giovedì, 10 gennaio 2008

Ed anche questo viaggio è passato.
Quest' anno gli spostamenti fisici sono stati estenuanti e nel complesso mi è rimasta l' impressione di aver scelto un periodo sbagliato per viaggiare.
Si, è vero, si sa, durante le feste muoversi è sempre un po' un casino, ma il semplice calendario non basta a spiegare tutte le sfighe che mi sono capitate questa volta, a cominciare da quelle del viaggio di andata che ha infranto tutti i miei precedenti record di durata con un astronomico 35 ore da casa mia fino al primo letto disponibile in Italia (la mia meta programmata l' ho raggiunta il giorno dopo).
E' una questione di karma, suppongo.
Io avevo calcolato tutti i tempi e le coincidenze lasciando ampi margini per gli imprevisti (che in viaggio dovrebbero essere definiti con un' altra parola perchè accadono regolarmente), ma mai avrei potuto immaginare che Ryanair, il vettore con cui ho prenotato quasi tutta la parte aerea degli spostamenti, si sarebbe semplicemente rifiutata di imbarcarmi (e no, non è stato perchè, come voi affezionatissimi lettori potreste aver immaginato, ho la faccia da terrorista ed il libro con i discorsi del Che nel bagaglio a mano)!
Sono arrivato a Tenerife Nord di prima mattina e, dopo aver attraversato l' intera isola con i mezzi pubblici, mi sono disposto ad una attesa di alcune ore di fronte al check-in Ryanair nell' aereoporto Sud: i bagagli erano pronti, pesati e compatti, il libro buono ed il mio nuovo lettore MP3 stava facendo di tutto per dimostrare di essere stato un buon acquisto.
Essendo arrivato prestino ero anche tra i primi nella coda (una cosa che in verità non mi ha mai portato molta fortuna), così quando hanno aperto eccomi lì di fronte a questa hostess tedesca con la faccia cavallina, biglietti e documenti in una mano e zainetto compatto da cabina nell' altro.
La tipa non mi ha neanche guardato: con questi documenti, ha detto, non ti faccio partire.
Prego?!?
No, non ti faccio partire perchè la politica di Ryanair prevede che se tu sei cittadino italiano debba avere un documento di identità italiano, mentre questo che vedo è spagnolo quindi... avanti un altro.
Io vivo all' estero da più di quattro anni ed ho la mia regolare carta di identità spagnola come residente comunitario, con cui ho sempre viaggiato all' interno della Comunità Europea senza problemi, ma Ryanair, ho scoperto, è di diverso avviso: politica interna, la chiamano.
Dopo aver fatto una bella piazzata di fronte alla valkiria cagacazzo (perchè si sappia a cosa si va incontro a mettersi contro un italiano all' estero!) ed un' altra di fronte allo sportello Ryanair, in cui peraltro mi hanno trattato con uguale sufficienza, ostiando in tutte le lingue in cui conosco qualche maledizione, insulto, bestemmia, saracca, immagine oscena, grado di parentela, dettaglio anatomico, definizione di malattie ed accidenti o altre parole che facessero al caso (più varie combinazioni), mi sono quindi risolto a rivolgermi direttamente alla polizia.
Appena sono entrato nell' affollato ufficio della forza pubblica presente nell' aereoporto sono stato accolto da un' immagine surreale, un ufficiale che appena mi ha visto entrare, forse per il cipiglio incazzato forse per istintive capacità deduttive, mi si è rivolto così: "Ryanair? Venga, venga qui".
"Lei ha perso il documento di identità... vero?"
"Ehm..."
"Vero?!?"
"Beh... si!"
"Scriva qui gli estremi suoi e dei suoi genitori, che facciamo la denuncia"
Efficienza spagnola.
Però non di capacità deduttive si è trattato, ho scoperto, bensì del fatto che il normalmente tranquillo ufficio della forza pubblica dell' aereoporto era in realtà preso d' assalto da torme di tedeschi incazzati come biscie con il mio stesso problema.
Tra imprecazioni in tedesco (qualcuna l' ho aggiunta al mio repertorio, e che poi non si dica che viaggiare non è un' esperienza utile) tutti ci mettiamo in fila con il nostro modulo compilato e l' inutile documento d' indentità spagnolo in mano.
L' intero ufficio di polizia si era mobilitato per affrontare l' inattesa emergenza (Ryanair ha aperto la sua filiale di Tenerife Sud solo da pochissimo), così i tempi per smaltire la fila sono stati quelli usuali dei canari quando si mettono veramente di impegno.
