I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

lunedì, 09 aprile 2007

Ma chi è quel rompicognlioni che fa tutto sto' casino?

Pur considerandomi un completo ignorante per quel che riguarda la musica classica, senza parlare del fatto che ho grosse difficoltà a ricordarmi i nomi dei pezzi, io sono uno di quei fruitori che si vedono ogni tanto ai concerti con un' aria rapita e forse un po' fessa, un largo sorriso involontario appeso alla faccia ed il corpo che oscilla a tempo, o almeno così mi hanno detto.
Ovviamente non sempre: sono ignorante ma ho i miei gusti.

Un derviscio: anche lui sembra rapito...

C'è un motivo per cui mi viene quest' aria rapita di cui parlavo, ed è che effettivamente ad ascoltare certi pezzi io vado fuori di testa: mi sento come se galleggiassi sul flusso di note, mi viene la pelle d' oca ed un senso di esaltazione che penso provino certi sportivi quando vedono la loro squadra del cuore che le da di santa ragione agli avversari storici, quel senso di piena e ricca soddisfazione che ti fa venire voglia di gridare "Si! Ancora! Continuate così e non finite mai!" e, ai margini, la consapevolezza che il tuo corpo sta mandando forti, involontari segnali di apprezzamento come un gatto che fa le fusa.

E' un po' imbarazzante da confessare, ma tutto sommato è una perversione innocente.

Quando sono stato l' ultima volta in visita in Italia sono capitato in centro a Padova in un bel mattino soleggiato e caldo di questo finto inverno che è appena terminato: la cornice era quella della piazzetta del Caffé Pedrocchi, con massaie, studenti e uomini d' affari che camminavano indaffarati verso le loro mete sulle pietre antiche.
In un angolo un musicista di strada suonava divinamente qualcosa di Bach con il suo violino, la custodia aperta davanti con qualche spicciolo, i cosiddetti "semi per i soldi".
Ero in vacanza, il clima clemente, avevo tempo in abbondanza e così mi sono seduto sui gradini lì accanto, vicino al vecchio leone in pietra, a godere.
Così, semplicemente, a godermela.

Il bello di vedere un musicista che suona in un contesto del genere è che tende a stabilirsi un rapporto più diretto tra il musicista stesso e l' ascoltatore di quello che, poniamo, ci può essere ad un concerto dove i suonatori percepiscono si l' umore del pubblico, ma suppongo più come se fosse la reazione di un' unica entità che come un' insieme di reazioni individuali.
Il mio musicista ho avuto la sensazione che mi sentisse, e che il suo suonare ed il mio recepire fossero due cose che si alimentassero a vicenda.
Non so quanto tempo me ne sono stato lì seduto, paio di orecchie sospese in un mondo creato dalle mie corde interne che vibravano in risonanza con le sue corde esterne, ma mi ricordo di essere emerso con un senso di gratitudine per aver vissuto quella semplice esperienza, e di stupore per come sembrava fossi l' unico che si fosse fermato ad apprezzare quella musica.

Mi ha lasciato perplesso il fatto che nessuno avesse qualche momento per fermarsi e godersi l' attimo, o forse che nessuno considerasse quella musica e in quel contesto che tanto avevano colpito me un motivo di godimento.
Gusti, ho pensato, o forse il fatto che io ero in una situazione ideale per apprezzarlo, senza fretta o preoccupazioni.

Oltre ad essere ignorante io sono anche tradizionalmente, come sanno i miei due lettori, un poveraccio, ma in quell' occasione ho ricompensato il mio musicista nei limiti delle mie possibilità generosamente: è difficile stabilire il valore in Euro di certe esperienze, ma almeno un pegno che faccia capire che si ha apprezzato, oltre a quelli che si possono esprimere con il linguaggio del corpo, in questi casi mi pare un doveroso segno di ringraziamento.

Quest' episodio mi è tornato in mente oggi leggendo un lungo articolo del Washington Post: per fare un esperimento dei giornalisti hanno chiesto ad uno dei più noti e leggendari violinisti viventi, Joshua Bell, di provare a suonare "in incognito" presso una fermata della metropolitana per vedere come avrebbe reagito la gente.
Il tipo ha le palle cubiche, musicalmente parlando, ed è un personaggio strano in un mondo, quello dei musicisti classici, piuttosto ingessato, uno che quando suona quasi balla e che malgrado lo faccia per mestiere e da molti anni è il primo a venire portato via sul pianeta delle corde che vibrano quando si esibisce.

Joshua Bell mentre se la gode

Prima dell' esperimento i giornalisti non sapevano bene cosa aspettarsi: e se fosse stato riconosciuto e pressato dalla folla? Si tenga presente che lo strumento che Bell suona è uno Stradivari del miglior periodo, un pezzo unico del valore di diversi milioni di dollari.
Hanno interpellato il direttore dell' orchestra filarmonica nazionale chiedendogli un pronostico, e la risposta è stata che si, probabilmente a sua opinione si sarebbe raccolta una folla.
L' esperimento è stato organizzato per l' ora di punta e Bell ha accettato volentieri di partecipare: "Sembra divertente!", ha detto.

Stà suonando Joshua Bell e nessuno lo ascolta!

Con la mia lunga prefazione sul violinista padovano vi ho già tolto la sorpresa sul come è andata a finire: la stragrande maggioranza della gente lo ha semplicemente ignorato malgrado il musicista suonasse come il dio della musica incarnato alcuni dei pezzi più belli mai stati concepiti da mente umana, tranne alcuni fessi che si sono fatti rapire e sono probabilmente arrivati in ritardo al lavoro.
Una persona lo ha anche riconosciuto.

Si dice che le cose più belle della vita siano gratis e non pianificate, ma forse al giorno d' oggi solo i poveracci possono permettersele.

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Commenti
#1   11 Aprile 2007 - 09:51
 
La cosa bella è che decine di quei passanti magari spenderebbero un centinaio di dollari per ascoltarlo in concerto
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#2   13 Aprile 2007 - 11:19
 
E, a questo punto, è da chiedersi se tutti quei soldi per ascoltarlo in un concerto "ufficiale" vengano spesi per il gusto di sentire della buona musica o solo per quello di poter dire "c'ero anch' io"...
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#3   25 Aprile 2007 - 17:37
 
Ciao
Buon 25 Aprile
un pensiero a chi era sui monti e chi dalle città ha resistito!

oggi l'osteria riapre per festeggiare
ciao
Lo
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#4   25 Aprile 2007 - 18:40
 
Ricambio!
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