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venerdì, 24 ottobre 2008
Dice Berlusconi che vuol mandare la polizia nelle scuole...
Chi è quel comunista che ha detto "Diaz"?? Prendetegli i documenti!
Mah, chissà, magari non è neanche una cattiva idea: magari farebbe bene mandarci anche l' esercito, che con i problemi di preparazione che hanno da quelle parti forse potrebbero imparare qualcosa di utile.
Scusate: rettifica.
Il Premier non ha mai detto che avrebbe mandato la polizia nelle università occupate: è che i soliti giornalisti hanno travisato le sue parole.
Considerato il suo potere nel mondo dell' informazione forse sarebbe anche ora che li mandasse a spasso, questi giornalisti che lo capiscono sempre male...
Berlusconi ci tiene comunque a precisare che Tra i manifestanti nelle scuole ci sono dei facinorosi, il che sembra un po' un tragicomico mettere le mani avanti alla luce delle non troppo pubblicizzate dichiarazioni di Cossiga.
Il vecchio rimbambito non è mai stato un maestro nell' arte delle pubbliche relazioni e con l' età sembra aver allentato ogni freno, ma proprio per questo sembra assumere un po' la figura del buffone di corte: quello che si può permettere di dire quanto il potere è costretto a tacere, che tanto nessuno lo prende sul serio.
Occorre ricordare che quest' uomo il potere in Italia l' ha esercitato, con conseguenze spesso prevedibili, e che non ha mai pagato, anzi, è stato fatto pure Presidente della Repubblica: un precedente che fa riflettere considerando le ambizioni del Piccolo Duce.
(estratti dalla rassegna stampa sul sito del Governo)
Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...
[Gli universitari invece]Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano, soprattutto i docenti.
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!
[...]questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l' incendio.
Secondo alcuni l' intervista al Quotidiano Nazionale sarebbe stata leggermente ammorbidita in fase di editing, ad esempio lasciando solo la parola "picchiarli" invece della più colorita espressione "picchiarli a sangue", e sarebbe sparita dal testo dell' intervista la poco urbana "massacrarli".
Dal punto di vista di Berlusconi sono certo che non ha torto: in fondo a Genova questa strategia ha funzionato benissimo.
Al movimento spontaneo ed apartitico che sta nascendo in questi giorni a difesa dell' istruzione pubblica, l' unico che sta dimostrando di avere ben più più Maroni del governo come si nota dalle reazioni scomposte, che rasentano il panico (la Gelmini nomina addirittura il terrorismo) di quest' ultimo, mi piacerebbe esprimere tutta la mia solidarietà e ricordare una frase di Mercedes Sosa, che tradotta dallo spagnolo suonerebbe più o meno così:
"se un traditore può più degli sforzi di molti, che i molti non lo dimentichino facilmente".
Links:
Michele Serra propone una spiegazione ai tagli alla scuola ed al successo del berlusconismo
lunedì, 20 ottobre 2008

Come per l' economia, dopo anni in cui poche voci isolate lanciavano l' allarme e puntavano il dito sui segnali di una crisi catastrofica imminente, ora anche per quel che riguarda i cambiamenti climatici siamo finalmente arrivati ad un riconoscimento praticamente unanime del fatto che l' acqua si sta pericolosamente avvicinando alla nostra collettiva gola e che è arrivato il momento di fare qualcosa.
I cambiamenti climatici per essere compresi richiedono calcoli e capacità che sono di ben altra magnitudo rispetto a quelli che permettono di farsi un' idea dei meccanismi finanziari che ci hanno condotto nella situazione che si inizia a delineare, ma la sostanza è alla portata finanche di chi scrive ed è, semplicemente, che l' umanità si trova di fronte ad un bivio in cui da una parte c'è un radicale cambio di paradigma della nostra civiltà, dall' altra catastrofi difficilmente immaginabili che potrebbero giungere a minacciare persino la stessa sopravvivenza razziale.
Vista la posta in gioco è difficile immaginare una questione politicamente più pressante di quella di ridurre l' impronta dell' uomo sull' ambiente, ma così non la pensa il nostro governo: una posizione che ci vede al fronte di una coalizione tra paesi del calibro di Bulgaria, Lettonia e Lituania, a fronteggiare la maggior parte del resto d' Europa.
L' Italia fa ostracismo per via dei dubbi che i costi del progetto 20-20-20 (20% in meno di CO2 e generazione del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020) possano riversarsi sul già disastrato sistema industriale nostrano.
"Il pacchetto così com'è non è appropriato, è insostenibile e necessita di cambiamenti profondi", dichiara il Ministro dell' Ambiente Prestigiacomo, e se lo dice il nostro ministro deputato a difendere l' ambiente chissà gli altri!
Oltre alla miopia che dimostra il governo nel propugnare queste tesi, che mi sembra abbastanza palese, mi colpisce l' incompetenza di ministri che non hanno ancora capito come la tutela ambientale sarà senza alcun dubbio il ramo industriale destinato a crescere maggiormente nel prossimo futuro, cosa che invece i corrispettivi europei sembrano avere ben chiara.
