I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

lunedì, 28 gennaio 2008

La notte della Repubblica delle Banane aggiornato

Qui sull' isola è passato un uragano che ha fatto un disastro: nei lunghi giorni passati in casa con le finestre inchiodate (e senza internet!), mentre fuori volavano cassonetti e tegole, ho messo giù qualche nuova tavola di La notte della Repubblica delle Banane.

Per i miei quattro lettori, eccole qui:

Clicca per leggere La notte della Repubblica delle Banane
venerdì, 25 gennaio 2008

Oh my god!

Mi è crollato il Governo!

Crollo

(nel vedere per le strade
caroselli di gente con le bandiere nere io inizierei a preoccuparmi...)

Leggi commenti (4) Scrivi commenti (4) (popup) Permalink Categoria:italia, politica
giovedì, 24 gennaio 2008

Il compenso non equo

El canon de la SGAE? Por aquì

Come riporta Punto Informatico di oggi, anche qui in Spagna le pressioni dei parassiti delle opere intellettuali (l' equivalente iberica della SIAE, la SGAE) si stanno facendo sentire: il governo, come già accadde in Italia, ha varato una "tassa preventiva" sugli strumenti informatici, sui supporti ottici e finanche sulle fotocamere digitali ed i cellulari con lo scopo dichiarato di compensare per i mancati introiti dovuti alla pirateria, che questi strumenti rendono possibile, la SGAE stessa.

La tassa dovrebbe entrare in vigore il 29 Giugno ma qui, al contrario di quanto è accaduto in Italia, ha scatenato un vespaio di reazioni ed una massiccia raccolta firme che ha attualmente raggiunto i due milioni di adesioni.

Il cosiddetto "Canon digital", è stato fatto notare, è ideologicamente assimilabile all' ipotesi di tassare indiscriminatamente tutte le automobili a causa di qualcuno che supera i limiti e non viene beccato dalla polizia stradale e la cosa, giustamente, agli spagnoli non va giu.

Vengo por el canon, pendejo

Già che c'erano gli spagnoli non si sono limitati a dichiararsi compatti a sfavore dell' iniquo balzello, ma hanno approfittato della raccolta firme anche per chiedere una maggiore trasparenza al governo e per sollecitare che gli introiti derivati dalla pubblicazione di opere di ingegno vengano distribuiri con maggiore equità, attribuendo maggiori benefici agli autori e mettendo in secondo piano gli intermediari, oltre a garantire tramite nuovi strumenti ispettivi la trasperenza di gestione della SGAE.

Tra le proposte della piattaforma Todos contra el Canon Digital, promotrice della raccolta firme (qui  il testo integrale in spagnolo), c'è quella di far ritirare dal mercato tutti i lettori DVD ed altri apparecchi muniti di dispositivi anticopia nel caso in cui la tassa non dovesse venire ritirata, ed eventualmente di far gravare la tassa esclusivamente sui CD e DVD originali, in quanto unici oggetti certamente coinvolti in caso di copia illecita al contrario dei supporti vergini, che potrebbero contenere dati personali o sottoposti a licenze copyleft (come riportato da El Mundo): proposte che, se mai dovessero essere approvate dal governo, finirebbero per penalizzare gravemente la stessa SGAE.

E' una mossa che mi è piaciuta molto: la sola critica a questa tassa, evidentemente varata a causa di interessi corporativistici, potrebbe eventualmente portare al suo stralcio e sarebbe pari e patta, ma i consumatori iberici hanno avvertito la proposta come un vero e proprio attacco nei propri confronti e sono intenzionati a contrattaccare.

Se le loro voci dovessero essere ascoltate dal governo, una concrezione di interessi che abbia in mente di fare altre pressioni sui politici per favorire i propri comodi in futuro dovrebbe tenere in conto non solo la possibilità che le proprie proposte non vadano a buon fine, ma anche quella di perdere dei privilegi acquisiti per il fatto di aver suscitato la disapprovazione nei cittadini: gli stessi politici che cedessero a tali pressioni avrebbero la consapevolezza di rischiare grosso in termini di popolarità e voti.

Le politiche pirata (e stavolta nel vero senso della parola) con il tempo potrebbero rendere sempre meno e c'è caso che in futuro anche i poteri forti economici siano, volenti o nolenti, costretti a giocare pulito per una semplice questione di convenienza, consci di correre il concreto pericolo che il riflettore dell' attenzione pubblica e delle associazioni di consumatori si punti sulle loro decisioni e gliele faccia pagare a caro prezzo.

