lunedì, 20 ottobre 2008

Come per l' economia, dopo anni in cui poche voci isolate lanciavano l' allarme e puntavano il dito sui segnali di una crisi catastrofica imminente, ora anche per quel che riguarda i cambiamenti climatici siamo finalmente arrivati ad un riconoscimento praticamente unanime del fatto che l' acqua si sta pericolosamente avvicinando alla nostra collettiva gola e che è arrivato il momento di fare qualcosa.
I cambiamenti climatici per essere compresi richiedono calcoli e capacità che sono di ben altra magnitudo rispetto a quelli che permettono di farsi un' idea dei meccanismi finanziari che ci hanno condotto nella situazione che si inizia a delineare, ma la sostanza è alla portata finanche di chi scrive ed è, semplicemente, che l' umanità si trova di fronte ad un bivio in cui da una parte c'è un radicale cambio di paradigma della nostra civiltà, dall' altra catastrofi difficilmente immaginabili che potrebbero giungere a minacciare persino la stessa sopravvivenza razziale.
Vista la posta in gioco è difficile immaginare una questione politicamente più pressante di quella di ridurre l' impronta dell' uomo sull' ambiente, ma così non la pensa il nostro governo: una posizione che ci vede al fronte di una coalizione tra paesi del calibro di Bulgaria, Lettonia e Lituania, a fronteggiare la maggior parte del resto d' Europa.
L' Italia fa ostracismo per via dei dubbi che i costi del progetto 20-20-20 (20% in meno di CO2 e generazione del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020) possano riversarsi sul già disastrato sistema industriale nostrano.
"Il pacchetto così com'è non è appropriato, è insostenibile e necessita di cambiamenti profondi", dichiara il Ministro dell' Ambiente Prestigiacomo, e se lo dice il nostro ministro deputato a difendere l' ambiente chissà gli altri!
Oltre alla miopia che dimostra il governo nel propugnare queste tesi, che mi sembra abbastanza palese, mi colpisce l' incompetenza di ministri che non hanno ancora capito come la tutela ambientale sarà senza alcun dubbio il ramo industriale destinato a crescere maggiormente nel prossimo futuro, cosa che invece i corrispettivi europei sembrano avere ben chiara.
E ancora una volta, se mai ce ne fosse stato il bisogno, questa vicenda mette in luce il fatto che la nostra classe politica ed imprenditoriale non riesce a guardare più in la del mero profitto immediato, difatti se è vero che le tecnologie a risparmio energetico, poniamo lampadine a basso consumo, hanno un costo superiore rispetto a tecnologie più tradizionali è anche vero che il risparmio che permettono rende la spesa ammortizzabile in poco tempo, dopodichè son tutti soldi che restano in tasca.
Se si considera poi che la generazione di energia "classica" ha un prezzo destinato a salire, visto che si può discutere sul quando ma non ci sono dubbi che petrolio, carbone ed anche uranio siano risorse destinate a diminuire ed infine esaurirsi con quello che implica per l' andamento dei costi, il risparmio in prospettiva dovrebbe essere ancora più invitante.
L' idea di investire sull' ambiente non è solo etica nei confronti del mondo e delle generazioni future: è anche conveniente economicamente!
Crea posti di lavoro e quello che si taglia sono gli sprechi: l' energia elettrica buttata via in calore quando quello che si vuole è luce, isolamenti schifosi che ci costringono a bruciare di più per riscaldare un ambiente, trasporto su gomma invece che su rotaia moltiplicando i costi e gli incidenti, centrali a carburante sempre più costose che producono scorie nocive invece di utilizzare fonti rinnovabili liberamente disponibili eccetera.
Tutto questo si traduce in più petrolio, più inquinamento e più soldi pagati ogni mese, oltre ai costi sociali dovuti alle ricadute sulla salute dei cittadini.
Il costo iniziale, quando si tratta di riforme importanti come quelle che dovrebbero affrontare le industrie, è immaginabile possa essere gestito come qualsiasi altra spesa consistente in questo campo: spalmando la spesa su vari anni tramite un prestito ripagato a rate, con la differenza che la spesa si "pagherebbe da sola" con il risparmio sulla bolletta!
Un governo serio dovrebbe incentivare questo comportamento virtuoso con sgravi ed aiuti, ed a sua volta rientrerebbe dall' investimento dovendo curare meno malati, avendo meno petrolio da importare e quindi maggiore indipendenza economica ed evitando multe della UE per eccesso di produzione di CO2, tanto per dirne qualcuna.
Un governo serio inizierebbe proprio dai suoi enti ed uffici ad investire sul risparmio energetico, non solo per dare il buon esempio ma perchè ci guadagnerebbe pagano molto meno di bolletta!
Ma tanto la bolletta dei ministeri e delle ASL mica le pagano la Prestigiacomo e Berlusconi, vero?
Links:
Clima, Dimas gela le speranze italiane: ma si può fare un titolo così?
Jacopo Fo in un lucido pezzo sull' argomento si chiede tra l' altro perchè la sinistra non si svegli e non denunci con forza e logica queste sparate del governo
Il titolo è tratto da una canzone dei Pitura Freska
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