giovedì, 30 novembre 2006
L' altra sera, dopo le Iene, mi sono visto un pezzetto di Smallville:
Superman si era privato dei superpoteri e quasi quasi faceva sesso con Kristin Kreuk!
A questo punto, mi è venuta spontanea la domanda oziosa: "Ma che attrezzo avrà, lì sotto, Superman?".
La risposta mi si è subito affacciata alla mente:
La Supercazzola!
(prematurata a destra come se fosse antani, ma la sbiriguda della sbrindolona tarapio tapioca...)
giovedì, 30 novembre 2006

Quei senzadio di Pennarossa ne hanno fatta un' altra delle loro e, dopo aver caldeggiato la messa in onda sulla RAI di Il padre delle spose, che peraltro ha avuto un discreto successo di ascolti, ora ci riprovano e spingono perchè la tv nazionale mandi in onda lo splendido film di Ang Lee Brokeback Mountain (vincitore di tre premi Oscar, quattro Golden Globes e del Leone d' Oro al festival di Venezia).
Per chi tornasse ora da un altro pianeta, il film tratta (in maniera a mio giudizio molto soave e poetica) della passione che scoppia sulle montagne del Wyoming tra due cowboy e del legame che si crea tra i due protagonisti, legame che, tra alti e bassi, li accompagnerà per tutta la loro vita.
In un paese normale, una televisione nazionale premerebbe per mandare in onda un film che tanto successo ha avuto e che tratta un tema come l' amore omosessuale in modo così interessante, ma l' Italia, si sa, non è un paese normale.
In un paese in cui una minoranza di cittadini viene ancora discriminata sulla base dei propri orientamenti sessuali occorre una petizione.
E allora, che petizione sia!
Ai direttori dei giornali e, per conoscenza, ai parlamentari italiani e a chi detiene i diritti televisivi.
Caro Direttore,
Il successo del film per la TV “Il Padre delle Spose” su Raiuno - con Lino Banfi nel ruolo del padre di una ragazza omosessuale che sposa la sua compagna - ha riportato prepotentemente alla ribalta i temi della laicità dello stato e dei diritti di tutti i cittadini, quale che sia il loro orientamento sessuale.
I commenti ed i dibattiti che si sono sviluppati sui media e nel Paese prima e dopo la messa in onda del film, hanno dimostrato che anche l’Italia è oggi matura abbastanza per vedere finalmente affrontate tematiche che nella stragrande maggioranza dei paesi europei sono state approfondite e risolte anche con l’adozione di adeguati strumenti legislativi.
Per questo, e anche per venire incontro alle critiche mosse dall'Osservatore Romano – che, oltre all’opportunità di trasmettere il telefilm di Lino Banfi, ne ha anche criticato la qualità artistica (“una polpetta di terzo livello”) - vorremmo che quanto prima e in prima serata, fosse mandato in onda un film il cui livello assoluto è testimoniato dal successo ottenuto e dalla messe di premi vinta in tutto il mondo (tra gli altri 3 premi Oscar, 4 Golden Globes e il Leone d’Oro al festival di Venezia): I segreti di Brokeback Mountain.
Siamo convinti che la messa in onda del film di Ang Lee, seguito da un dibattito in studio, non possa che fare crescere il livello culturale del nostro Paese, e soprattutto incoraggiare i legislatori a discutere ed approvare con sollecitudine una legge che riconosca finalmente pienezza di diritti ai nostri concittadini omosessuali e più in generale a diffondere la cultura del rispetto e dell’inclusione secondo il dettato dell’articolo 3 della Costituzione:
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.
La ringraziamo per l'attenzione.
lunedì, 27 novembre 2006
Uccidete la democrazia (non "Uccidere", come avevo erroneamente scritto in un mio post precedente) è uscito in edicola con Diario, ed è andato subito esaurito neanche fosse la Playstation 3.
La Magistratura ha iniziato ad indagare sulle ipotesi contenute nel documentario e nel libro "Il broglio" da cui è stato tratto: per ora stanno cercando di procurarsene una copia e di ottenere la carta igienica, tuttora carente presso gli uffici pubblici, necessaria onde potersi leggere il libro con la ponderatezza che merita.
La speranza è che per il riconteggio delle schede bianche lo Stato dovrà finalmente assumere qualche giovane (Contratto a Progetto, ovvio...), mentre è stata scartata l' idea di utilizzare internet ("troppa innovazione, e troppo logico: se non si stupiscono un po' i potenziali elettori la prossima volta, alle urne, non ci va nessuno", avrebbe esclamato un importante esponente del centrosinistra) allo scopo di far emergere ulteriori discrepanze che dovessero essersi verificate durante le elezioni.
