I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

martedì, 29 agosto 2006

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domenica, 27 agosto 2006

Gatti musicofili

Immagine animata di due gatti che fanno headbanging
Heavy metal cats

ce ne sono altre qui.

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venerdì, 25 agosto 2006

Ciao, sono Emilia

Emilia muso al vento

Ciao, sono Emilia.
Sono nuova di qui, ma credo di avere già capito molto di come va la vita.

Innanzitutto c'è il mio padrone, che fa molte cose strane ma io gli voglio bene lo stesso.
Ogni tanto si siede davanti ad un coso quadrato luminoso sul tavolo e rimane lí come congelato per un sacco di tempo, muovendo solo un pochino le mani (che, in questi casi, fanno "click! click!") e talvolta uscendosene con esclamazioni apparentemente senza alcun motivo.
Quando fa così, ho capito che la cosa migliore è appoggiargli il muso sulle ginocchia e guardarlo fisso, in modo da fargli capire che lui per me è importante come per lui lo è il coso luminoso, o altrimenti saltellargli attorno e tirargli l' orlo dei pantaloni per fargli capire che sono dalla sua parte, qualsiasi cosa stia succedendo.

Il mio padrone ha le mani di un buon sapore, specie quando stà cucinando, quindi io non perdo occasione per leccargliele e fargli capire che è veramente buono!
Di solito, dopo che gliele ho leccate, lui se ne va nella stanza con l' acqua che scorre e quando viene fuori gli puzzano tutte di fiori e altre porcherie ed hanno un gusto orribile, ma io, siccome gli voglio molto bene, gliele lecco di nuovo in modo da togliergli tutto quel saporaccio, che poi è sempre lo stesso mentre prima hanno sempre gusti diversi.
Il mio padrone in verità è così buono che sarebbe da mangiare, cosa che gli esprimo mordicchiandogli ripetutamente tutte le estremità che mi trovo a portata di muso, con preferenza per i piedi che sono caldi e fragranti, specie quando torna dal lavoro.

E' molto buono, dicevo, ma non è precisamente una cima, difatti anche quando faccio di tutto per fargli capire che voglio giocare a rincorrersi, ad esempio alle due di notte, lui non sempre mi capisce e mi dice "A cuccia, cazzo! Che sono le due di notte!" ma tant'è, è il mio padrone e non lo cambierei neanche con il figlio viziato del signor Friskies.

Quando mi porta a fare il giretto, poi, è pigro come una lumaca e così io, che alla sua salute ci tengo, gli tiro il guinzaglio come un' ossessa in modo che sia costretto non dico a correre, ma quantomeno a trotterellare, che è noto che trotterellare un po' in giro fa bene, anche se non capisco come faccia a godere della passeggiata senza fermarsi mai ad usmare un po' il terreno circostante.

Qui in giro ci sono un sacco di odori interessanti di cui si può godere durante una passeggiata: merda di vari animali, pipì, corpicini di lucertole morte, fango fresco, resti semiimputriditi... ma il vero cinema sono i cassonetti della spazzatura, che sussurrano al mio tartufino un' intera sinfonia di odori forti e mescolati: quanto mi piace!

Ma mi piace anche quando il padrone si mette in divano a guardare un altro coso quadrato e luminoso con un barattolo fresco ed umidiccio in mano che ogni tanto si porta alla bocca, di solito la sera: in questi casi ho tutto il corpo del padrone a portata di muso e zampe, e mi diverto molto a camminargli o sdraiarmici sopra (è soffice!) e a leccargli il mento (a cui normalmente non riesco ad arrivare neanche alzandomi sulle zampine dietro).
Ho anche scoperto che se gli lecco le labbra invariabilmente lui dice "Che schifo!", e questo lo trovo molto divertente!

