I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

domenica, 21 gennaio 2007

Chist'è o' paese d'o soleee...

Parto!
Me ne vado in Italia a cazzeggiare un po': torno il 6 Febbraio, nel frattempo fate i bravi e non sporcate l' internette.

Stereotipi del Belpaese

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venerdì, 19 gennaio 2007

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martedì, 16 gennaio 2007

Va a dar via l' Islam

Magdi Allam pinocchio

Premettendo che non faccio parte di un plotone di esecuzione composto da estremisti di destra e di sinistra con la finalità di assassinarlo, devo confessare che Magdi Allam non mi piace.

Allam rappresenta secondo me un modo per i media di sentirsi la coscienza pulita quando si parla d' integrazione: è presentabile, compito, italianizzato, insomma, l' islamico che anche il più becero leghista acconsentirebbe a far sposare alla propria figlia dopo qualche grugnito in bergamasco.
E' diventato il classico "esperto" che giornali e talk show si contendono quando si parla d' Islam: qualche spettatore italiano probabilmente lo ascolta e pensa che se la più schierata intolleranza esce (compitamente, eh!) persino dalla sua bocca, beh, allora deve essere giustificata.

E' un po' come se un nero d' America predicasse il ritorno alla schiavitù ed alla segregazione razziale: il Ku Klux Klan lo adorerebbe e lo porterebbe in trionfo a braccia.
Perchè? Perchè potrebbero sostenere che i neri stessi danno ragione alla loro tesi!
Se poi quella persona fosse considerata un esperto di costumi, cultura e storia dei neri d' America, quello che viene invitato nel novanta per cento delle trasmissioni dove si parla del problema dell' integrazione razziale a dire la sua, allora sarebbe davvero l' uovo di Colombo: quest' ipotetico tipo avrebbe trovato la sua fortuna, la sua nicchia.

Il problema, dal mio punto di vista, è che il Magdi sta cavalcando l' onda d' ignoranza e intolleranza che oggigiorno spazza l' Italia.
Il nostro (vostro?) è considerato un giornalista, definizione oramai piuttosto vaga nell' italietta del nuovo millennio, ma a quanto pare non si preoccupa tanto di comunicare notizie quanto di esprimere le proprie opinioni, anche a costo di ricavare le fonti che le corroborano in maniera, diciamo così, creativa.

Quale sia veramente il suo mestiere è lasciato al giudizio dei lettori, ma ad ogni modo bisogna dire che sa farlo bene.

Questa mattina su Corriere.it è comparso un articolo firmato Magdi Allam che ha attirato la mia morbosa attenzione: frasi come "scandalo sessuale a sfondo poligamico", "delirio sado-poligamico", "comportamento violento", "carne femminile", "coiti realizzati" condiscono l' articolo come sale sparso dal cuoco sapiente.
Quale è stata la mia sorpresa quando ho scoperto che si parlava di... Lia di Haramlik!

Non conosco Lia di persona, ma ho avuto modo di apprezzarne le qualità umane e l' equilibrio tramite il suo blog.
La battaglia che sta conducendo ultimamente per vedere riconosciuti i diritti suoi e delle donne musulmane è sacrosanta, e anche se confesso di essermi chiesto come ha fatto una persona del suo spessore a farsi incastrare da un tipo come il suo ex marito, penso anche che si tratti di un affare privato su cui non è lecito chiedere.

Chi segue il blog sa per certo che Allam ha travisato completamente sia la battaglia che Lia sta portando avanti ora sia il messaggio di tolleranza intelligente e curiosa che ha sempre espresso nei suoi scritti.
Purtroppo non credo abbia scritto l' articolo per ingenuità o errata interpretazione dei fatti, ma per tirare una volta di più l' acqua al mulino dell' intolleranza, lo scoop infatti è dato dal nome dell' ex marito con cui Lia si sta battendo per vedere riconosciuti i suoi diritti (e che lei non ha finora voluto rivelare): nientemeno che il segretario nazionale dell’UCOII (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia) Roberto Hamza Piccardo, con cui il nostro (vostro?) ha una vecchia ruggine.

L' articolista parla di una Lia
che avrebbe "rivelato" il "racconto", ma Lia smentisce.

Io le credo, e credo anche che questa storia sia un esempio del "giornalismo" più schifoso, schierato e travisatore che si può leggere sui nostri sempre meno affidabili quotidiani.
Un "giornalismo" che non ha remore nel passare sopra le persone con l' intenzione neanche troppo nascosta di creare sempre nuovi mostri (se immigrati meglio) per noi poveri utenti cretini, e voi?