Interrogati sulla questione, difatti, la maggioranza dei nostri politici avrebbe risposto "L' internet forse quest' anno già vince lo scudetto", una corposa minoranza ha constatato sconsolata "Internet? E`uno stile di vita importato, è andare in fretta...", mentre il rimanente del campione intervistato ha votato scheda bianca.
D' altro canto, se le elezioni si fossero svolte e svolgessero regolarmente e senza pasticci, rischieremmo di essere esclusi dal prestigioso circolo delle democrazie moderne e poi per rientrarci ci toccherebbe farci bombardare dagli americani e subire l' impopolare transizione dall' Euro al Dollaro.
Interessanti le dichiarazioni dell' ex Premier Silvio Berlusconi: "Le schede bianche? Ho solo voluto creare nuovi posti di lavoro". Alla richiesta di approfondire la propria risposta, il Cavaliere avrebbe chiosato "Più croci per tutti!", prima di svenire sul palco quando gli hanno fatto presente che la Magistratura pare si sia attivata per davvero.

L' ultima parola sulle Sue labbra si dice sia stata "Libertà" (la terzultima e la penultima "Casa delle").

Ci piace ricordarlo così...
sabato, 25 novembre 2006
lunedì, 20 novembre 2006
La decisione della Rai di trasmettere un film tv intitolato "Il padre delle spose" stà scatenando i piccoli censori nostrani.
Il film, interpretato da Lino Banfi, parla dell' amore di un padre per una figlia e del suo percorso umano per giungere ad accettare che la figlia è (orrore!) lesbica e sposata con un' altra donna (doppio orrore!) in Spagna (apoteosi dell' orrore!).
I piccoli censori opinano che una figura così familiare come quella di Lino Banfi rischia di avere una forte presa sui fanciulli, facendo passare un messaggio che potrebbe indurli forse finanche a diventare più tolleranti verso il prossimo (una cosa intollerabile!).
Come se non bastasse, la turpe manovra sarebbe condotta con la complicità ed i mezzi della Rai: un chiaro uso ad personam dei mezzi pubblici da parte delle lobbies degli omosessuali.
I piccoli censori non se ne sono stati con le mani in mano (e poi dicono che non c'è più morale, in questo paese!) ed hanno prontamente lanciato una campagna che invita a spedire email di protesta alla Rai perchè la programmazione del film, prevista per stasera, venga sospesa o perlomeno spostata in seconda serata, orario in cui notoriamente i pervertiti la fanno da padrone ed i minori sono a nanna.
Per onor di cronaca occorre riportare che una piccola tribù di comunisti atei e senza morale ha lanciato una controcampagna a favore della programmazione, e quindi della licenziosità, del malcostume, dei sodomiti e dei terroristi (la butto lì, che ci stà sempre bene) filopalestinesi bestemmiatori, complici morali dell' 11/9 qualunquisti statalisti stalinisti utili idioti.
Madonna benedètta!
lunedì, 20 novembre 2006
Quando il saggio indica la luna,
lo stolto guarda il dito

Un paio di giorni fa, si sono svolte a Roma e a Milano due manifestazioni che dichiaratamente puntavano allo stesso obiettivo: la pace in Medio Oriente e la soluzione "due popoli due stati" per risolvere il conflitto Israele-Palestina.
Essendo stato a quasi cinquemila chilometri di distanza nel momento in cui i due cortei si sono svolti, premetto che tutto quello che scriverò al riguardo si basa su quanto ho letto su giornali e blog.
La mia impressione è che mentre quello di Milano è stato un corteo più moderato e, diciamo così, istituzionale, in cui si chiedeva si la pace ma senza suggerire i mezzi, quello di Roma è finito su tutti i giornali per alcuni episodi che hanno fatto girare le palle a destra e a sinistra.
In questo secondo corteo si accusava apertamente Israele di essere il principale responsabile della annosa questione, si invocavano sanzioni e si appoggiava la battaglia per la sopravvivenza e la libertà del popolo palestinese.