La cosa che invece trovo più sgradevole della nostra convivenza è che ogni tanto al mio padrone gli prende una fregola di bagnarmi tutta con un tubo di gomma da cui esce dell' acqua, per poi cospargermi con una sostanza che fa la schiuma con un odore schifoso e quindi bagnarmi di nuovo con il tubo, e a nulla serve che io mi impegni a fargli capire con tutti i mezzi a mia disposizione che questa cosa non mi garba punto: lui è convinto di farmi felice, ne sono sicura, e così devo sopportare anche se è un tontolone e poi puzzo da far schifo.

Ultimamente però è riuscito a farsi perdonare portandomi una cosa con della carne attaccata che, rosicchia rosicchia, ha rivelato possedere un cuore duro su cui è molto bello farsi i dentini.
Forse è carne compressa, non ho capito bene, ma devo dire che comunque è in cima alla mia top ten delle cose da rosicchiare, seguita dagli zerbini, dai biscotti con le forme strane, dalla mia pallina verde, dai mobili e da una parte qualsiasi del mio padrone, in quest' ordine.

Beh, ora vi lascio: tutto questo pensare mi ha stancata e credo proprio che andrò a distendermi un po' nel mio posto al sole preferito.
Noi cagnolini pensiamo molto, è per questo che abbiamo bisogno di riposare spesso.

Emilia

Non tanto spesso come a volte vorrei!

Puk



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mercoledì, 23 agosto 2006

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mercoledì, 23 agosto 2006

Evil grin

666 visitatori

Il fortunato visitatore pare sia arrivato a questo blog cercando "manga+partner"...

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mercoledì, 23 agosto 2006

Benvenuta, compagna Emilia!

Stamattina ho sentito bussare: era un mio vicino di casa, un vecchietto contadino muto, una persona molto ammodo.

Don Julian con una cipolla
Don Julian con una cipolla del suo orto

Aveva in braccio un cucciolino di cane, me l' ha porto e mi ha fatto un gesto che io ho interpretato come "Mangiare! Mangiare!".

Sul momento sono rimasto un po' perplesso, visto che pur essendo la bestia piccola vivendo io da solo non possiedo casseruole di dimensioni adeguate, poi ho capito che voleva gli dessi da mangiare, o forse che aveva già mangiato: con un contadino che non parla, e per di più non parla spagnolo bisogna andare un po' ad intuito...

Beh, per tagliare corto alla fine mi sono tirato in casa un' altra boccuccia da sfamare, dopo aver nutrito tutti i gatti del circondario, i lagarti e finanche gli occasionali topolini.

E' una cucciolina adorabile e molto intelligente, ha le orecchie flosce, la coda a ricciolo, il musetto corto, il mantello macchiettato in tre colori e delle improbabili zampe a pois!

Emilia

Sono già in piena paranoia da neopadre: gli darò da mangiare abbastanza? Ogni quanto la dovrò portare fuori? E le vaccinazioni? Le vaccinazioni, eh?!?
Per sfogarmi, oltre a spupazzarmela per tutta la giornata, ho già iniziato a costruirgli la sua casina con assi e chiodi.

L' ho chiamata Emilia, in onore della più bella regione d' Italia e del compagno Emiliano Zapata!
E' dichiaratamente antifascista e filopalestinese, me l' ha fatto capire fin dall' inizio con un' occhiata che diceva: "Oh, non è che questa è una casa di destra e/o zionista, vero?"

L' ho rassicurata subito.

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giovedì, 17 agosto 2006

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mercoledì, 16 agosto 2006

2006 - Fuga da Padova

Iena Plissken a Padova

Tra le varie notizie che sono passate un po' in sordina in questa torrida estate del 2006 vale secondo me la pena ricordare quella della costruzione del "Muro di Padova" ("recinzione" secondo la sinistra).

Riassumiamo per chi si fosse collegato solo ora.
Dopo anni in cui a Padova e dintorni, profondo nordest, locomotiva d' Italia, gli imprenditori (leghisti, in genere) hanno sofferto di cronica penuria di manodopera non specializzata, ci si è resi conto che l' immigrazione non è solo una gran rottura di balle ed un ottimo argomento di lamentele al bar ma può rivelarsi essere, detta con praticità veneta,  anche una risorsa.
Risorsa si, a patto che gli immigrati siano trattabili come schiavi (Ehi, in fondo sono negri!), chè sennò dove stà la convenienza?