Magdi Allam mi fa un po' vomitare...

Links:
Update:

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lunedì, 15 gennaio 2007

Iiil vento caldo dell' estatee (mi sta portando VIAAaaaaa....)

Onde sull' hotelito

Mi scuseranno per l' assenza i miei quattro lettori abituali: sono giustificato dal fatto che un vento fortissimo, come mai mi era capitato di sentire in vita mia, ha in questi giorni colpito l' isoletta.

Tra i danni correlati si annovera anche l' abbattimento del singolo cavo sospeso da palo a palo fuori dalla mia casina che tanti bit ha trasportato da e per il mio computer in questi mesi, lasciandomi privo di internet e con una scimmia digitale (si sa che io sono internet-dipendente) sulle spalle tipo Donkey Kong: pace all' anima metallica sua, che finalmente me l' hanno sostituito.

Stavolta il vento è stato veramente potente: caldo, di forza 9 o 10, in grado di abbattere muri

Muro abbattuto dal vento

di piegare a U i cartelli stradali, di portare a spasso le campane per la raccolta differenziata come fratelli scemi di C1P8

Cassonetti a spasso

e di organizzare picchetti vegetali sulle strade principali, che prima o poi doveva succedere e ce lo siamo anche meritato.

Albero abbattuto

Ancora una volta ho trovato molto rassicurante l' "effetto porcellino", ovvero la consapevolezza di vivere in una casina in solida pietra vulcanica mentre intorno fischia il vento, infuria la bufera e oggetti ed animali non fissati svulazzano come Abatantuoni impazziti, ricordando il maialino saggio della favola che, per quanto il lupo soffi, sa di essere in un porto sicuro.

Ora sono tornato sulla mia sella digitale a 64 bit, e mi cospargo il capo di cenere (tanto vola via...) per il ritardo nella risposta ai commenti ed alle email che mi sono giunte in questi giorni: stiamo prendendo accordi con il padreterno perchè l' inconveniente non si ripeta.

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venerdì, 12 gennaio 2007

Nazione di pirati

Il Principato di Sealand

The Pirate Bay, uno dei più noti siti di indicizzazione Torrent (362esimo sito più visitato al mondo, secondo l' Alexa's rating. Fonte: Wikipedia) creato da una attiva associazione svedese che si batte per il no-copyright, dopo essere passato attraverso le vicende che l' hanno visto protagonista nei mesi di Maggio e Giugno dell' anno scorso (è stato chiuso dalla legge scatenando proteste popolari, e poi riaperto) ha lanciato un' idea futuristica e geniale, anche se un po' utopica.

In un mondo in cui i sistemi di protezione stanno diventando sempre più invasivi e spudorati e le associazioni di discografici continuano con le loro miopi campagne aggressive ed interferenze lobbystiche nelle politiche internazionali, la soluzione potrebbe essere nell' extraterritorialità.
TPB ha quindi lanciato l' ambizioso progetto di comprare, con l' aiuto degli utenti, il Principato di Sealand, l' autodichiarata nazione indipendente ubicata fisicamente in una antica piattaforma militare al largo delle coste dell' Inghilterra.

Il cuore informatico di Sealand

Sealand è già attrezzata con strutture informatiche moderne e collegamenti a banda larga, in quanto l' hosting di dati protetti è stato finora una delle maggiori fonti di introiti per il piccolo principato, e lo status di nazione indipendente (sebbene controverso e non riconosciuto dalle altre nazioni), oltre alla posizione poco facilmente raggiungibile, renderebbero poco probabile un altro raid della polizia.

L' idea suona molto cyberpunk (la fantascienza ha già ipotizzato isole di extraterritorialità utilizzate a scopi informatici, proprio come piccole nazioni lo sono oggigiorno per l' economia) e, sebbene a mio parere l' idea si rivelerà poco praticabile per via degli elevati costi di acquisto e di manutenzione, è senz' altro interessante e apre la porta a scenari del tutto nuovi.

Sealand

TPB ha già pronto un piano B nel caso non si raggiunga la cifra richiesta dall' attuale presidente, Mr. Michael Bates: l' acquisto di un isolotto da dichiarare indipendente.

Io mi sa che i miei dieci Euro li dono: fare parte del futuro è priceless.

Links:

Update

Emme mi segnala una interessante iniziativa:

Ciao, ho iniziato una raccolta di promesse su pledgebank.com
http://www.pledgebank.com/buysealand
l'idea e' di trovare qualcuno disposto a donare 10$ a buysealand.com se altre 1000 persone promettono di farlo assieme a lui.