Gli episodi avvenuti nel corso della manifestazione che hanno conquistato la prima pagina dei giornali ed infiammato il dibattito politico (sono stati bruciati manichini di, tra gli altri, un soldato italiano ed è risuonato lo slogan "10, 100, 1000 Nassyria" ) sono, secondo me, risibili ed ingenui, ma illustrano bene non tanto lo spregio di alcuni manifestanti verso l' esercito patrio quanto l' impotenza nell' assistere ogni giorno ai nuovi sviluppi della crisi (oramai permanente) tra israeliani e palestinesi ed il voler ribadire che l' appoggio dato dall' Italia ad una delle due nazioni in conflitto non trova il sostegno di chi ha scelto queste poco felici forme per esprimersi.
Insomma, io leggo gli episodi contestati come una sorta di "Not in my name", ingenuo, disperato ed infelice finchè si vuole ma tant' è.
La cosa che veramente mi fa incazzare è che questi due cortei sono nati per soddisfare la necessità, che credo in molti sentiamo, di esprimere tutta la paura, lo schifo, la rabbia ed il senso di ingiustizia che proviamo pensando alla crisi Israliano-Palestinese, le delusioni per ogni stop che hanno subito le innumerevoli road map che si sono susseguite negli anni, lo sdegno nel vedere le risoluzioni ONU ignorate come pubblicità non richiesta, l' orrore nel vedere civili da ambo le parti massacrati con cadenza quotidiana, l' esigenza pressante che qualcosa si faccia e subito, ma invece della luna che entrambi i cortei indicavano quello che ha fatto notizia è stato solo il dito (un dito!) che la indicava!
Non so se ciò sia avvenuto per la pochezza dei nostri giornalisti, o perchè lo sdegno della gente non fa più notizia e mi viene via un tanto al chilo, in offerta speciale perchè ne abbiamo i magazzini pieni (sopratutto riguardo ad una situazione annosa e di cui non si vede una via d' uscita come quella di cui si parla), o perchè ci siano state delle manipolazioni (ipotesi fantasiosa in un paese civile, ma in Italia non la escluderei a priori: ricordate il G8 di Genova?) dirette a che finisse esattamente così: quello che so è che ignorare i motivi per cui un sacco di gente si prende la briga di scendere in piazza a manifestare per concentrarsi a condannare singoli episodi non è degno di un paese che si dice democratico ed in cui, a quanto mi risulta, vige tuttora la libertà di parola, che si sia d' accordo con quello che gli "altri" dicono o meno.
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Qualche link:
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domenica, 19 novembre 2006
domenica, 19 novembre 2006
Voglio segnalarvi questo sito russo, che mostra delle immagini veramente spettacolari di paesaggi ed insediamenti umani: merita una visita.


venerdì, 17 novembre 2006
Perchè la marijuana è illegale?
Così è come io conosco la storia.
Tutto comincia in America (e dove sennò?) quando l' allora Ministro dell' Economia, tal Andrew W. Mellon,

banchiere e petroliere che faceva affari con la Du Pont, promuove a capo dell' appena creato Dipartimento Federale dei Narcotici (Federal Bureau of Narcotics - FBN) Harry J. Anslinger.

Anslinger è uno con la fissa del proibizionismo ed ha lavorato anche per il Bureau of Prohibition, quello che faceva rispettare l' allora vigente codice che proibiva il consumo di alcol agli americani e che tanto bene ha fatto a personaggi del calibro di Al Capone, distinguendosi per il suo zelo e la sua intransigenza.
Del tutto accidentalmente è anche il cognato dello stesso Ministro dell' Economia Mellon, che gli garantisce pieni poteri nello studio del problema dei narcotici, nella proposta di iniziative e nella loro applicazione pratica: di fatto, Aslinger è l' uomo che detta la politica sulla repressione dell' abuso di narcotici e l' unica voce ufficiale da cui possono provenire studi in materia per più di trent' anni (1930-1962) in America.
Il proibizionismo riguardante l' alcol, quando viene eletto, scricchiola ed è prossimo alla sua caduta, ed è qui che Anslinger ha una idea geniale per dare potere e visibilità al dipartimento che controlla: la guerra alla marijuana.
Ai tempi, la canapa era in America un' industria importante per via delle fibre che si ricavavano dalla corteccia delle piante e che avevano molti usi, dal campo edilizio a quello dei tessuti.
Uno spettro ampio di medicinali, poi, utilizzava estratti della canapa, e l' olio ricavato dai semi veniva utilizzato come combustibile per l' illuminazione pubblica, che a quei tempi non era ancora elettrica (anche il kerosene, il carburante che lo sostituì, non c'era ancora).
L' uso ludico era pressochè limitato agli immigranti messicani, che, sebbene fossero una enclave in crescita, erano ben lungi dall' essere una percentuale rilevante, mentre l' americano medio di marijuana non aveva mai neanche sentito parlare.
