I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

giovedì, 02 ottobre 2008

Sconsolato

Qualcuno potrebbe essersi chiesto (ma qualcuno anche no) come fanno gli italiani espatriati a gestire tutte quelle questioni burocratiche tipo il rinnovo dei documenti, la traduzione ufficializzata dei propri titoli di studio e cose così.
La risposta ha un nome, il Consolato, ma non è affatto semplice come potrebbe sembrare.

Ecco cosa dice Wikipedia alla voce Consolato:

Il consolato o ufficio consolare è la residenza e la sede degli uffici in terra straniera dove si svolge l'attività di un console. Il consolato italiano in un paese straniero ha le competenze che altri organi della pubblica amministrazione esercitano in Italia.

A tutti i connazionali, il consolato assicura la tutela in caso di violazione dei loro diritti, o in caso di limitazione o privazione della libertà personale. Inoltre, nei casi di emergenza, assicura l'assistenza per la ricerca di familiari, per le pratiche di successione aperte all'estero e per i rimpatri.

Fra i servizi erogati ai residenti nella circoscrizione consolare, i quali per legge debbono essere iscritti all'anagrafe consolare, il consolato cura in particolare:

* formazione, trascrizione e rilascio degli atti di stato civile
* pubblicazioni e celebrazione di matrimoni
* rilascio e rinnovo di passaporti; visti d'ingresso
* atti riguardanti la cittadinanza
* atti riguardanti la leva militare
* atti notarili, testamenti, autenticazioni di firma, traduzioni, legalizzazioni e certificazioni doganali connesse al rimpatrio
* atti riguardanti il servizio elettorale
* pratiche di pensione
* assistenza sociale, sussidi in denaro, assistenza farmaceutica e sanitaria per i connazionali in stato di necessità.


Già, ma innanzitutto con il Consolato ci devi comunicare, vuoi perchè ti trovi in un' emergenza e ti serve aiuto urgentemente, vuoi perchè hai la necessità di usufruire dei servizi che eroga ma vivi distante da dove il Consolato è fisicamente ubicato e ti piacerebbe prendere appuntamento, o perlomeno sapere gli orari di attenzione al pubblico.

Qui alle Canarie ho constatato come il Consolato, pur avendo due distinti numeri telefonici ottenuti dopo laboriose ricerche in rete, o non risponde o ha la linea sempre occupata.
Occorre mettersi di buzzo buono e spendere una settimana o due di chiamate ininterrotte prima di riuscire a parlare con qualcuno che ti comunichi gli orari di ricevimento al pubblico (Lunedi e Mercoledi dalle 9.30 alle 12.00) e che non fissano appuntamenti: l' unica andarci e mettersi in coda.

Ecco perchè il vostro ha preso il piccolo aereo che collega la sua isoletta con Tenerife e si è messo d' impegno a trovarlo, questo benedetto Consolato, visto che per poter acquisire definitivamente la nazionalità il governo spagnolo gli chiede anche documenti che uno normalmente non ha con sé tipo un certificato che indichi se uno ha precedenti penali.

L' entrata al consolato
Il Consolato italiano di Tenerife è situato nella capitale di Tenerife, Santa Cruz, in un quartiere vicino al centro dove convive felicemente un pout pourri di razze con una prevalenza spiccata, a giudicare dagli esercizi commerciali, di cinesi, ed è proprio di fianco ad una pittoresca vetrina che espone colorate magliette per bambini a poco prezzo con gestori dagli occhi a mandorla che si trova la porticina dell' edificio al cui secondo piano ci sono gli uffici consolari o, meglio, lo sportello consolare.