Andateci e firmate, eccheccacchio: è una questione di civiltà!

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giovedì, 11 gennaio 2007

Come vincere la guerra

American invaders

Riceviamo, e volentieri traduciamo e pubblichiamo, una lettera da Michael Moore indirizzata al Presidente degli Stati uniti d' America George W. Bush.


Caro Signor Presidente,
Grazie per il suo discorso alla nazione. E' bello sapere che vuole ancora parlarci dopo quello che le abbiamo fatto in Novembre.

Silenzio: parla il Presidente

Senta, posso essere franco? Inviare altri 20.000 soldati semplicemente non funzionerà.
Tutto quello che accadrà sarà riportare il numero di effettivi a come era l' anno scorso. E stavamo già perdendo la guerra, l' anno scorso!
Abbiamo già avuto oltre un milione di soldati che hanno servito in un modo o nell' altro in Iraq dal 2003. Qualche altro migliaio semplicemente non servità a trovare le armi di distruzione di massa.
Ehr, volevo dire... a trascinare i responsabili dell' 11 Settembre davanti alla giustizia! Uhm, la rifaccio. Proviamo così: A PORTARE LA DEMOCRAZIA IN MEDIO ORIENTE! SI!!

E' ora di mostrare un po' di coraggio, caro lei! Questa è una guerra che deve vincere!
Coraggio, Saddam l' ha preso! L' ha appeso all' albero più alto, no?
Mi è piaciuto moltissimo vedere quel video... proprio come nel vecchio, selvagio west! Il cattivo vestito di nero! I boia pazzi quanto la vittima!

Libera forca in libero stato
Fonte: Corriere.it

Guardi, devo ammettere che mi dispiace davvero per le cattive acque in cui naviga ora.
Come ha detto Ricky Bobby, "Se non sei il primo, allora sei ultimo", e il fatto che lei sia stato umiliato di fronte a tutto il mondo non fa del bene a nessun americano.

Signore, mi dia ascolto. deve mandare MILIONI di soldati in Iraq, non migliaia!
L' unica maniera per cavarcela ora è di inondare l' Iraq con milioni dei nostri!
Lo so che in questo momento non le rimangono truppe fresche da inviare... e allora occorrerà cercare da qualche altra parte!
L' unico modo per battere una nazione con 27 milioni di abitanti, l' Iraq, è di mandare almeno 28 milioni dei nostri!

Secondo me bisognerebbe fare così:
I primi 27 milioni di americani entrano e ognuno uccide un iracheno. Così dovremmo liberarci dei ribelli abbastanza in fretta.
L' ultimo milione di americani resta e fa la ricostruzione.
Semplice.

Ora mi immagino che lei si stia chiedendo dove trovare 28 milioni di americani da mandare in Iraq.
Ho qualche suggerimento:

1) Più di 63 milioni di americani ha votato per lei nelle ulime elezioni (quelle che sono avvenute un anno e mezzo dopo la nostra entrata in una guerra che sapevamo dall' inizio avremmo perso).
Credo fermamente che almeno un terzo di loro vorranno portare i loro corpi dove sono andati i loro voti e si arruoleranno volontari.
Conosco personalmente alcuni di loro e, sebbene non siamo d' accordo su questioni politiche, so che non credono che qualcuno dovrebbe combattere le loro battaglie...almeno, è ciò che affermano ora che sono qui in America.

Riservisti...
Fonte: UGoto

2) Iniziamo una serie di incontri intitolati "Uccidi un iracheno" nelle città americane.
Lo so: è un' idea che fa tanto inizio ventesimo secolo, ma mi è capitato di partecipare a degli incontri organizzati da Lou Dobbs, e le giuro che alcune delle migliori idee sono saltate fuori dopo il terzo giro di mojito.
Sono sicuro che più o meno altri cinque milioni di volontari possiamo recuperarli così.

3) Mandiamoci tutti quelli che lavorano nei media.
In fondo, hanno collaborato con lei nell' impresa di portarci in guerra... e molti di loro sono già stati istruiti per essere giornalisti "embedded"! Se con questo stratagemma ancora non arriviamo ai 28 milioni, reclutiamo tutti gli spettatori di FOX News.

Bush and a baby

Mr. Bush, non si arrenda! Non è il momento di trattenere il colpo!
Non sia così timido da mandare solo un po' di truppe già provate.
Faccia si che la gente la segua, e LEI li guidi in combattimento come un vero comandante in capo!