Io questa la chiamo democrazia, e voi?

E' ovviamente presto per dire come andrà a finire e se il governo di centrosinistra ascolterà la voce dei cittadini come quando si trattò di ritirare le truppe dal teatro mediorientale o quando la chiesa faceva pressioni per stralciare la legge sui matrimoni omosessuali, ma vivendo in Spagna ci si può quantomeno permettere il lusso di ben sperare: un lusso che in Italia, realisticamente, non c'è più.

Links:

Leggi commenti (2) Scrivi commenti (2) (popup) Permalink Categoria:computer, spagna, civiltĂ 
domenica, 20 gennaio 2008

It's Papa day (Hallejulah)

Papa day: liberi di ascoltarti
Immagine dal Papa day
Fonte: Repubblica.it

Locandina Cloverfield
Locandina di Cloverfield, in uscita in America
Fonte: Vivacinema.it

(PS: Per chi se lo fosse chiesto, si, c'era anche lui)

Leggi commenti (2) Scrivi commenti (2) (popup) Permalink Categoria:chiesa, civiltĂ 
sabato, 19 gennaio 2008

Terradeicachi.it

Chiuso Italia.it

Nell' indifferenza generale, inclusa quella dei media, pare che da ieri non sia più raggiungibile il famigerato wannabe-portal Italia.it.
Doveva essere il biglietto da visita dell' Italia sul web, un portale dove il turista e l' investitore avrebbero potuto trovare i contatti e le soluzioni giuste per visitare il Belpaese, ed invero secondo me la questione rende un' istantanea abbastanza fedele della situazione italiana.

Voluto nel 2005 dall' allora ministro Stanca del governo Berlusconi il progetto, un' idrovora di contributi pubblici, è stato portato avanti sotto i buoni auspici dell' attuale Vice Presidente Rutelli ma... beh, non ha mai funzionato!

Orgogliosamente posso dire di essere stato tra i pochissimi che hanno avuto il privilegio di farci una visita: pesantissime introduzioni Flash messe alla cazzo, mancanza di contenuti e scarsa compatibilità sono state tra le pecche principali che avevo a suo tempo riscontrato.

Le polemiche in rete non sono mancate, a cominciare dall' orrendo logo che, stando al sito della Presidenza del Consiglio dei Ministri, vuole trasmettere il progetto di un Paese più affidabile e responsabile, ma sempre connotato da eleganza, creatività, flessibilità e vitalità. Un Paese capace di evolvere e guardare al futuro senza cancellare i tratti migliori della sua identità  pagato, si dice, attorno agli 80.000 Euro ad un' impresa di design... americana, ma che purtroppo secondo la maggior parte dei visitatori rende invece l' idea di una ciofeca un po' fallica.

Il logo fallico di italia.it
Fonte immagine

Ma quello che più ha scandalizzato e scandalizza è il
presunto costo dell' operazione.
Dico presunto perchè la richiesta, sottoscritta da migliaia di cittadini, di applicare le regole della trasparenza che impongono al Governo di rendere pubblici importi e modalità è stata rispedita al mittente (per due volte), l' ultima quando la commissione per l'accesso ai documenti amministrativi ha negato che nel caso di italia.it tale diritto sussista, alla faccia del parere espresso da Rutelli secondo cui invece sui conti del progetto Italia.it c'è stata la massima trasparenza e si è speso pochissimo.

Soccia, che bel logo!
Fonte immagine

I conti della serva lasciano supporre che per l' intera operazione complessivamente il Governo abbia investito una cifra attorno ai 58,1 milioni di Euro.
Si, avete letto bene, 58.100.000 Euro, ma visto che su questo blog siamo generosi e vogliamo andare sul sicuro diciamo che almeno 45 milioni di Euro sono una cifra che possiamo dare per assodata con una certa sicurezza.