Anslinger si inventa questa temibile minaccia della marijuana, chiamandola con il nome messicano, marijuana appunto, perchè la familiare, nota a tutti, hemp (la canapa) pur essendo di fatto la stessa pianta era conosciuta e sfruttata da secoli e l' effetto della campagna sul pubblico sarebbe stato risibile, accusando i suoi utilizzatori di ogni sorta di crimine violento, in particolar modo omicidi e stupri.
Facciamo un passo indietro e ritorniamo al Ministro dell' Economia Mellon: è un petroliere, dicevamo, ma anche un importante banchiere (sua la Mellon Financial) che finanzia abbondantemente la ditta chimica Du Pont.
La Du Pont ha appena comperato i diritti di sfruttamento di un brevetto che poi sarebbe diventato conosciutissimo, il Nylon: una fibra sintetica ricavata dal petrolio in concorrenza diretta con quella che si ricava dalla canapa, ma si tratta di un prodotto nuovo, non conosciuto dal pubblico e ci sono dubbi sul come verrà accolto.
A quei tempi l' industrializzazione iniziava a prendere piede ed anche i giornali si stavano diffondendo a livello di massa.
Prima la carta si ricavava facendo macerare stracci fatti di fibra vegetale, ma questo metodo non riusciva più a soddisfare la domanda: in questi anni la Du Pont studia i brevetti chimici per ricavare la carta dal legno degli alberi.
William R. Hearst (il personaggio che ha ispirato Quarto potere di Orson Wells), un importante editore con ovvii interessi nel mercato della carta e fortemente anti immigrazione (ce l' aveva su sopratutto con cubani e messicani), si assicura i diritti di sfruttamento su vasti appezzamenti boschivi nel 1936.
Possiamo solo immaginarci il suo disappunto quando viene scoperto che la polpa della canapa, la maggior parte del peso del fusto della pianta che allora veniva buttato come scarto di lavorazione nel ricavare la fibra dalla corteccia, contiene... un sacco di cellulosa, e per di più di qualità superiore a quella che si può ricavare dagli alberi (contiene meno lignina, una sostanza che bisogna disciogliere per avere della cellulosa lavorabile, dando quindi un risparmio anche in termini di inquinanti solventi)!
Il rendimento di un campo di canapa in termini di cellulosa, inoltre, è pari a quello di quattro campi coltivati ad alberi di pari dimensioni, senza parlare del fatto che le piante di canapa ricrescono molto più in fretta degli alberi tagliati da questa industria.
E' in questo contesto che inizia la guerra ad una delle piante più utili ed utilizzate della storia umana fin dai suoi albori (sono state trovate tracce del suo uso risalenti all' età della pietra): con il Marijuana Tax Act si aumenta in maniera incredibile la tassazione per chi coltiva canapa per usi industriali da un lato, sottoponendo i contadini, chi la lavora e perfino i trasportatori a controlli draconiani e ad un regime burocratico che sembra (e probabilmente è) progettato apposta per dissuaderli dal continuare giustificato dalla persunta pericolosità della droga che se ne può ricavare, e dall' altro si sbattono i mostri in prima pagina sui giornali dell' editore amico: quegli assassini e stupratori che Anslinger provvede a scoprire a getto continuo ed a collegare con sicumera con l' uso di marijuana.
Malgrado non ci sia nessuna ricerca medica a sostegno della storia di Anslinger, in poco tempo il pubblico impara ad associare questa sostanza, sconosciuta ai più, all' idea di perdita totale del controllo ed al manifestarsi di istinti violenti nascosti, e intanto il mercato della canapa industriale cola a picco, creando le premesse per l' introduzione del nylon presso il grande pubblico.

In un mercato che si va facendo sempre più globale anche la concorrenza va stroncata globalmente, e così gli USA impongono/propongono le loro rigide regole anche alle nazioni dell' ONU (l' Italia, per esempio, produceva molta canapa) e, più in generale, si spendono perchè il "pericolo marijuana" venga preso seriamente da alleati e partners.
D' altro canto, durante il maccartismo, è stato affermato che la marijuana era in realtà introdotta nel paese dai comunisti con lo scopo di rendere pacifisti e smidollati i giovani americani, in totale contrasto con la teoria che vorrebbe chi la utilizza trasformarsi in pazzo omicida propugnata precedentemente (ma nel frattempo sono passati dieci anni e la memoria della gente, si sa, non è così lunga).