Così in molti si sono messi ad assumere extracomunitari come operai o raccoglitori di prodotti agricoli, a volte mettendoli in regola, più spesso no.

Ovviamente essendo neri, in Veneto e senza poter dimostrare di avere un lavoro fisso, queste persone hanno il problema dell' alloggio, che nessuno vuole dargli.

Padova, città universitaria, ha tra gli affitti più cari d' Italia per il semplice fatto che, se ho un appartamento da affittare, invece di sbattermi tra contratti e termini di legge per avere un inquilino fisso, mi conviene invece stipare un numero esagerato di studenti nei miei possedimenti, cosicchè, essendo l' affitto diviso tra più persone, potrò imporre un prezzo molto più esoso.
Gli studenti se lo dividono, pagando 2-300 Euro al mese che tanto caccia mammà, ne ficco otto in un appartamento nato per ospitare per tre persone, se ne vanno alla fine dell' anno ed il gioco è fatto.

Ora, un geniale imprenditore veneto si è detto: perchè non applicare gli stessi criteri con gli extracomunitari?
In Via Anelli, zona Padova Nord, a ridosso di uno dei centri commerciali più noti della città, erano state a suo tempo costruite una serie di palazzine per gente dal portafogli non troppo gonfio, e deve essere parso al nostro il luogo ideale dove tentare l' esperimento.
Così è stato: gli appartamenti sono stati affittati senza andare troppo per il sottile per quel che riguardava il colore degli inquilini, a patto che il colore dei soldi, quello si, fosse ben riconoscibile.
Gli extracomunitari si sono divisi gli spazi abitativi con criteri da cinesi per poter pagare gli affitti altissimi (d' altro canto non avevano molta scelta), ed in breve l' intera zona si è trasformata in un ghetto o, come viene chiamata, nel "Bronx di Padova".

Il geniale imprenditore in questione ha agganci in alto, e si sospetta che abbia fatto si che i controlli nella zona da parte delle forze dell' ordine siano stati, fino a qualche tempo fa, piuttosto blandi: certo, se fosse arrivata la polizia a sbattere fuori dal territorio nazionale gli inquilini perchè non hanno il permesso di soggiorno un giorno si e uno no, il business ne avrebbe risentito!

In breve tempo il degrado (l' imprenditore non si è mai occupato molto della manutenzione degli edifici) e la povertà hanno creato un bel calderone sociale: spaccio, prostituzione, violenze, e tutte quelle conseguenze che normalmente fioriscono in questo tipo di ambiente.

Per fortuna la nuova giunta di sinistra, capeggiata dal sindaco Zanonato, ha posto tra i primi punti del suo programma pre-elezioni un dettagliato piano per un risanamento della zona, volto alla convivenza pacifica con i residenti padovani limitrofi ed a dare condizioni di vita umane per gli extracomunitari che qui alloggiano.

Tutto molto simpatico, finchè è arrivato...

Il Muro!

A seguito di un ennesimo episodio di guerriglia urbana in Via Anelli, scatenato pare da rivalità riguardanti il controllo del mercato della droga, la giunta ha deciso di blindare la via dei dannati con una bella barriera, applaudita dai vicini che onestamente non ne possono più di vivere gomito a gomito con un ghetto e che si sono dimostrati tanto entusiasti da pagare di tasca loro rotoli di filo spinato con cui coronarla.

Qualche considerazione.

Il ghetto di Via Anelli è nato e "prosperato" nell' indifferenza dei cittadini e delle amministrazioni, forse anzi qualcuno ha pure visto di buon occhio il fatto che tutti i "cioccolatini" fossero perolpiù concentrati in un' unica area, fuori dalla vista dei rispettabili padovani, e poco è importato che si scannassero fra di loro in guerre tra poveri sempre più feroci purchè non facessero troppo rumore.