E ancora una volta, se mai ce ne fosse stato il bisogno, questa vicenda mette in luce il fatto che la nostra classe politica ed imprenditoriale non riesce a guardare più in la del mero profitto immediato, difatti se è vero che le tecnologie a risparmio energetico, poniamo lampadine a basso consumo, hanno un costo superiore rispetto a tecnologie più tradizionali è anche vero che il risparmio che permettono rende la spesa ammortizzabile in poco tempo, dopodichè son tutti soldi che restano in tasca.
Se si considera poi che la generazione di energia "classica" ha un prezzo destinato a salire, visto che si può discutere sul quando ma non ci sono dubbi che petrolio, carbone ed anche uranio siano risorse destinate a diminuire ed infine esaurirsi con quello che implica per l' andamento dei costi, il risparmio in prospettiva dovrebbe essere ancora più invitante.
L' idea di investire sull' ambiente non è solo etica nei confronti del mondo e delle generazioni future: è anche conveniente economicamente!
Crea posti di lavoro e quello che si taglia sono gli sprechi: l' energia elettrica buttata via in calore quando quello che si vuole è luce, isolamenti schifosi che ci costringono a bruciare di più per riscaldare un ambiente, trasporto su gomma invece che su rotaia moltiplicando i costi e gli incidenti, centrali a carburante sempre più costose che producono scorie nocive invece di utilizzare fonti rinnovabili liberamente disponibili eccetera.
Tutto questo si traduce in più petrolio, più inquinamento e più soldi pagati ogni mese, oltre ai costi sociali dovuti alle ricadute sulla salute dei cittadini.
Il costo iniziale, quando si tratta di riforme importanti come quelle che dovrebbero affrontare le industrie, è immaginabile possa essere gestito come qualsiasi altra spesa consistente in questo campo: spalmando la spesa su vari anni tramite un prestito ripagato a rate, con la differenza che la spesa si "pagherebbe da sola" con il risparmio sulla bolletta!
Un governo serio dovrebbe incentivare questo comportamento virtuoso con sgravi ed aiuti, ed a sua volta rientrerebbe dall' investimento dovendo curare meno malati, avendo meno petrolio da importare e quindi maggiore indipendenza economica ed evitando multe della UE per eccesso di produzione di CO2, tanto per dirne qualcuna.
Un governo serio inizierebbe proprio dai suoi enti ed uffici ad investire sul risparmio energetico, non solo per dare il buon esempio ma perchè ci guadagnerebbe pagano molto meno di bolletta!
Ma tanto la bolletta dei ministeri e delle ASL mica le pagano la Prestigiacomo e Berlusconi, vero?
Links:
Clima, Dimas gela le speranze italiane: ma si può fare un titolo così?
Jacopo Fo in un lucido pezzo sull' argomento si chiede tra l' altro perchè la sinistra non si svegli e non denunci con forza e logica queste sparate del governo
Il titolo è tratto da una canzone dei Pitura Freska
venerdì, 17 ottobre 2008

ROMA - Benedetto XVI torna a esaltare il valore della religione a servizio del progresso dell'umanità, ma nel contempo ricorda che «la religione non è in grado di elaborare principi etici; essa può solo accoglierli in sé e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie».
Per questo, spiega, la religione non può fare da sola: «La filosofia e la scienza diventano, in questo contesto, degli aiuti indispensabili con cui occorre confrontarsi per evitare che la religione proceda da sola in un sentiero tortuoso, colmo di imprevisti e non privo di rischi».
[...]
«Avviene, tuttavia - osserva Papa Ratzinger - che non sempre i religiosi indirizzino le loro ricerche verso questi scopi. Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante»
A volte cambiando l' ordine degli addendi... si ottengono risultati spassosi ed interessanti.
L' articolo originale, in cui religione e scienza sono invertiti di posto, si trova qui.
Magistrale la risposta della Hack:
Alle affermazioni del Papa sugli scienziari replica l'astrofisica Margherita Hack: «Gli scienziati sono persone come tutte le altre. Tra di essi, quindi, c'è chi pensa solo ai soldi e chi invece dedica tutta la sua vita al progresso dell'umanità».
«Considerato che la maggior parte degli scienziati, soprattutto quelli italiani, lavorano il più delle volte in condizioni di estrema precarietà - ha aggiunto la Hack - le dichiarazioni del Papa sono davvero fuori dal mondo».
Per quanto riguarda, invece, la presunta incapacità della scienza, sottolineata dal Ponteficie, di elaborare principi etici, Hack è stata ancora più pungente: «I principi etici non sono solo dei credenti. Il principio etico 'non fare agli altri ciò che non vorresti che gli altri facciano a te' infatti riguarda i credenti come i laici e gli atei».
Non si può non riconoscere, ha detto ancora la Hack, che la scienza ha dato molti benefici all'umanità. Inoltre, ha aggiunto, «parlare di arroganza e desiderio di guadagno non è proprio molto adatto in un momento in cui i giovani scienziati italiani stanno rischiando di perdere il lavoro e morire di fame, senza avere più a disposizione nemmeno i mille euro al mese che guadagnano adesso». «Il Santo Padre dovrebbe pensarci due volte prima di parlare», ha concluso la Hack.