Una somma che è difficile immaginare se non si è Berlusconi, ma per dare un' idea più concreta si tratterebbe, se non ho calcolato male, all' incirca di:

  • 24.038 mesi di reddito netto della media del 50% più povero delle famiglie italiane calcolato sul biennio 2005-2006 (Fonte: Istat)
  • 45.000 mesi di pensione media di vecchiaia calcolata sul 2005 (Fonte: ilsole24ore.com)
  • 107.173 mesi di pensione minima calcolata sul 2005 (Fonte: Angloinfo Italy)
  • 32.703 litri di benzina verde calcolato sulla media del prezzo in Italia al 18/01/2008 (1.376 Euro/litro) (Fonte: prezzibenzina.it)
  • 179.203.539 litri di acqua minerale
  • 31.468.531 litri di latte intero fresco
  • 7.718.696 litri di olio extravergine di oliva
  • 15.625.000 chili di pane
  • 17.786.561 chili di riso
  • 186.206.896 uova di gallina fresche
  • 22.959.183 litri di vino comune (prezzi medi al consumatore - Novembre 2007 calcolato su Ancona. Fonte: Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero per lo Sviluppo Economico)

Ci siamo? Mi avete seguito?

Bene, ora guardatevi questo video e vedete voi se ridere o piangere.



Italia: il paese di qualitĂ 

Links:

Leggi commenti Scrivi commenti (popup) Permalink Categoria:italia, politica
mercoledì, 16 gennaio 2008

Such a perfect day

El lloron

Insomma, oggi prima hanno messo agli arresti domiciliari la moglie di Mastella, poi vari esponenti del suo partito ed infine hanno inquisito pure lui!
(E, con un po' di fortuna, ci andrà di mezzo anche Bassolino)

La signora ha dichiarato: "Saranno i cittadini a giudicare".
Eh no, cara lei, questa l' abbiamo già sentita da Berlusconi: sarà la magistratura, invece! Eheheh!

Nel frattempo alla Sapienza di Roma un pugno di uomini di buona volontà è riuscito a far cambiare programma all' uomo che ha dichiarato che Il processo della Chiesa contro Galileo fu ragionevole e giusto.

E mentre i politici si fanno venire i crampi alla mano ed alla gola nel profondersi in attestati di solidarietà alle due simpatiche canaglie, noi brindiamo.

Gli venisse anche una fistola al cavaliere nano sarebbe un giorno da segnare sul calendario.

Leggi commenti Scrivi commenti (popup) Permalink Categoria:italia, giustizia
lunedì, 14 gennaio 2008

Non svegliatemi se non è un' emergenza

Pare che dei tipi siano andati in motoslitta (in motoslitta!!) a farsi un fuoripista su un crinale pericoloso, su cui la neve era fradicia a causa delle recenti precipitazioni: in ottemperanza alle leggi della fisica (Fisica Assassina!) si è staccata una bella valanga (Valanga Assassina!) che ha spianato l' allegro gruppetto facendone fuori qualche membro.
Io avrei titolato "Emergenza valanghe".

Con l' occasione vorrei far notare l' incompetenza di questo governo: se c'era ancora Lui a quest' ora avevamo un commissario straordinario, un paio di commissioni e magari si poteva arrivare alla decisione di rinforzare i crinali alpini con muraglie di spazzatura campana compattata, prendendo così due piccioni con una fava.


Come alternativa si potrebbero piantare dei manager della Thyssen Krupp a mo' di frangiflutti (frangislavine? spezzavalanghe?): tedeschi si, che sono robusti, ma anche italiani, perchè l' orgoglio patrio non venga meno.

Ops!

Volendo piangere un altro po' ci sarebbe questo interessante articolo di Antonello Caporale sul rapporto tra l' Italia e le emergenze...

Leggi commenti (1) Scrivi commenti (1) (popup) Permalink Categoria:italia
giovedì, 10 gennaio 2008

Diario di un piccione viaggiatore

Non volare (mona!)

Ed anche questo viaggio è passato.

Quest' anno gli spostamenti fisici sono stati estenuanti e nel complesso mi è rimasta l' impressione di aver scelto un periodo sbagliato per viaggiare.
Si, è vero, si sa, durante le feste muoversi è sempre un po' un casino, ma il semplice calendario non basta a spiegare tutte le sfighe che mi sono capitate questa volta, a cominciare da quelle del viaggio di andata che ha infranto tutti i miei precedenti record di durata con un astronomico 35 ore da casa mia fino al primo letto disponibile in Italia (la mia meta programmata l' ho raggiunta il giorno dopo).
E' una questione di karma, suppongo.