C'è gente che sullo sfruttamento di queste persone ci fa su soldi. Fior di soldi, e non solo gli imprenditori di cui accennavo sopra.
Ho personalmente conosciuto un carrozziere (leghista e razzista ma tant' è: pecunia non olet) che si occupava di far avere le carte che certificavano come l' immigrato tal dei tali avesse lavorato giusto giusto il periodo necessario per ottenere il permesso di soggiorno presso alcune imprese padovane compiacenti.
Se credete che lo facesse gratis siete degli ingenui!
Dove potevano trovare i soldi (tanti, ve lo assicuro!) per pagare questo mecenate dei poveracci immigrati, che senza un permesso non possono neanche lavorare?
Azzardo un' ipotesi: dedicandosi a spacciare droga e/o prostituendosi?

Infine, vorrei puntare il dito su come circoscrivere un ghetto con un muro non intacchi minimamente le premesse che il ghetto hanno fatto nascere, anzi.
Credo che come me ne accorgo io anche la giunta che ha avuto questa brillante idea (sbertucciata ora finanche dalla destra, che per anni ha lasciato progredire la situazione) e che ora minimizza dicendo che non si tratta di un muro ma di una semplice recinzione (3 mt. di barriera di acciaio) possa essere arrivata alla stessa conclusione: a questo punto la vicenda va letta come una ammissione di impotenza, una resa ed un laissez faire che dimostra o l' incompetenza o la cattiva volontà dei politici che governano e che hanno governato la città.

E' un precedente pericoloso: non finirà bene.

Links alla notizia sui quatidiani online: qui, qui e qui

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lunedì, 14 agosto 2006

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venerdì, 11 agosto 2006

Tipologie di blog - Parte I

Non so se sono il solo a praticare questo sport, ma a me ogni tanto piace scorrere i post recentemente aggiornati che si trovano a partire dalla homepage di Splinder e dare un' occhiata a quello che scrivono i miei fellow bloggers.

Nel corso delle mie peregrinazioni mi è parso di scorgere un certa ricorrenza negli stili di blog anche apparentemente distanti tra loro.
Talvolta sono riscontrabili delle contaminazioni tra tipologie differenti, a volte anche incongue.

Ecco la mia personale categorizzazione:

Il blog sberluscicante

Il blogger, ma più spesso la blogger, che mantiene questo tipo di blog lo utilizza più come una specie di vetrina per eyecandies o scatola della bigiotteria che come un vero e proprio diario: è stracarico di scritte luccicanti (da cui la categorizzazione "sberluscicante"), talvolta con messaggi degni di essere incisi sulla pietra, immaginine di uomini e/o donne seminudi, spesso in stile fantasy, di cui il blogger si dichiara fans sfegatato ed innamorato perdutamente, smiley animati, banner di rings a cui il proprietario dichiara la sua fiera appartenenza, labbrucce, bamboline, ragazzine manga style più o meno discinte, cuoricini, stelline rotanti ed altra grafica "cute".


Fonte

Alcuni professionisti di questa tipologia hanno fatto della grafica sovraccarica la ragione stessa dell' esistenza del loro blog, dando l' appellativo di "Blog dedicato alla grafica" alla loro opera e creando su richiesta (in genere tramite appositi forums) ulteriori immagini per i cultori del genere.


Fonte

Il blog dell' ammmore

Questi blog rispondono all' antica esigenza umana di dichiarare al mondo quanto si vuole bene alla persona amata, ed infatti la loro sostanza consiste più o meno in una reiterata dichiarazione di fedeltà eterna e della relativa, minuziosa, spiegazione dei motivi per cui il partner è la persona più desiderabile del mondo ed il blogger stesso la persona più fortunata dell' universo.


Fonte

In genere le frasi sono molto colorate e spesso scritte con caratteri e dimensioni variabili, ed abbondano poesie ed immagini romantiche in stile "Il tempo delle mele", "Chewingum" e "Sapore di sale" (in genere prodotte dai professionisti del blog sberluscicante).
A favore di questa categoria di blog bisogna riconoscere che, a livello di danni, sono meglio delle classiche scritte sui muri o delle, ancora più classiche, incisioni sulla corteccia degli alberi, a sfavore il fatto che dopo una visita ci si ritrova tutta la tastiera impiastricciata di miele.