We agree
giovedì, 16 ottobre 2008
L'accesso all'acqua rientra a tutti gli effetti tra i
diritti inalienabili di tutti gli esseri umani
[...]
Per questa ragione l'acqua non può essere trattata
come una semplice merce al pari delle altre.
Il suo uso deve essere razionale e solidale
Papa Benedetto XVI
Con la chiesa cattolica che ci ritroviamo uno pensa di non potersi stupire più di niente, poi passa per caso nel blog di doña Franca Rame ed ecco che trova nuovi motivi di sdegno verso un ente che dovrebbe essere preposto a diffondere la parola di quel figlio dell' uomo che si incazzò come una biscia per pochi mercanti nel tempio.
Franca tratteggia in un post la risposta alla domanda che pone nel sottotitolo: Chi paga l' acqua della Città del Vaticano?
La risposta in Italia dovrebbe essere abbastanza scontata per chiunque abbia un minimo di cognizione del rapporto di sudditanza dello stato verso la chiesa, ma vale la pena di leggere questo breve riassunto non solo per il piacere che da sempre leggere i pensieri dell' autrice, ma anche per scoprire come vengono sperperati i soldi delle tasse degli italiani, quegli stessi che proprio in questi giorni stanno cadendo vittime di tagli ed aggiustamenti in campi come la scuola e la ricerca.
Nel post si legge come l' Italia, ai tempi di Mussolini, si sia impegnata nei Patti Lateranensi a fornire un' adeguata fornitura d' acqua potabile, attualmente stimata nell' ordine dei cinque milioni di metri cubi all' anno, alla Città del Vaticano, e sebbene da nessuna parte si legga che questa fornitura debba essere erogata gratuitamente questa è stata l' interpretazione data da entrambe le parti da allora (la tesi della gratuità secondo i Patti è sostenuta anche nel post, ma in rete si trovano pure letture differenti).
In nessun punto dei Patti, invece, si fa menzione al trattamento delle acque nere, perchè saranno anche santi uomini, i residenti in Vaticano, ma hanno le loro esigenze come tutti ed i liquami delle fogne vaticane da qualche parte debbono pur finire.
Se ne è fatto carico la ACEA, l' ente che si occupa della fornitura di servizi pubblici per la città di Roma, senonchè quando ACEA ha presentato il conto per i servizi resi al Vaticano quest' ultimo si è rifiutato di pagare, con la scusa che ACEA è un ente straniero ed il Vaticano non riconosce la tassazione da parte di enti di stati terzi.
La questione si è trascinanta avanti per anni, con ACEA a presentare puntualmente il conto inclusivo degli arretrati ed il Vaticano che rimandava le bollette al mittente, che uno se lo immagina questo pretino seduto davanti ad una scrivania di legno antico a mettere ogni anno, sbuffando un po' seccato dall' insistenza e dal cattivo gusto, il timbro di "Respinta" sulla busta e suonare la campanella chiamare l' attendente che dovrà rispedirla.
Data la sudditanza degli italiani verso la chiesa ACEA, al tempo statale, si è guardata bene dal chiudere i rubinetti come avrebbe fatto con qualsiasi altra utenza di propria competenza finchè, nel 1999, è ahimè stata privatizzata.
Con l' esigenza di rendere conto agli azionisti del proprio bilancio quei 44 miliardi di lire di debito non potevano più passare inosservati, ma in Italia una soluzione la si trova sempre, in genere facendo pagare Pantalone, e così fu che il governo Berlusconi stanziò 25 milioni di Euro nella finanziaria 2005 ed altri quattro negli anni successivi per coprire il buco.
Il Vaticano, sempre conciliante, si è offerto di pagare 1.100 Euro come contributo per realizzare un depuratore.
Il debito totale dal 1999 ad oggi è ipotizzato da Franca essere nell' ordine dei 52 milioni di Euro, mentre secondo altri si tratterebbe di una ventina di milioni, naturalmente senza considerare il costo delle opere di manutenzione ordinaria e modernizzazione delle infrastrutture idriche: quanti che siano, qualche parte anche questi dovranno pur saltare fuori.
E' proprio vero allora quello che diceva Ratzinger, che l'acqua non può essere trattata come una semplice merce al pari delle altre, almeno per il Vaticano.
Sull' uso razionale e solidale, invece, ci sarebbe qualcosa da obiettare.
Links:
Il post di Franca Rame sulla questione dell' acqua alla Città del Vaticano
I conti della chiesa: ecco quanto ci costa, articolo di Curzio Maltese su Repubblica.it.