Varie definizioni sono state tentate dagli stranieri che risiedono in queste splendide terre per descrivere la prontezza di risposta dei locali di fronte all' inatteso ed attualmente, per quanto ne so, quella che va per la maggiore è "tempi biblici", ma personalmente propendo per "tempi geologici": non so, mi sembra che renda meglio.
Nel frattempo l' aereo era ovviamente partito, in perfetto orario bisogna ammettere (mi sono immaginato il comandante con un sorriso beffardo sulla faccia che ci faceva ciao ciao con la manina lasciando per un attimo la cloche), ed io mi sono ritrovato bloccato a Tenerife l' antivigilia di Natale, mentre la tipa dell' ufficio Ryanair mi diceva che ora che avevo una denuncia non avevano problemi a lasciarmi partire ma il primo aereo in direzione Italia sarebbe stato, mi lasci vedere, un volo per Francoforte fra tre giorni, ma bisogna pagare altri 75 Euro e da lì dovrebbe arrangiarsi perchè voli per l' Italia in quei giorni non ce ne sono.
Per evitare di esplodere mi sono immaginato che il comandante, facendomi ciao ciao con la manina, avesse perso il controllo del mezzo e stesse precipitando in fiamme nel cratere del Teide proprio in quel momento.
Mi ha salvato il collegamento telematico/telepatico con mia sorella, che si è messa di buzzo buono nel cercare di tirarmi fuori dalla situazione: in poche ore mi ha trovato un volo AirEuropa fino a Madrid per il giorno dopo, e poi un altro con AirSarcazzo da lì fino a Malpensa.
Costo totale: più di quello che avevo speso complessivamente tra andata e ritorno per e dall' Italia con Ryanair, ma la vigilia di Natale non si può star lì a far tanto gli schizzinosi.
Sono arrivato a Malpensa nel tardo pomeriggio, mentre dovevo arrivare a Bergamo Orio al Serio la mattina prima, ma almeno queste compagnie quando hanno visto il mio documento spagnolo non hanno detto bah (come peraltro tutte le altre prima di loro eccettuata Ryanair).
Quindi bus navetta fino a Milano (ma è possibile che *tutti* i conducenti di corriere che si possono vedere sulla tangenziale meneghina stiano attaccati al cellulare otto minuti su dieci? Si annoiano? No, perchè se lo dicevano potevo improvvisare uno spettacolino al finestrino, raccontare qualche battuta a quello che conduceva la mia...) e quindi via metrò nell' hinterland, diretto verso la casa di un cugino figo e la sua deliziosa compagna, contattati fortunosamente dai parenti preoccupati, che hanno accolto le mie stanche ossa e la mia imperiturita gratitudine.
A proposito, lo sapete che a Pero arriva la metropolitana ma non hanno cabine del telefono?
Ne hanno un paio, a dir la verità, vicino al parchetto (ma una non funziona e all' altra c'è una tipa logorroica. E' lì permanentemente, immagino pagata dai comunisti per minare le infrastrutture del belpaese): l' ho scoperto dopo essermelo girato tutto a piedi, zainato, di notte e al freddo, e lo preciso solo a beneficio dei viaggiatori che dovessero trovarsi a piedi zainati, di notte e al freddo a passare per Pero (MI).
Sempre a beneficio dei viaggiatori è bene tenere presente che se è vero che a Malpensa gli uffici informazione siano scarsi, occorre notare che sono anche chiusi.
Si ma, mi direte voi, cosa intendi? Sono chiusi ad una certa ora, in un certo giorno, in un certo periodo dell' anno?
No: sono chiusi e basta, e il punto di domanda che usano come logo è più che appropriato.
Non vi tedio oltre con le mie avventure di viaggio: puntualizzo solo che durante il ritorno mi sono ritrovato con un volo cancellato per nebbia (+2 giorni), un barista morto di sonno che alle tre di notte mi ha dato 45 centesimi di resto da una banconota da dieci Euro per una bottiglietta d' acqua e sosteneva convinto che così non era (e se prima avevo fatto le piazzate, stavolta gli ho tirato su il teatro dei pupi siciliani sul bancone) ed infine, quando finalmente sono sbarcato sulle isole... beh, mi vergogno a dirlo ma si è rotto il nastro trasportatore che portava le valigie, e indovinate se il mio zaino era già fuori o ancora nelle viscere del macchinario.
I tecnici canari hanno prontamente dichiarato lo stato d' emergenza ed hanno lavorato con la corrispondente celerità per risolvere il problema.
Ciò che c'è stato tra il viaggio di andata e quello di ritorno prossimamente (tempi canari, si intende... :) ).
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