Io avevo calcolato tutti i tempi e le coincidenze lasciando ampi margini per gli imprevisti (che in viaggio dovrebbero essere definiti con un' altra parola perchè accadono regolarmente), ma mai avrei potuto immaginare che Ryanair, il vettore con cui ho prenotato quasi tutta la parte aerea degli spostamenti, si sarebbe semplicemente rifiutata di imbarcarmi (e no, non è stato perchè, come voi affezionatissimi lettori potreste aver immaginato, ho la faccia da terrorista ed il libro con i discorsi del Che nel bagaglio a mano)!

Sono arrivato a Tenerife Nord di prima mattina e, dopo aver attraversato l' intera isola con i mezzi pubblici, mi sono disposto ad una attesa di alcune ore di fronte al check-in Ryanair nell' aereoporto Sud: i bagagli erano pronti, pesati e compatti, il libro buono ed il mio nuovo lettore MP3 stava facendo di tutto per dimostrare di essere stato un buon acquisto.
Essendo arrivato prestino ero anche tra i primi nella coda (una cosa che in verità non mi ha mai portato molta fortuna), così quando hanno aperto eccomi lì di fronte a questa hostess tedesca con la faccia cavallina, biglietti e documenti in una mano e zainetto compatto da cabina nell' altro.
La tipa non mi ha neanche guardato: con questi documenti, ha detto, non ti faccio partire.
Prego?!?
No, non ti faccio partire perchè la politica di Ryanair prevede che se tu sei cittadino italiano debba avere un documento di identità italiano, mentre questo che vedo è spagnolo quindi... avanti un altro.
Io vivo all' estero da più di quattro anni ed ho la mia regolare carta di identità spagnola come residente comunitario, con cui ho sempre viaggiato all' interno della Comunità Europea senza problemi, ma Ryanair, ho scoperto, è di diverso avviso: politica interna, la chiamano.
Dopo aver fatto una bella piazzata di fronte alla valkiria cagacazzo (perchè si sappia a cosa si va incontro a mettersi contro un italiano all' estero!) ed un' altra di fronte allo sportello Ryanair, in cui peraltro mi hanno trattato con uguale sufficienza, ostiando in tutte le lingue in cui conosco qualche maledizione, insulto, bestemmia, saracca, immagine oscena, grado di parentela, dettaglio anatomico, definizione di malattie ed accidenti o altre parole che facessero al caso (più varie combinazioni), mi sono quindi risolto a rivolgermi direttamente alla polizia.

Appena sono entrato nell' affollato ufficio della forza pubblica presente nell' aereoporto sono stato accolto da un' immagine surreale, un ufficiale che appena mi ha visto entrare, forse per il cipiglio incazzato forse per istintive capacità deduttive, mi si è rivolto così: "Ryanair? Venga, venga qui".
"Lei ha perso il documento di identità... vero?"
"Ehm..."
"Vero?!?"
"Beh... si!"
"Scriva qui gli estremi suoi e dei suoi genitori, che facciamo la denuncia"

Efficienza spagnola.
Però non di capacità deduttive si è trattato, ho scoperto, bensì del fatto che il normalmente tranquillo ufficio della forza pubblica dell' aereoporto era in realtà preso d' assalto da torme di tedeschi incazzati come biscie con il mio stesso problema.
Tra imprecazioni in tedesco (qualcuna l' ho aggiunta al mio repertorio, e che poi non si dica che viaggiare non è un' esperienza utile) tutti ci mettiamo in fila con il nostro modulo compilato e l' inutile documento d' indentità spagnolo in mano.
L' intero ufficio di polizia si era mobilitato per affrontare l' inattesa emergenza (Ryanair ha aperto la sua filiale di Tenerife Sud solo da pochissimo), così i tempi per smaltire la fila sono stati quelli usuali dei canari quando si mettono veramente di impegno.
Varie definizioni sono state tentate dagli stranieri che risiedono in queste splendide terre per descrivere la prontezza di risposta dei locali di fronte all' inatteso ed attualmente, per quanto ne so, quella che va per la maggiore è "tempi biblici", ma personalmente propendo per "tempi geologici": non so, mi sembra che renda meglio.