Da far rizzare i peli sulle braccia
Lo stesso autore indaga in questo articolo sulla truffa dell' 8 per mille, in cui si apprende anche che lo spot commissionato dalla chiesa per invitare a devolverle l' 8 per mille con protagonista la tragedia dello tsunami in Asia è costato tre volte l' importo che la chiesa stessa ha poi stanziato come donazioni per l' aiuto alle vittime
La storia dell' evasione fiscale della chiesa cattolica, un articolo di Pino Nicotri, giornalista de L' Espresso
Finanze di dio: estesa trattazione sul rapporto tra chiesa, mondo finanziario e mafia, e su quanto ci costa mantenerla: lungo ma molto interessante
(da un link contenuto in questo articolo ho appreso che esiste il sito web della Loggia P2: c'era da immaginarselo)
Acme del Pensiero, sconsolato, chiede che i credenti si esprimano riguardo all' acqua al Vaticano ed altri temi concernenti i mancati introiti dello Stato Italiano a causa della chiesa
Su Yahoo Answers Italia ci si chiede se gli italiani pagherebbero meno tasse se il Vaticano partecipasse alle spese: come dargli torto! (contiene diversi links)
mercoledì, 08 ottobre 2008

"I militari italiani sono addestrati sotto il livello di guardia". A lanciare questo allarme sul grave stato in cui si trova la professionalità dei militari dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica e dell'Arma dei carabinieri non sono le rappresentanze sindacali delle Forze Armate, i Cocer. Ma lo stesso governo Berlusconi che da agosto ha schierato 3 mila soldati con compiti di polizia nelle città italiane e 500 parà nel Casertano contro la camorra.
[...]
"Il livello addestrativo complessivo è sceso ampiamente sotto il livello di guardia con significativa perdita di professionalità, in particolare con riferimento al personale più giovane e più bisognoso di formazione e addestramento"
In parole povere, secondo la relazione annuale dello stesso Ministero della Difesa, ci sono in giro per l' Italia militari armati ma addestrati poco e male.
Il generale Domenico Rossi, presidente del COCER interforze, si chiede giustamente a chi se non alla linea di comando spetti "la responsabilità di giudicare se abbiamo raggiunto livelli minimali di addestramento oltre i quali il personale non è in grado di svolgere il proprio lavoro in sicurezza".
Risponde il Ministro La Russa:
"I militari che ruotano nelle missioni estere sono circa 50 mila, più quelli di riserva. Questo ci fa dire che per la restante e minore parte, l'addestramento è "sotto il livello di guardia", ma sopra quello di efficienza. È come quando in auto si va in riserva: è segno che la benzina sta per mancare, ma ce n'è ancora un po'. Ecco, s'è accesa la spia che segnala che la professionalità del nostro esercito sta per andare in rosso. Ma è ancora efficiente"
Sotto il livello di guardia ma sopra quello di efficienza?
La benzina sta per mancare, ma ce n'è ancora un po'??
S'è accesa la spia che segnala che la professionalità del nostro esercito sta per andare in rosso ma è ancora efficiente???
A me sapere che ci sono in giro persone armate che non hanno ricevuto un adeguato addestramento fa venire in mente Luigi Spaccarotella, l' agente di polizia (non militare quindi, ma non credo che la polizia sia messa molto meglio dei carabinieri su questo fronte) che si mise a sparare in autostrada uccidendo Gabriele Sandri ("Non so perché ho sparato, non ricordo"), o Mario Placanica, carabiniere di leva che preso dal panico colpì in piena faccia Carlo Giuliani durante i fatti del G8 di Genova.
Se fossi un addestratore la prima cosa che insegnerei ai miei ipotetici allievi sarebbe che per disperdere una folla o scongiurare una situazione pericolosa in ambito civile in casi limite si può anche sparare, ma in aria, perdio, in aria!
Links:
L' articolo di Repubblica da cui sono tratte le citazioni
martedì, 30 settembre 2008

C'è questa storia di Mitridate IV, re del Ponto, che temeva di essere avvelenato e così iniziò ad assumere dosi di veleno, prima solo in tracce e poi via via in quantità crescenti, fino ad esserne completamente immune, assuefatto.
In Italia alle sparate di Berlusconi siamo ormai mitridizzati e solo ogni tanto qualche esternazione particolarmente infausta riesce a provocare uno spasmo, un riflesso che dimostra come il paziente non sia ancora deceduto (anche se la situazione ricorda un po' il coma neurovegetativo).
La mia speranza, sempre l' ultima a morire, è che uno di questi spasmi sia provocato dalle cazzate raccontate al Fido Vespa per il suo libro di prossima uscita "Viaggio in un' Italia diversa".
Secondo Berlusconi per il Lodo Alfano, quello che garantisce un anticostituzionale (la legge dovrebbe essere uguale per tutti) impunità per le quattro più alte cariche dello stato, dovremmo "ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei".
Ma quali altri paesi europei condividerebbero questa anomalia tutta italiana??
Vive in una dimensione parallela?
Definisce il giudice che sta indagando non su di lui (non può più) ma su Mills "un'attivissima militante della sinistra estrema", che già fa ridere, ma aggiunge più sotto di continuare "ad avere fiducia nei giudici perché alla fine sono sempre stato assolto".
Se continua ad avere fiducia nei giudici perchè non gli lascia fare il loro lavoro invece che sparare palle?
Per chi avesse la curiosità Wikipedia, attivissimo sito di estrema sinistra, riporta in un pratico specchietto un riassunto della storia giudiziaria di Berlusconi in cui suddivide le sentenze in "Sentenze di non doversi procedere", divise a sua volta in "Reati estinti per prescrizione" e "Reati estinti per intervenuta amnistia", "Sentenze di assoluzione", "Procedimenti archiviati" ed infine "Procedimenti in corso".
