martedì, 12 febbraio 2008
Dalla rubrica Carta canta di Marco Travaglio su Repubblica:
"Il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007)
"Abbiamo vissuto l'epoca berlusconiana con un certo qual disagio (...). Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo (...). Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali" (Il Secolo d'Italia, organo ufficiale di An, 23 novembre 2007)
"Il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007)
"Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi" (Gianfranco Fini, 8 febbraio 2008)
Titolo del post tratto da
qui.
sabato, 09 febbraio 2008
Il Papa ha detto che l' inferno c'è: coesistere con Ratzinger è solo l' antipasto
mercoledì, 06 febbraio 2008

Rieccomi dopo qualche giorno passato a sacramentare sull' hardware del mio pc (e se qualcuno sa cosa origina un MACHINE_CHECK_EXCEPTION error e me ne fa partecipe, suo è un posto con vista mare nel regno dei cieli): no, non l' ho risolto ma pare che con scotch, amore e fantasia il barattolo terrà botta un altro po', anche perchè con tutti i danni che mi ha fatto l' uragano non è proprio il momento di fare spese e comprarne uno nuovo.
Apprendo dai media che la vita politica in Italia va più o meno come c'era da aspettarsi e che si andrà a votare il 13 Aprile: visto che altre contingenze mi hanno finalmente convinto che sia ora di iscrivermi al famigerato "Registro degli italiani all' estero", c'è caso che questa volta anch'io abbia la possibilità di votare e la cosa mi suscita non pochi dubbi che pensavo di essermi lasciato alle spalle.
Personalmente (perlomeno quando vivevo in Italia) ho sempre sostenuto a gran voce il dovere di esprimere il proprio voto anche con amici a cui della politica non è mai importato molto: la mia opinione era che se non si esprime una preferenza, evitando di recarsi alle urne, votando scheda bianca o annullando, non ci si può poi lamentare se chi va al potere è un farabutto o un cialtrone in quanto nel proprio piccolo non si è fatto niente per risparmiarsi e risparmiare all' italia una leadership del genere.
Forse il fatto di vivere all' estero ha allargato la mia prospettiva, forse è stata la delusione nel vedere le numerose magagne dell' ultimo governo di sinistra in un momento il cui la situazione sembrava matura per grandi cambiamenti, fatto sta che le mie convinzioni sono un po' cambiate da allora.
La politica italiana in questo momento mi sembra una partita truccata, dove i giocatori di entrambe le squadre si ritrovano negli spogliatoi a fine partita a dividersi l' incasso delle scommesse, e onestamente di fronta a questa situazione esprimere una preferenza che contribuisce a legittimare l' uno piuttosto che l' altro oramai mi pare ancora meno consono alla mia personale morale della non scelta rappresentata da un voto nullo.
Potrebbe sembrare un' autogiustificazione, ma la situazione italiana è così eccezionale da rendere praticabile un' opzione per me, nel mio piccolo personale, altrettanto eccezionale.
Per come siamo ridotti vedo oramai le elezioni più come un momento dove si può manifestare una protesta non violenta contro la classe politica che ci si ritrova tra le chiappe che come la partecipazione al meccanismo che sta alla base della democrazia che dovrebbe essere: d' altro canto una forma di governo che impone come votabili solo una ristretta cerchia di persone scelte da pochissimi eletti difficilmente rientra nella definizione che do della parola.
Solo per questo motivo, per averci abituati a pensare che quello che abbiamo corrisponda alla definizione di democrazia e, va da sé, che la democrazia sia davvero questa sorta di aristocrazia mascherata, i politici meriterebbero di arrostire in un apposito girone di un inferno dantesco.
Mi spiace pertanto per tutti i soldini che voi, cari contribuenti italiani, butterete dalla finestra per dare anche a me che non vivo sulla mia pelle, quotidianamente, i risultati delle scelte della classe politica italiana, la possibilità di esprimere la mia preferenza, ma credo proprio che stavolta annullerò il mio voto.
Ci scriverò "Nessuno dei suddetti", come in uno sciocco vecchio film: mi pare che esprima bene il concetto e se come me la penseranno in tanti allora forse, prima o poi, chissà, saranno costretti ad ascoltarci.
Links:
- In Massachussets è stato proposto di inserire una casella None of the above (nessuno dei suddetti) nelle schede elettorali: se i votanti che la scelgono sono la maggioranza si rifanno le elezioni dopo due mesi, ma nessuno dei candidati presentatisi nella prima elezione può ricandidarsi!
- La proposta None of the above in Italia
- Bisogna toccare il fondo
- Il blog Nessuncandidato
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