Già, perchè la parte a cui ha accesso il pubblico è un bugigattolo delle dimensioni di uno sgabuzzino, in cui a fatica entrano due persone (abbastanza magre) in fila indiana, quasi toccando con le spalle entrambe le pareti, che finisce in una porta su cui è stato montato un vetro a mo' di sportello.
Quando sono arrivato io, verso le dieci del mattino, c'era già una lunga teoria di cumpaesà in attesa ed ovviamente, non essendoci spazio, la fila si dipanava lungo le scale ed i pianerottoli con italiani seduti un po' dappertutto, lo sguardo vacuo o rivolto verso libri e parole crociate che i più prudenti si erano portati dietro conoscendo i tempi della burocrazia nostrana.

Un conterraneo gentile mi ha informato, al mio arrivo ai piedi della scala per il paradiso, che avrei dovuto prelevare un numero dal bugigattolo prima di mettermi in coda, informazione che naturalmente non stava scritta da nessuna parte, ed in effetti, scavalcando gente seduta sulle strette scale ed entrando a suon di "scusate" nel buco, quasi a contatto con la persona che stava parlando allo sportello in quel momento, noto sulla sinistra un rotolo dei classici talloncini numerati attaccato alla parete a mo' di carta igienica: preso il numerino (48!), uno deve riattraversare quella che probabilmente è l' area con maggiore presenza italiana per metro quadro di tutte le Canarie e disporsi ad una paziente attesa sul marmo consumato del vetusto edificio.

Dentro il Consolato, dietro la famigerata porta-sportello eccetto quando escono a chiamare i numeri sulla tromba delle scale, lavorano due ragazze d' oro che si fanno il culo a capanna per cercare di dare una risposta ai quesiti dei connazionali: dovevano finire il loro orario a mezzogiorno, quando me ne sono andato io erano già le due del pomeriggio.

E mi è sembrata una metafora se non dell' Italia almeno dei servizi pubblici, questo Consolato: scarsi mezzi e disorganizzazione, informazioni semplicissime introvabili ma alcuni volonterosi che si sbattono ben più di quello che è nei loro doveri per cercare di far marciare il tutto, a cui va tutta la mia gratitudine per la gentilezza, disponibilità e competenza.

Fuori c'era appeso un avviso: diceva di portare pazienza se c'è molto da aspettare ma in tempi recenti la presenza italiana in Spagna è aumentata del 400% e gli uffici non hanno personale per stare dietro alla mole di lavoro.
Come mai non mi stupisco per nessuno dei due dati?

La porta d' ingresso del Consolato
Dietro questa porta dall' aria innocente ti aspetta...

La tromba delle scale del Consolato
...un' attesa di ore in una tromba delle scale per entrare nel bugigattolo!

Leggi commenti (3)
Commenti
#1    02 Ottobre 2008 - 20:13
 
Notevole. Potrebbe diventare tranquillamente un articolo di giornale, di quelli "dal nostro inviato a ...".
Mi sono pure chiesta se mai qualcun altro in tutta la rete abbia dedicato un post al consolato italiano a Tenerife; il quale, cosi' piccino e non diverso da una qualsiasi casa di abitazione, fa pure un po' tenerezza.
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#2    03 Ottobre 2008 - 11:16
 
> Notevole. Potrebbe diventare tranquillamente un articolo di giornale, di quelli "dal nostro inviato a ...".

Grazie, ma penso che agli inviati dei giornali l' espressione "culo a capanna" sia proibita per contratto... :)

> Mi sono pure chiesta se mai qualcun altro in tutta la rete abbia dedicato un post al consolato italiano a Tenerife;
> il quale, cosi' piccino e non diverso da una qualsiasi casa di abitazione, fa pure un po' tenerezza.

Ma sai che in effetti su Google non ho trovato post che parlino del consolato di Tenerife?
Guardando oggi, con le parole "consolato" e "tenerife", questo post era in settima posizione... pensa te.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ElPuk

#3    12 Maggio 2009 - 11:48
 
Si, bravo.Solo dire che il culo a capanna è relativo. Ed anche che questo tipo di organizzazioni sono a scopo di lucro, si tratta infatti di un consolato onorario.Tempi lunghi e prezzi esorbitanti sono quindi la norma.
utente anonimo

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