Berlusconi sostiene nella stessa intervista di aver speso negli anni "più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti": soldi buttati, a mio modesto parere, se nessuno è ancora riuscito a spiegare a quest'uomo la differenza tra un' assoluzione ed una sentenza di non procedere (che trova l' imputato colpevole ma non condannabile per motivi vari tipo prescrizione, amnistia o leggi ad personam, tanto per citare qualche esempio).
Links:
L' articolo su Repubblica.it
Ermes, per esempio, ha gli spasmi :)
I processi a Berlusconi più nel dettaglio, sempre da Wikipedia
venerdì, 26 settembre 2008

Dunque, ci hanno fatto una testa così con questo cazzo di neoliberismo: è anni che ci ripetono le regole come un mantra, che alcuni tra gli economisti più quotati ci mettono la mano sul fuoco, che si basa l' intera politica economica mondiale sui suoi principi.
In sostanza questi criminali dementi hanno sostenuto ad nauseam che l' unico mercato sano è quello libero, senza intervento statale perchè sennò si falsano le regole e l' equilibrio non regge, in cui la concorrenza, e l' avidità umana, è sottinteso, dovrebbero essere le uniche motivazioni fino a farci arrivare (la dove nessun uomo è mai giunto prima) ad un mercato utopico in cui tutti, anche i poverazzi, godranno dei benefici "a pioggia" di tale politica.
Come? Ma è semplice, cuoricini di papà: un mercato libero è quello dove chi offre il miglior prodotto a minor prezzo vince mentre gli altri chiudono i battenti o vengono relegati in nicchie, con evidenti benefici per i compratori godranno dei prezzi più bassi dovuti alla concorrenza tra le aziende.
Una specie di asta per conquistarsi i nostri sudati risparmi: io te lo offro a dieci centesimi meno della concorrenza, io ti faccio undici centesimi in meno e ci aggiungo anche una bambola gonfiabile made in China omaggio e via dicendo.
Mi ricordo quello che dicevano i politici quando hanno liberalizzato il prezzo della benzina in Italia: sostenevano che con la concorrenza tra fornitori il prezzo sarebbe inevitabilmente sceso per tutti, è logico no?
Certo, peccato che i fornitori di carburanti si sono seduti ad un tavolo la settimana stessa e si sono messi d' accordo per mantenere dei prezzi più o meno uguali tra loro e fare aumenti tutti insieme, di concerto diciamo, e chi veniva suonato come un violino era il consumatore.
Le assicurazioni? Fecero la stessa cosa, e gli esempi potrebbero continuare (se qualcuno mi nomina l' antitrust lo invito cortesemente a prendere la sua astronave e tornare al pianeta da cui proviene).
Un amico mi raccontò quello che successe mi pare a Buenos Aires quando il governo privatizzò l' azienda statale di telecomunicazioni ed aprì il mercato argentino dei telefoni: due enormi player internazionali arrivarono, si sedettero attorno ad un tavolo e tracciarono una linea sulla mappa della città, che divideva in due il territorio urbano.
Da quel momento chi voleva attivare un' utenza telefonica doveva rivolgersi al player che "possedeva" la metà della città dove risiedeva, e se provava a rivolgersi all' altro erano scuse, "problemi tecnici" e tutto un calvario perchè concorrenza si, ma cane non mangia cane.
Risultato: prima per attivare una linea si aspettava anche un anno però i prezzi erano popolari e tutti se li potevano permettere perchè l' avere un telefono in casa, sebbene attivato con tutte le inefficienze di una grande impresa statale sudamericana, ero considerato un servizio essenziale, mentre dopo, con l' arrivo della "concorrenza" il telefono te lo mettevano in due mesi al massimo ma ti costava dal 400 al 600% più di prima.
Danarosi felici e poveri cornuti e mazziati, insomma.
Un' idea così funesta come quella del libero mercato è stata e continua ad essere la causa prima di guerre e miseria in tutto il mondo (se volete qualche esempio concreto, più di quanti ne vorreste, consiglio il libro The shock doctrine, "Shock economy" in italiano, di Naomi Klein), e forse è per questo che due governi che hanno propugnato pubblicamente e senza vergogna di essere sdraiati su questa linea, quello americano di George W. Bush e quello italiano di Silvio Berlusconi, hanno bruscamente invertito la tendenza ed improvvisamente sostengono invece che il governo debba adesso farsi avanti per salvare delle compagnie, Alitalia da noi e le varie Fannie Mae e Freddie Mac (ho perso il conto delle altre) in USA, "troppo grosse per essere lasciate fallire" o semplicemente strategiche alla vita ed all' economia del paese che sono chiamati a governare, ovviamente con i soldi dei contribuenti ed alcuni capitalisti scelti che si compreranno le "parti buone" per una pipa di tabacco.
...
Ma che cazzo! Ma porca troia!
Ma se sono così strategiche che la vita del paese dipende dalla loro buona salute i governi non potevano pensarci prima, inquadrarle in un castello di regole e tenerle sotto costante controllo invece di lasciare che pochi amministratori senza scrupoli ci facessero quello che passava per la loro inutile testa??