A distanza di quasi ottant' anni dall' inizio della guerra, alcune considerazioni saltano all' occhio:
- Non è ancora stato presentato nel mondo uno studio scientifico valido (ci sono stati episodi di risultati manipolati, ma sono stati ampiamente sputtanati dai ricercatori seri) che colleghi l' utilizzo della marijuana a comportamenti antisociali, anzi, pare che gli utilizzatori siano persone più pacifiche ed aperte della media
- Non è mai stata provata una sola, singola morte al mondo determinata dall' uso di derivati della canapa
- I danni (minimi) provocati dall' utilizzo abituale di derivati della canapa sono ben conosciuti, solo che non sono determinati dal principio attivo, il THC, ma dal metodo più diffuso di somministrazione: in genere viene fumato con del tabacco senza il filtro, ed il fumo più caldo di quello di una normale sigaretta può irritare i bronchi fino a raggiungere un effetto dannoso pari a quello di quattro sigarette.
- La dose che può portare a danni permanenti e morte causati da uso di THC (per intenderci, anche un utilizzo all' eccesso di acqua, o sapone, o sale o qualunque altra sostanza può portare a danni permanenti o morte) è tanto elevata che per l' uomo può essere solo teorizzata dagli studiosi. Si potrebbe dire che l' hashish fa male, si, se prendi un panetto da quattro chili e me lo tiri con forza sulla nuca!
- Al contrario, sono in corso studi in tutto il mondo che sembrano dimostrare come il THC abbia qualità terapeutiche utili in una vasta rosa di patologie, con effetti collaterali nulli o minimi. e pare che i derivati della canapa siano utilizzati in medicina da 4.800 anni.
- Come in ogni mercato in cui una merce molto richiesta viene gestita in regime proibizionista, le mafie (Al Capone docet) fanno montagne di soldi soddisfacendone la richiesta: tutto denaro che potrebbe essere sottratto al mercato nero ed incassato dallo Stato, generando anche posti di lavoro, se solo venisse riportato nell' alveo del mercato legale e regolamentato.
- A prescindere da quello che è l' utilizzo ludico, la guerra alla marijuana ha privato l' umanità di una risorsa importante (della canapa, come del porco, non si butta via niente!) da cui si può ricavare una pletora di materiali e sostanze utili (persino la plastica, a partire dalla polpa di cellulosa, ed il carburante a partire dall' olio dei semi!), rinnovabile, utilizzata e conosciuta da millenni, pulita, naturale e decentralizzata, fondamentalmente a favore di un mercato, quello del petrolio, che stà mostrando tutti i suoi limiti.
E non sarebbe ora di legalizzarla?
La maggior parte delle immagini di questo post sono tratte da Wikipedia, tranne gli estratti dai giornali dell' epoca che vengono da questo sito e l' imagine in testa presa, credo, dall' Ansa.
PS: Visto che attualmente uso, coltivazione e commercio di marijuana sono illegali e ci sono molti dibattiti in corso sull' argomento, vi invito a prendere le mie parole con il dovuto scetticismo e ad informarvi con i vostri mezzi (es.: Google, cercando marijuana, marihuana, cannabis, hemp,...) per farvi un' idea.
Per cominciare, vi propongo qualche link.
Links e fonti:
Molti altri links ed informazioni sulla marijuana, il suo uso, la sua storia e la sacrosanta battaglia per il diritto ad utilizzarla sono reperibili presso questi siti:
lunedì, 13 novembre 2006
Le utlime elezioni che si sono tenute in Italia, Aprile 2006, concluse con la risicata vittoria del centrosinistra, sono state un po' atipiche.
Il fatto che la sinistra fosse stata data in vantaggio di cinque punti percentuali da molti sondaggi ed exit poll (non parlo di quelli pagati più o meno direttamente da Berlusconi) e che i primi risultati dessero la destra in caduta netta portarono i vertici della sinistra ad annunciare prematuramente una manifestazione di giubilo in piazza, poi rimandata di ora in ora man mano che il vantaggio si assottigliava.
Non dire gatto finchè non l' hai nel sacco?
Mai vendere la pelle dell' orso prima di averlo ucciso?
Senz' altro: è la politica, baby.
Ma a prescindere dagli errori della sinistra cialtrona, di cose strane in queste elezioni se ne sono viste: come chiamare altrimenti un inedito vertice notturno tra l' allora Ministro degli Interni Pisanu, Fini, Ferrara (doh!) e Berlusconi a casa di quest' ultimo (Palazzo Grazioli, una delle tante) nel bel mezzo del tormentatissimo spoglio?