Nel frattempo l' aereo era ovviamente partito, in perfetto orario bisogna ammettere (mi sono immaginato il comandante con un sorriso beffardo sulla faccia che ci faceva ciao ciao con la manina lasciando per un attimo la cloche), ed io mi sono ritrovato bloccato a Tenerife l' antivigilia di Natale, mentre la tipa dell' ufficio Ryanair mi diceva che ora che avevo una denuncia non avevano problemi a lasciarmi partire ma il primo aereo in direzione Italia sarebbe stato, mi lasci vedere, un volo per Francoforte fra tre giorni, ma bisogna pagare altri 75 Euro e da lì dovrebbe arrangiarsi perchè voli per l' Italia in quei giorni non ce ne sono.
Per evitare di esplodere mi sono immaginato che il comandante, facendomi ciao ciao con la manina, avesse perso il controllo del mezzo e stesse precipitando in fiamme nel cratere del Teide proprio in quel momento.

Mi ha salvato il collegamento telematico/telepatico con mia sorella, che si è messa di buzzo buono nel cercare di tirarmi fuori dalla situazione: in poche ore mi ha trovato un volo AirEuropa fino a Madrid per il giorno dopo, e poi un altro con AirSarcazzo da lì fino a Malpensa.

Houston, abbiamo un problema...

Costo totale: più di quello che avevo speso complessivamente tra andata e ritorno per e dall' Italia con Ryanair, ma la vigilia di Natale non si può star lì a far tanto gli schizzinosi.

Sono arrivato a Malpensa nel tardo pomeriggio, mentre dovevo arrivare a Bergamo Orio al Serio la mattina prima, ma almeno queste compagnie quando hanno visto il mio documento spagnolo non hanno detto bah (come peraltro tutte le altre prima di loro eccettuata Ryanair).
Quindi bus navetta fino a Milano (ma è possibile che *tutti* i conducenti di corriere che si possono vedere sulla tangenziale meneghina stiano attaccati al cellulare otto minuti su dieci? Si annoiano? No, perchè se lo dicevano potevo improvvisare uno spettacolino al finestrino, raccontare qualche battuta a quello che conduceva la mia...) e quindi via metrò nell' hinterland, diretto verso la casa di un cugino figo e la sua deliziosa compagna, contattati fortunosamente dai parenti preoccupati, che hanno accolto le mie stanche ossa e la mia imperiturita gratitudine.
A proposito, lo sapete che a Pero arriva la metropolitana ma non hanno cabine del telefono?
Ne hanno un paio, a dir la verità, vicino al parchetto (ma una non funziona e all' altra c'è una tipa logorroica. E' lì permanentemente, immagino pagata dai comunisti per minare le infrastrutture del belpaese): l' ho scoperto dopo essermelo girato tutto a piedi, zainato, di notte e al freddo, e lo preciso solo a beneficio dei viaggiatori che dovessero trovarsi a piedi zainati, di notte e al freddo a passare per Pero (MI).
Sempre a beneficio dei viaggiatori è bene tenere presente che se è vero che a Malpensa gli uffici informazione siano scarsi, occorre notare che sono anche chiusi.
Si ma, mi direte voi, cosa intendi? Sono chiusi ad una certa ora, in un certo giorno, in un certo periodo dell' anno?
No: sono chiusi e basta, e il punto di domanda che usano come logo è più che appropriato.

L' ufficio è aperto dalle 8 alle 8

Non vi tedio oltre con le mie avventure di viaggio: puntualizzo solo che durante il ritorno mi sono ritrovato con un volo cancellato per nebbia (+2 giorni), un barista morto di sonno che alle tre di notte mi ha dato 45 centesimi di resto da una banconota da dieci Euro per una bottiglietta d' acqua e sosteneva convinto che così non era (e se prima avevo fatto le piazzate, stavolta gli ho tirato su il teatro dei pupi siciliani sul bancone) ed infine, quando finalmente sono sbarcato sulle isole... beh, mi vergogno a dirlo ma si è rotto il nastro trasportatore che portava le valigie, e indovinate se il mio zaino era già fuori o ancora nelle viscere del macchinario.

I tecnici canari hanno prontamente dichiarato lo stato d' emergenza ed hanno lavorato con la corrispondente celerità per risolvere il problema.

Ciò che c'è stato tra il viaggio di andata e quello di ritorno prossimamente (tempi canari, si intende... :) ).

Leggi commenti (8) Scrivi commenti (8) (popup) Permalink Categoria:viaggi, italia, aerei, lowcost, io