Allora perchè non dare anche l' apparato che controlla i missili nucleari in mano a qualche capitalista michione, che sicuramente troverebbe un sistema per farci i soldi, tipo minacciare di bombardare una città se non gli si fa vincere tutti gli appalti (previa dimostrazione gratuita su qualche paesello mediorientale, magari)!
Certo, adesso ti mettono di fronte all' aut aut, o così o si chiude e tutti i dipendenti se ne vanno a spasso, ma prima, quando si sapeva benissimo che le cose andavano in quella direzione, era o non era il caso di fare qualcosa?
E non parlo di iniezioni di denaro dei contribuenti, che a voler essere buoni sono una pezza temporanea ma non certo una panacea, e neanche un progetto concreto di riforma.
Eh no, non si poteva, sennò sai gli amichetti neoliberisti quanto li avrebbero presi per il culo al club di golf e alle riunioni dei Bilderberg?
Mentre ora che la casa brucia tutti corrono a succhiare alla tetta dello stato, quelli che fino a ieri facevano smorfie di disgusto solo al nominarlo, che chi non le faceva passava per, orrore!, socialista!
Ma va bene, neoliberisti e squali vari: sta succedendo quello che un sacco di gente, dai no-global ad alcuni premi Nobel per l' economia, vanno dicendo da tempo.
Avete gettato gente nella povertà, scatenato guerre, spogliato le nazioni di asset pagati dai cittadini in anni di tasse in un batter d' occhio, lavato il cervello delle persone con un bombardamento continuo di pubblicità e false informazioni, devastato l' ecosistema al punto che non si sa per quanto questo pianeta ci sopporterà ancora al solo scopo di intascare soldi ma pazienza: avete voluto il vostro (ormai pluridecennale) esperimento per testare le vostre idee, e avete fallito.
Miseramente e clamorosamente, se non altro perchè fra un po' il petrolio finirà ed il pianeta si sta ribellando.
So già che questo non vi insegnerà niente, per voi i disastri sono solo occasioni per aprire nuovi mercati e magari il casino che sta per pioverci, quello si, sulla testa l' avete anche caldeggiato segretamente per le opportunità che aprirà ad alcuni di voi, ma almeno un favore ve lo chiedo: cambiate il nome alla vostra ideologia, il "libero mercato" (anche perchè qualche ritocco all' immagine oramai potrebbe essere consigliabile, come sono certo i vostri esperti di marketing vi avranno già fatto presente), perchè la parola "libertà" ed i suoi derivati utilizzata per descriverla è una beffa che si aggiunge al già considerevole danno.
Links:
L'operazione di salvataggio orchestrata dal ministro del Tesoro Henry Paulson potrebbe risolversi in un colossale trasferimento di ricchezza dalle tasche dei contribuenti a quelle degli uomini di finanza, secondo il premio Nobel Joseph Stiglitz intervistato da L' Espresso
JP Morgan si pappa le "parti buone" di Washington Mutual per un piatto di lenticchie, le "parti cattive" a carico dei contribuenti (dove l' ho già sentita?) (in inglese)
O così o tutti giù dalla finestra: la Pearl Harbor dell' economia nel commento di Zucconi su Repubblica
Il mercato risorgerà più forte di prima e tutti pagheremo per le sue colpe, a meno che non si eserciti una forte pressione sulla politica tornando nelle piazze: Naomi Klein su L' Espresso
Tutte le immagini tranne la prima sono tratte da Picospigs
mercoledì, 24 settembre 2008

Ieri sera mi sono visto l' ultimo film di Michael Moore "Slacker uprising" (più o meno: "La sollevazione dei pigri"), distribuito gratuitamente in rete tramite un accordo tra regista e produttori.
Nella sua newsletter il regista statunitense chiarisce di aver deciso di distribuirlo in questa maniera, gratis e tramite internet, garantendo a chiunque il diritto di riprodurlo anche pubblicamente, un po' per festeggiare i suoi vent'anni di attività, un po' come ringraziamento alle decine di migliaia di persone che hanno dedicato il loro tempo ed il loro entusiasmo al tentativo di fermare i Repubblicani in USA, e poi anche come fonte di ispirazione per gli elettori indecisi nelle imminenti elezioni presidenziali.
E' un docu-movie on the road che segue Michael nel suo tour precedente le ultime elezioni attraverso 64 città e cittadine nordamericane con lo scopo dichiarato di indurre i giovani (i "pigri" del titolo) a votare e a partecipare in prima persona alla politica della loro nazione, contribuendo attivamente al cambiamento.
Come ogni film di Moore io l' ho trovato godibilissimo, intriso di umorismo e di quella buona e pulita volontà di denunciare le nefandezze del governo Bush e di riportare la politica e l' economia ad una dimensione più umana che nel film viene secondo me riassunta dalle prime tre parole della costituzione americana: "We, the people".
Come ogni film di Moore è dichiaratamente partigiano e susciterà senza dubbio una polarizzazione tra gli spettatori, tra cui ci sarà chi riconoscerà la fondatezza del messaggio e chi si limiterà a dichiarare Michael l' anticristo.