Bush Ginger

Che nessun conservatore sia lasciato indietro! Avanti tutta!

Le prometto che le scriveremo.
Attaccali, W!

Suo,
Michael Moore

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mercoledì, 10 gennaio 2007

Puk's Italian tour 2007

Il Papa dice: bentornato Puk!

E finalmente anche io me ne vado in ferie, overbooking, regole europee cazzare ed attentati agli aereoporti permettendo.

Tutti se ne vanno a visitare paradisi tropicali con spiaggie come talco ed acque cristalline, o vette innevate su cui si respirano aromi di pino e legna bruciata: io no!
In controtendenza, io andrò in vacanza nella pianura Padana!
La trovo una meta esotica, no?

Ah, quelle mattine brumose!

Ah, i tipici serpentoni di auto nelle ore di punta, con i loro folkloristici conducenti indigeni e le loro formule di rito che ci hanno giustamente reso celebri nel mondo: vaffanculo! stronzo! figa to mare!

Ah, i pub dove non si può fumare, che ospitano
appena fuori della porta capannelli di disperati semiassiderati dove è facile fare amicizia con i locali, accomunati dal senso di colpa!

Ah, lo struscio del sabato pomeriggio in centro, quando anche il più riottoso professionista evasore esibisce senza timore lussuosi cappotti e spettacolari femmine ingioiellate quasi fosse una manifestazione di Forza Italia!

Ah, sentirsi un signore e concedersi per una volta di pagare la benzina più di un Euro al litro!

Insomma, sarò a Padova e dintorni dal 22 Gennaio al 5 Febbraio, e se qualche lettore volesse bersi uno spritz insieme al tenutario di questo blog ne sarei felice!

Nel caso, cliccando l' immagine qui sotto mi si può mandare una mail che ci mettiamo d' accordo.
E-mail

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sabato, 06 gennaio 2007

Nuovo template (in prova)

Logo Mondo Malato v.0.1

Sperimentalmente, passo dal template Mondo Bastardo v. 1.0 a Mondo Malato v. 0.1

Fatemi sapere se vi piace, e per piacere segnalatemi gli eventuali casini che doveste riscontrare!


Il codice originale è come sempre di PannaSmontata, con grafica, tagli e aggiunte by Puk.

PS: Ho cambiato anche il profilo... :)

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giovedì, 04 gennaio 2007

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mercoledì, 03 gennaio 2007

La Rai non ti lascia mai solo

In questi giorni pare che la Rai stia prendendo la decisione di pubblicare tutti i suoi archivi in rete, disponibili per la libera consultazione da parte di chiunque.

Un atto dovuto (e da tempo richiesto), visto che sono stati pagati dai soldi della gente con il canone.
Nella speranza di una risoluzione positiva e che i tempi di messa in linea non siano biblici come al solito, ci si può consolare con i contenuti di RaiClick.

RaiClick è un sito web a partire da cui la Rai da la possibilità di accedere ad una piccola parte del suo patrimonio di girato: ci si trovano Montalbano, Lucarelli, vari documentari tipo La storia siamo noi e Correva l' anno, diversi episodi di Turisti per caso, L' ottavo nano, Su la testa e molto altro.

Il problema con questo sito è che, oltre ad essere fatto male e organizzato peggio, permette di vedere i filmati solo in una ridicola finestrella: abbastanza scomodo, ne converrete.

I filmati sono inoltre trasmessi in streaming in formato proprietario WMV (Windows Media Video).
Cosa vuol dire?
Fondamentalmente che non te li puoi copiare sul tuo disco fisso per poi farti un bel dvd con tutto Montalbano da guardare con comodo con il tuo lettore favorito, e che se non hai Windows avrai problemi a vederli.

In teoria.
A titolo puramente di studio, e senza consigliare a nessuno di infrangere i copyright (che al giorno d' oggi è un' azione antisociale seconda solo al voler partire da un aereoporto essendo di carnagione scura e con la barba), vediamo come si potrebbe fare.
Nel caso tu decida di mettere in pratica questo tutorial, lo fai sotto la tua esclusiva responsabilità e ti consiglio prima di informarti sulla legalità di quanto stai facendo.
(In questo tutorial si presumerà che tu usi Firefox come navigatore web)

Per prima cosa serve un programma chiamato SDP Downloader (puoi scaricarlo qui).

A questo punto navighiamo il sito di RaiClick in cerca di un contenuto che ci interessi, supponiamo per esempio di aver messo gli occhi sullo speciale su Che Guevara di Correva l' anno.

