
Come ben sanno quelli che mi conoscono io odio sommamente il freddo.
Quando fa freddo il mio corpo sente la propria sopravvivenza in pericolo e, malgrado tutte le rassicurazioni che cerco di ammannirgli, reagisce molto male, mantenendo i muscoli (sopratutto quelli della schiena) perennemente contratti, spingendomi verso il malumore e rendendomi incline alla malinconia ed alle crisi esistenziali là dove non ve n'è apparentemente alcun motivo.
Non è un caso se ho scelto le Isole Canarie come mia residenza!
Quando si parla di temperature basse sono una vera fighetta, tanto che persino qui, quando in pieno inverno, Gennaio-Febbraio, si ha una media di 19 gradi (ma con punte fino ai 15!), dormo sotto due coperte e con il pigiama.

Essendo sempre stato economicamente un poveraccio, con i costi che ci sono in Italia non sono mai riuscito a permettermi di tenere perennemente il riscaldamento a livello "Serra ai tropici" come mi sarebbe riuscito congeniale,

e la sofferenza si faceva particolarmente acuta quando, ignudo come un verme, mi facevo la doccia nei mesi invernali.
I metodi di riscaldamento locale elettrici consumano un' iradiddio in corrente, ma poi un amico (grazie Riki!) mi ha insegnato un semplice trucco che, applicato con attenzione, può contribuire ad alleviare le sofferenze di quelli che come me sono particolarmente portati per una situazione climatica più temperata: vado a condividerlo.
Il trucco consiste nel portarsi in bagno una pentolina tipo quelle per farsi una tazza di the, posizionarla sul pavimento, versarci dentro un dito di economico alcol e quindi dargli fuoco tirandoci dentro un pezzetto di carta igienica incendiata, con l' accortezza di posizionarla ben distante da qualsiasi oggetto infiammabile (carta igienica, asciugamani, tende della doccia, ...) e appiccare il fuoco con un minimo di cautela.
In pochi secondi la temperatura del bagno si alza miracolosamente a livelli più che confortevoli, con somma soddisfazione del freddoloso di turno, e permane giusto il tempo necessario per svolgere le proprie abluzioni, asciugarsi e tornare a ricoprirsi di strati isolanti di tessuto, pronti per affrontare ancora una volta l' ambiente ostile che ci attende fuori dalla porta.
Mi è stato detto che questo metodo era utilizzato dai vecchi veneti quando le case erano fredde e gli inverni rigidi, e per me è stato l' uovo di Colombo.
La mia solidarietà va tutti i colleghi che, come me, odiano di tutto cuore la stagione invernale in arrivo (e hai voglia a dire che anche questo periodo ha la sua bellezza e poesia: quando stò tremando come una foglia e i miei sforzi sono diretti principalmente a mantenermi vivo ed in salute tendo ad essere piuttosto prosaico...): coraggio, passerà anche questa!
PS:
Applicate il metodo descritto con la dovuta cautela e a vostro rischio e pericolo: a me non è mai capitato di fare danni, ma occorre un minimo di attenzione con le fiamme vive, come sempre.
Un interessante vantaggio collaterale è che i giochi di luce che fa il fuoco danno anche una bella atmosfera rilassante!
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