dei meri rappresentanti degli interessi e della volontà popolare o, come dice Beppe Grillo, dei "dipendenti", in realtà non potrebbero essere più distanti da ciò che i loro elettori vogliono neanche se vivessero su un altro pianeta (voi no?).
Vero governo del popolo sarebbe, utopisticamente parlando, se questi gentiluomini fossero dei semplici esecutori di ciò che la gente potrebbe esprimere giorno per giorno, ad esempio con dei referendum quotidiani.
Ovviamente al momento è improponibile una soluzione del genere, senza contare il fatto che le persone che dovessero essere chiamate ad esprimere le loro idee dovrebbero essere preparate ed informate sulle materie su cui sarebbero chiamate a pronunciarsi.
Meno improponibile, più efficace e di pronta applicabilità è invece l' idea di poter spingere a favore di certe idee utilizzando come arma il nostro portafogli.
Che ce ne rendiamo conto o no, ogni volta che spendiamo i nostri soldi stiamo esprimendo una preferenza che spesso va al di la della semplice predilezione per un prodotto invece di un altro, e non è un caso se le campagne di boicottaggio organizzate a sfavore di una o dell' altra marca e per i motivi più svariati, spesso condivisibili, non ottengono quasi mai visibilità sui media mainstream.
Eppure è l' unica, potente arma che le persone comuni hanno a disposizione per esprimere il loro dissenso riguardo a certe politiche: secondo me molto più efficace della scheda nell' urna (come si è visto) e dei cortei in piazza (come si è visto), ma con il grave svantaggio di richiedere da parte dei partecipanti una attiva acquisizione di informazioni (se, per esempio, non fossi informato che la Coca Cola ha rapito e ucciso molti sindacalisti in Colombia, difficilmente l' idea di un boicottaggio nei confronti di questa azienda potrebbe avere per me un forte appeal, e questo tipo di informazioni non possono certo provenire dal telegiornale della sera) e la voglia concreta di far qualcosa a costo di rimetterci, di nutrire la propria indignazione a fatti, piccoli quanto si vuole ma pur sempre fatti, invece che a parole tanto per cambiare.
Quando parlo di "a costo di rimetterci" intendo dire che un prezzo da pagare c'è, come sempre, ed è ingenuo pensare di poter tentare questa strada senza muovere un mignolo, ma in genere, almeno per me, è un prezzo accettabile rispetto al vantaggio di non sentirmi parte di un sistema che non condivido: ecco perchè anche se, per dire, la Coca Cola mi piacesse ci rinuncerei volentieri a favore di una Guizza Cola nostrana, forse meno apprezzabile al palato ma per me eticamente più vantaggiosa.
E' il classico esempio in cui l' unione potrebbe fare la forza, e difatti si fa il possibile perchè la gente non sappia e non si organizzi.
Tutto questo lungo preambolo per dirvi che in America Marzo è il mese del boicottaggio contro la Recording Industry Association of America (RIAA), l' equivalente della nostrana Società Italiana Autori ed Editori (SIAE), iniziativa lanciata da Gizmodo e che conta molte illustri adesioni.
In Italia è stata ripresa dal novello Pirate Party nostrano, con l' intenzione di esprimere l' opinione condivisa che il diritto d' autore vada riscritto tenendo conto delle moderne tecnologie e del principio del fair use, e che queste grandi lobbies come la SIAE che speculano sulla cultura siano dinosauri che francamente vanno ridimensionati.
Il discorso sarebbe lungo: chi segue assiduamente tutta la telenovela fatta di madri arrestate a causa del figlio che condivideva files mp3, DRM infilati in gola alla gente con l' imbuto, rootkits, P2P e spot pubblicitari antipirateria in tv o al cinema non ha bisogno che lo si riassuma, mentre per tutti gli altri l' invito è ad informarsi su come stanno venendo dibattute questioni che finiranno, comunque vada, per influenzare pesantemente il modo di usufruire dei "prodotti d' ingegno" e della cultura tout court loro e dei loro figli.
La proposta è di boicottare i prodotti SIAE per tutto il mese di Marzo, quindi non comprare CD, DVD, brani musicali o video, e nel tener presente che nelle rappresentazioni teatrali di autori già liberi da royalty come Luigi Pirandello e Grazia Deledda il balzello imposto dalla SIAE sul biglietto d' entrata è iniquo e si può, lecitamente secondo il PP, non pagarlo.
Personalmente seguo con interesse i colpi di coda di questo sistema, oramai secondo me superato, di corporations che, con la scusa di difendere gli autori, in realtà applicano politiche miopi non già per il vantaggio degli autori o dei fruitori ma solo a favore dei portafogli, peraltro già stragonfi, dei soliti noti, e quindi sono ben lieto di aderire alla campagna.
Ogni volta che si acquista un CD si stà contribuendo a perpetrare un sistema che converrebbe lasciarsi alle spalle ed iniziare a ridefinire da zero: pensaci, la prossima volta, e vota con il tuo portafogli.
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