domenica, 24 settembre 2006

Oggi inizia per 1,6 miliardi di musulmani nel mondo il mese del Ramadan.
Io ho sempre chiamato scherzosamente ramadan un periodo di quindici giorni che mi prendo periodicamente in cui mi astengo dal bere alcolici, cerco di dimezzare le sigarette, pratico un bel po' di digiuno ed introduco più frutta e vegetali freschi nella mia tipica dieta geek.
No, non lo faccio per motivi di fede (sono un agnostico impenitente), ma perchè dopo mi sento purificato e rafforzato dal fatto di esserci passato attraverso.
Masochismo, dite?
Non sarò certo io a fare un' apologia della disciplina, ma sapersi dimostrare ogni tanto che la propria forza di volontà è più forte delle abitudini a me fa sentire meglio.
I musulmani hanno delle regole molto più stringenti delle mie, ed il Ramadan segue precisi dettami: intanto dura un mese lunare, ovvero 29 o 30 giorni in cui ci si astiene dal mangiare e dal bere a partire dall' alba fino al tramonto.
Durante questo periodo è prescritto al fedele di evitare comportamenti immorali e rabbia, e di mostrare particolare compassione verso i poveri ed i più svantaggiati.

Gli scopi del Ramadan, per come posso averli intesi io che non sono un fedele, sono di sviluppare l' autocontrollo e l' autodisciplina, la coscienza di Dio, migliorare la salute ed eliminare le impurità dal corpo e prendere coscienza dello stato in cui versano i poveri e gli affamati.
E' un periodo in cui i musulmani si sostengono ed aiutano a vicenda, sopratutto all' interno dei nuclei familiari ma non solo, ed in cui tutti si sentono parte di una unità e rinnovano le loro promesse di fede con un sacrificio duro e tangibile.

Non mi sembra affatto una cattiva idea, fosse anche solo per mettersi un po' nei panni di quella larga parte di umanità che quotidianamente deve vedersela con la fame.
Io ho sempre trovato un po' anacronistico che il massimo delle privazioni a cui un cattolico si sottopone sia il pesce il Venerdì santo: al giorno d' oggi il pesce è carissimo ed andare al ristorante a farsi una spanciata di spaghetti con le vongole e triglie non è certo un grande sacrificio.
A mia opinione, come spesso accade il cattolicesimo ha confuso il simbolo con il significato.
Penso che se veramente i musulmani tutti, come vogliono farci credere, ce l' avessero su con l' occidente, con un allenamento come questo a cui si sottopongono fin da ragazzini ci papperebbero in un solo boccone (non nel mese del Ramadan!) solo per la forza di volontà e la compattezza che sono in grado di dimostrare.
Gli Stati Uniti, con il loro terzo della popolazione ben oltre i limiti dell' obesità, farebbero bene a rifletterci su.
Ramadan karim
Links:
Un americano con moglie musulmana descrive la sua esperienza con il Ramadan [Eng]
Il Ramadan spiegato da un insegnante [Eng]
Come funziona il Ramadan [Eng]
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