Ci sono momenti toccanti, come quando Joan Baez canta sul palco una traduzione dell' inno finlandese (mi pare): un testo molto bello in cui si dichiara l' amore struggente per la propria terra mentre si riconosce che altri, in altri paesi, provano gli stessi sentimenti per i propri luoghi e questo ci rende in fondo tutti simili ed ugualmente degni di rispetto.
Non è la storia di come una battaglia, quella per impedire che George W. Bush venisse rieletto per la seconda volta, sia stata persa (di misura): è invece un mosaico di immagini del variegato universo che in nord America si oppone ad una certa mentalità chiusa, miope ed aggressiva propugnata dal partito repubblicano, dagli integralisti religiosi e dai sostenitori del primato americano sul resto delle nazioni del mondo.
Ed è bello vederle insieme tutte queste persone, casalinghe e rock stars, studenti, attori, militari, militanti e semplici cittadini che mettono insieme quell' ingenuo e creativo entusiasmo che caratterizza il popolo americano a fin di bene, che reclamano l' aderenza ai principi sani alla base della loro costituzione.
Fa bene al cuore ed allarga gli orizzonti.
Mi ricordo bene lo sgomento e la rabbia che mi presero nel vedere Bush rieletto una seconda volta, la sensazione che le conseguenze sarebbero state gravi e prevedibili e la tentazione di attribuirne la colpa al popolo nordamericano tutto intero, in una generalizzazione data probabilmente dall' incazzatura e dalla paura.
Mi salvò dalla tentazione la convinzione che le generalizzazioni sono sempre e comunque semplificazioni che non riflettono fedelmente la realtà, anzi spesso la distorcono, ed un sito web, sorryeverybody.com, in cui migliaia di americani hanno postato le loro foto con dei messaggi, spesso molto creativi, in cui chiedevano scusa al mondo per la direzione presa dalla loro nazione.
Lo scopo del sito lo spiega bene la presentazione che tradotta dice più o meno:
Un sacco di cazzate sono state dette sul "villaggio globale".
Internet dovrebbe rendere la comunicazione tra culture, paesi e persone facili. Si suppone che crei dei ponti.
Ma questo non avviene automaticamente; qualcuno deve darsi da fare [perchè accada].
Si suppone che internet porti all' educazione ed alla reciproca comprensione. Non è vero.
Raramente la gente su internet chiede scusa, ed io credo che sia il momento giusto per iniziare.
La gente del mondo deve capire che in America ci sono persone a cui non piace quello che il nostro governo sta facendo.
Incidentalmente non posso fare a meno di vedere un parallelo tra gli USA e la più piccola Italia, con il suo uomo miope rieletto anche lei, tra Michael Moore e Beppe Grillo, ma preferisco fermarmi qui, prima di arrivare alla constatazione che loro hanno Obama, noi... Veltroni.
"Slacker uprising", per questioni legali dovute ai diritti di distribuzione, è scaricabile gratuitamente solo dai navigatori che provengono dagli Stati uniti e dal Canada, ma naturalmente il file, come probabilmente previsto, era disponibile già poco dopo la sua uscita ufficiale su quel circuito alternativo chiamato Fiumicello, Ruscello, qualcosa del genere...
Links:
Il sito di Michael Moore
Il sito di Slacker uprising
giovedì, 18 settembre 2008

Carissimo,
non ti scrivo per riaprire il dibattito sulle guerre di mafia, non credo infatti che questa debba essere la mia prima preoccupazione di eletto nelle istituzioni e di dirigente politico. Penso piuttosto che sia materia per gli storici e, da questo punto di vista, mi riconosco appieno nelle posizioni di Toto Riina detto "u curtu" e Bernardo Provenzano detto "Binnu u tratturi". Penso anche che sia materia sulla quale, giustamente, si interrogano le più alte cariche istituzionali, che in questo modo cercano di portare a compimento il difficile processo di pacificazione nazionale. Ti scrivo invece a proposito del dibattito sulla necessità o meno di dirsi anti-mafiosi, per condividere con te alcune riflessioni.
[...]
Mi sono ricordato poi che negli ultimi 5 anni, non nel 1987, almeno per una ventina di volte i nostri covi sono stati bersaglio di assalti, devastazioni, perquisizioni, da parte di personaggi che si vantavano di essere dell' antimafia. Mi ci vedi a denunciare una sede della mafia? Addirittura una sede della mia Famiglia? Mi sono detto no, non posso essere antimafioso. Poi riflettendo ho fatto autocritica e ho pensato che magari sono troppo legato a questa idea delle sedi quelle che una volta si chiamavano "covi". Allora sono andato avanti.
Mi sono ricordato, però, che negli ultimi cinque anni, non nel 1987, i ragazzi di Cosa Nostra in tutta Italia hanno subito numerose aggressioni nel nome dell'antimafia, aggressioni verbali e fisiche, perquisizioni, arresti per capirci. Ti sembra possibile che il capo della Famiglia per il mandamento di Roma si aggiri per la sua città a denunciare i propri ragazzi? “No, non posso proprio essere antimafioso”, ho pensato ancora fra me e me. Poi per non lasciare nulla di intentato ho detto magari sono troppo sentimentale, così legato a questi ragazzi con i quali condivido un percorso umano prima che politico.