Il sito di RaiClick

Premendo sul titolo ("Che Guevara" nell' esempio), si apre una finestrella con il video che abbiamo richiesto: potrebbe volerci un po' perchè parta, e talvolta potrebbe rivelarsi scattoso ma è normale con uno streaming via internet.
Noi ci libereremo (teoricamente) anche di questi problemi.

La finestra con il player

Se il video è partito, premi pure il tasto di stop in modo da fermarlo.
A questo punto viene il trucco: fai click con il tasto destro del mouse sulla finestrella (sotto la descrizione è un buon punto) e, tra le opzioni che compaiono, scegli cliccandola "View page source" (potrebbe essere qualcosa tipo "Visualizza codice sorgente" se il navigatore è in italiano).

View page source

Ti si aprirà una terza finestra: mostra il codice di cui è fatta la pagina con il player video

La pagina con la sorgente

In questa pagina, occorre cercare un punto qualsiasi in cui una parte del testo contenga la stringa "
mms://media": è lì dove c'è l' indirizzo del video vero e proprio.

L' indirizzo del video

A questo punto, tieni premuto il tasto sinistro del mouse a partire dall' inizio di "mms://" e passa come una pennellata sopra l' indirizzo, fino al punto di domanda finale escluso, in modo da evidenziarlo.
Il risultato dovrebbe essere qualcosa di simile all' immagine che vedi sopra.
Quello che dobbiamo evidenziare parte sempre con "mms://" e finisce sempre con ".wmv": nell' esempio è

mms://media.fastweb.it/WM9/raiclick/FMVRAI04000001013455.wmv

Presta particolare attenzione a non includere nella tua selezione le virgolette " iniziali né il punto di domanda finale.

Tenendo premuto il tasto Control (o Ctrl) in basso a sinistra sulla tastiera, premi ora il tasto C, quindi rilasciali entrambi: l' indirizzo è stato memorizzato.

Ora fai partire SDP, il programma che ti sei scaricato ed installato precedentemente (se non l' hai ancora fatto, scaricalo da questo link).
Premi il tasto "Open" in cima alla finestra di SDP:

Open su SDP

ti comparirà una finestrella che ti chiede l' indirizzo del filmato.
Clicca sulla casella dove va inserito l' indirizzo e, tenendo premuto il tasto Control (o Ctrl) come prima, questa volta premi il tasto V (poi rilasciali entrambi): l' indirizzo memorizzato dovrebbe essere comparso nella casella e si può premere il tasto Ok.

Inserisci l' indirizzo copiato

Ora premi il tasto "Go" in alto nella finestra di SDP:

Go in SDP

il programma chiederà dove e con che nome si vuole salvare il filmato sul disco fisso.
Diciamo che lo chiameremo, senza troppa fantasia, "Correva l' anno - Che Guevara.wmv" e quindi premeremo il tasto Salva (nell' immagine che vedi sotto è segnato come "Guardar" perchè io uso un Windows spagnolo): nell' esempio rappresentato qui sotto lo stò salvando nella cartella "Temp", una directory che mi sono creato apposta per queste prove.

Dove salvo il file?

SDP comincia a lavorare: stà fingendosi uno spettatore del video sul sito di RaiClick, mentre in realtà stà memorizzando ogni singolo fotogramma che RaiClick gli "mostra" sul disco (si capisce che stà lavorando dal grafico con la percentuale che lentamente avanza

Percentuale scaricata

e dall' altro grafico che mostra la velocità con cui SDP stà ricevendo dati).

VelocitĂ  di ricezione dati

Per questo motivo, ammesso che tu abbia una buona banda e RaiClick non sia sovraccarico di utenti nel momento in cui compi l' operazione,  il tempo che gli occorrerà per scrivere l' intero filmato sarà pari all' incirca alla durata del filmato stesso (Es.: il filmato dura un' ora e mezza, SDP ci metterà circa un' ora e mezza per scaricarlo su disco).

Al termine dell' inciucio può darsi che SDP ti chieda se vuoi salvare un log, che nell' esempio si chiamerà "Correva l' anno - Che Guevara.txt": rispondigli pure di no.

Il filmato è ora presente sul disco fisso del tuo computer, pronto per essere visto anche se ti disconnetti dalla rete: i lettori che ti raccomando caldamente per questo tipo di video sono Media Player Classic (scaricabile gratuitamente qui) o VLC
(scaricabile gratuitamente qui).

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