E l' incredibilmente bassa percentuale di schede bianche, un 5% circa del totale meno delle passate elezioni, giusto giusto il vantaggio recuperato dal centrodestra sul centrosinistra?
E l' andamento regolare, quasi ubbidisse ad una formula matematica, che ha segnato la rimonta?
E i dati che il Viminale di solito espone entro quaranta giorni dalle elezioni, come mai hanno tardato tanto questa volta?
Qualche sospettuccio di broglio, diciamocelo, è venuto a molti, non ultimo lo stesso Cavaliere, che per mesi ha tuonato dalle pagine dei giornali dicendosi certo che qualcosa, nelle elezioni, non era andato per il verso giusto ed era stato manipolato ad hoc.
Per la gioia di noi complottisti e (forse un po' meno, dati i risultati) del Cavaliere, c'è chi si è preso la briga di iniziare un' indagine e di pubblicarla in un libro intitolato "Il broglio".
Il tema è stato quindi ripreso da Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio in quello che chiamano un "docu-thriller" dal titolo "Uccidere la democrazia", che verrà reso pubblico in un DVD allegato al prossimo numero di Diario, di cui Deaglio è direttore, a partire dal 24 Novembre.
La tesi sostenuta è che effettivamente sia stato organizzato un metodo per assegnare a Forza Italia (non alla coalizione di centrodestra, solo a Forza Italia) una parte importante di schede bianche tramite un artificio informatico, e che la vittoria finale sia sfuggita tra le dita del Cavaliere a causa dell' intervento di alcuni personaggi dentro o vicini al suo governo, ex dc, in primis lo stesso Pisanu.

Ora, che questa tesi appartenga al regno della fantapolitica o che sottolinei importanti discrepanze dovrà stabilirlo la Magistratura, restano però alcuni dubbi a prescindere, in primis come mai l' ipotesi che qualcosa nel processo democratico sia andato storto, visti gli indizi, non sia stata avanzata da esponenti del centrosinistra (mentre il centrodestra l' ha avanzata eccome!), quelli che sarebbero stati i primi ad esserne danneggiati qualora fosse dimostrata?
Abbiamo vinto, e finisca tutto a tarallucci e vino?
Non proprio.
Se le ipotesi avanzate ne "Il Broglio" dovessero essere verificate saremmo di fronte ad un tentativo di golpe, cioè all' intenzione di accaparrarsi il potere a prescindere dalla volontà degli elettori: la negazione stessa della democrazia ed un crimine molto grave, che non ha scusanti.
Non solo ma si tratterebbe di un golpe strisciante che, contrariamente per esempio ad un golpe militare, non mostrerebbe la faccia di chi va al potere per quella che è, quella di colui che l' ha conquistato con la forza ed in spregio alla volontà della maggioranza della popolazione che è chiamato ad amministrare, ma nascosta dietro la maschera benevolente del leader popolare: quante volte Berlusconi, messo di fronte a delle critiche, ha rintuzzato gli attacchi dicendo che era stato eletto e quindi quello che decideva lui era la volontà degli italiani?
Infine, sempre se le tesi fossero dimostrate, l' equilibrio politico su cui si fondano attualmente le maggiori istituzioni italiane sarebbe una farsa creata artatamente, e non rifletterebbe più, nemmeno sulla carta, la volontà del popolo sovrano.
Se questo fosse il caso, e mi sembra sia arrivato il momento che si attivino gli organi preposti per verificarlo data l' importanza della faccenda, credo che i colpevoli dovrebbero essere messi ai ferri senza indugi, e senza passare per l' indulto.
Links:
- Ai tempi delle elezioni tenevo un altro blog, poi abbandonato: questo è quello che scrissi il 13 Aprile, tre giorni dopo le elezioni
- Altri miei post, qualora interessassero a qualcuno, sulle elezioni di quei giorni sono ancora accessibili dall' homepage del vecchio blog qui
- Il Corriere parla di "Uccidere la democrazia"
- Una discussione al riguardo in un forum
- Anche su OneMoreBlog si discute dell' ipotesi portata avanti da Deaglio
- Una recensione del libro "Il Broglio" da cui è stato tratto il documentario
- Ancora una recensione di "Il Broglio"
- "Diario" sulle ipotesi di brogli avanzate dallo stesso Berlusconi in un pezzo dell' epoca
- Pisanu minaccia querele a "Diario" per aver avanzato l' ipotesi di brogli
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