Fonte

Il blog film francese


Fonte

I bloggers che si cimentano con questo tipo di opera hanno preso alla lettera la definizione di blog che lo vuole un "diario online".
Riportano pertanto minuziosamente tutto ciò che gli è capitato nel corso della giornata e, sopratutto, della nottata, con riferimenti criptici a proposito di quanto figa era stasera la Giusi e del fatto che Sgruntz non si era fatto bene la barba, di quante volte l'ha fatta il gatto domestico preda della diarrea flatulenta felina, di bottegucce nascoste dove si possono trovare scarpine sexy a prezzi ribassati e di quanto siano buone le fette biscottate del Mulino Bianco per colazione.
Molto interessanti da leggere, per il blogger e sua madre.

Il blog politico, o del disilluso incazzato


Fonte

Questo tipo di blog rivela tutta la sensibilità e cultura, non esenti da un pizzico di incazzatura e militanza digitale, del blogger che se ne occupa.
In genere riporta una serie di ingiustizie, per il blogger intollerabili, abbondantemente documentate con una profusione di links ad articoli noiosissimi, spesso scritti in lingue straniere.
Il blogger disilluso-incazzato è spesso un fan delle teorie complottiste e l' argomento dei suoi articoli può variare dal politico all' ecologico ma portano tutti ad un' unica conclusione: l' umanità è alla frutta.
La loro utilità risiede probabilmente in una sorta di catarsi della coscienza del blogger, visto che in genere nessuno legge dei post tanto pallosi e pessimistici, e se qualcuno capita per caso in queste pagine in genere si affretta a cambiare sito onde evitare di impiccarsi alla prima trave per la malinconia che provocano.
Un esempio tipico è costituito da questo stesso blog :)

Il blog dell' audiofilo/a

Il blog dell' audiofilo si distingue principalmente per un fatto: il blogger ama la musica, pensa che esprima molto bene i suoi stati d' animo e vuole renderne partecipi i visitatori.
D' altronde, se non volessero essere messi a parte dei suoi stati d' animo perchè mai dovrebbero visitare il suo blog?
Per questo motivo la parte più significativa della colonnina laterale è occupata dagli (spesso innumerevoli e sconosciuti ai più) artisti che maggiormente intrigano l' autore, a volte di un solo genere particolare (Emo, Gothik Punk, Splatter Dark, Power Metal, ...), a volte appartenenti a stili più variegati.
Il corpo degli articoli è in genere costituito da testi di canzoni, intervallati talvolta a recensioni di uscite vecchie e nuove.

Il blog "Che cazzo...?"

Anche il blogger la cui opera appartiene a questa categoria ama molto la musica, ed è convinto che l' esperienza di visitare il suo blog non sarebbe completa senza un adeguato ed accuratamente scelto (dal blogger!) accompagnamento musicale.
Ecco perchè inserisce un piccolo script nelle sue pagine che, al termine del caricamento, fa partire a sorpresa una musica: se i visitatori sono fortunati è qualcosa di new age o l' ultimo successo dei Cugini di Campagna ("Anima mia"?), sennò è un pezzo Death Metal.



Questa categoria deve il suo nome dal fatto che, mentre uno stà navigando ed aprendo vari links in differenti finestre (o tabs), si ritroverà momentaneamente spiazzato dal profluvio di note che sgorga dalle sue casse acustiche (talvolta settate ad alto volume, talvolta consultando il blog ad ore antelucane), salvo poi mettersi a ricercare affannosamente in quale delle 320 finestre (o tabs) aperte si celi la pagina del melomane.
O ancora, dall' espressione che si dipinge sulla faccia del visitatore che stà ascoltando una sua musica quando capita in questi blog, dando luogo ad involontari mix che lo portano per un attimo a pensare "Guccini non me lo ricordavo così new age...", o "Battisti mi sembrava meno hard, l' ultima volta che l' ho ascoltato..."

<segue>

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