Sono andato un po' indietro nel tempo fra gli anni Settanta e Ottanta, comunque non nel 1987, e mi è venuto alla mente che alcune decine di ragazzi come me, che facevano quello che faccio io oggi, sono stati imprigionati dall'odio dell' antimafia e francamente a quel punto sono crollato.
Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antimafioso ma non l'ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo.
A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi della mafia. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antimafia ha spezzato giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antimafiosi.
Links:
L' originale
La notizia su Repubblica
Apologia del fascismo (su Wikipedia)
lunedì, 15 settembre 2008

Oggi, scorrendo titoli di Repubblica, ha attirato la mia attenzione un lancio: diceva che il Papa si è dichiarato contrario a impartire la comunione a chi si risposa.
Cavoli! - ho pensato - per una volta mi trovo d' accordo con il Papa!
Voglio dire, se accetti di dichiararti cattolico dovresti anche seguire le regole che questa scelta impone o avere l' onestà di chiamartene fuori, anche se secondo me forse sarebbe stato di maggiore importanza fare un proclama in cui ci si dichiara contrari ad impartire i sacramenti, chessò, a chi infrange il comandamento del non rubare (sai che surplus di ostie ci sarebbe in Italia dopo!).
E invece no.
Ho aperto il link, scorso l' articolo ed in breve sono stato colto da quella familiare senzazione che quasi sempre mi prende quando leggo le dichiarazioni del pontefice: un misto di sconforto, fastidio e l' insistente, spontaneo affacciarsi della domanda "Ma se dio esiste davvero perchè ci ha inflitto un Papa con tanta cazzimma?".
Nel leggere quanto segue è interessante tenere presente una frase pronunciata dallo stesso Ratzinger durante il medesimo discorso (o cosi presumo, visto che è virgolettata), e poi ditemi voi se non c'è una vena di schizofrenia in quest' uomo:
Nessuno è di troppo nella Chiesa. Ciascuno, senza eccezioni, in essa deve potersi sentire 'a casa sua', e mai rifiutato
Innanzitutto il Papa ha nuovamente caldeggiato la sua idea di celebrare tutte le messe in latino, un' ipotesi che, a quanto leggo, sta incontrando una certa opposizione in Francia dove il discorso si è tenuto.
A questo proposito a me è subito venuto in mente il libro Q (qui scaricabile gratuitamente) dei Wu Ming (allora scrivevano sotto il nome collettivo Luther Blissett): nella storia si esprimeva l' idea che le gerarchie ecclesiastiche mantenessero i riti in una lingua colta, sconosciuta al popolo, con lo scopo di far si che per avvicinarsi alla fede i cattolici avessero bisogno dell' intermediazione della classe colta dei sacerdoti, rendendoli pertanto indispensabili.
Questa tattica aveva anche l' indiscutibile (per loro) pregio di lasciare ai preti un maggior margine di manovra nell' interpretare la parola di dio, nonchè quello di poter liquidare alcuni dubbi scomodi dei fedeli con la giustificazione della loro ignoranza.
Sinceramente mi è difficile pensare ad altre motivazioni per celebrare i riti in una lingua morta da secoli che pochi, se si eccettuano alcuni studiosi ed il clero, padroneggiano: forse che dicendo le messe in latino i sacramenti diventerebbero più sacri?
Non credo, e "a casa mia" in genere non parliamo latino.
L' anziano capo di stato è quindi passato al solito concione sulla famiglia: "L'unione stabile di un uomo e di una donna, ordinata alla edificazione di un benessere terreno, grazie alla nascita di bambini donati da Dio" e bla bla bla, esibendosi però in un paio di numeri degni di nota nell' ambito del suo attacco al fatto che, lì in Francia, come nella maggior parte dei paesi civili, i PACS sono legali.
Intanto una frase che in Italia calza a pennello alla situazione che abbiamo tra stato e chiesa, anche se lui non credo stesse pensando a questo:
le leggi cercano più di adattarsi ai costumi e alle rivendicazioni di particolari individui o gruppi, che non di promuovere il bene comune della società
Non fa una grinza: quando si tolgono le tasse e si fornisce ogni sorta di aiuti e corsie preferenziali, economiche e non solo, ad una religione secondo me lo stato italiano si macchia proprio di questo errore, quello di favorire un particolare gruppo di individui a scapito del bene comune, e non credo di aver bisogno di aggiungere esempi.
Poi, sulla situazione francese, PACS ed opposizione alle messe in latino, il Papa si concede per un attimo di mostrarsi indulgente e sfodera il lato umano ed accogliente della chiesa:
la Santa Sede desidera rispettare l'originalità della situazione francese" riguardo alla distinzione tra Stato e Chiesa. "Sono convinto - ha spiegato - che le Nazioni non devono mai accettare di veder sparire ciò che costituisce la loro specifica identità"
Originalità?!?
Troppa grazia, San Gennaro!

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