martedì, 15 aprile 2008
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lunedì, 10 marzo 2008
A causa del fatto che ho un computer tenuto insieme con la magia purtroppo devo ogni tanto fare i conti con la sua natura umorale, che questa volta mi ha lasciato clamorosamente con le brache calate in un momento anche interessante da osservare e commentare.

I computer che vanno a magia hanno, lo riconosco, dei pesanti difetti rispetto alle loro più comuni controparti che funzionano a semplice energia elettrica e software, ad esempio bisogna periodicamente rinnovare il proprio abbonamento alla divinità dell' informatica bruciando vecchie barrette di memoria a mo' di incenso recitando tutte istruzioni dell' assembler senza sbagliare, pena il dover ricominciare daccapo, e guai a dimenticarsene!

Hanno anche il difetto di possedere una personalità propria e, come quando ci si mette in casa un cucciolo, è impossibile sapere a priori se la creatura crescerà testarda o accondiscendente, ubbidiente o dotata di un afflato di libertà e indipendenza che nessuna fedeltà o stima creata nel tempo potrà mai del tutto sopire.

Ma hanno il grande pregio di essere economici pur senza sacrificare le prestazioni (quando vanno), e di costituire una sfida costante alle proprie capacità.

Dopo giorni passati a sostituire rottami di ventole (con altre peraltro altrettanto recuperate), misurare tensioni sulla scheda madre, reinstallare sistemi operativi, cacciare drivers aggiornati su siti web in cui le informazioni più banali sono nascoste sotto strati di links non mappati come in un adventure game, proporre alimentatori con gusti diversi, alternare imprecazioni a geniali intuizioni sul dove potesse essere il problema, sono finalmente giunto alla consapevolezza che il computer stava semplicemente facendo i capricci.

Così ho iniziato a blandirla (il mio computer, oramai ne sono certo, è femmina), a tentarla un led addizionale qui, un perfettamente inutile ma pur sempre stiloso switch per la detenzione delle intrusioni allo chassis (pare tenga molto alla sua intimità) là, un nuovo cabinet di un elegante color grigio scuro (peraltro recuperato, ma non glielo dite) che la smagrisce pure, ed alla fine mi ha detto ancora una volta di si.

"Sei un capo esigente e rompiballe", mi ha comunicato in ASCII codificato in binario tramite il lampeggìo del led del disco fisso "Ma ti amo, bastardo!"


Back online (again)!
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lunedì, 10 marzo 2008
E' già primavera?
Come sono andate le elezioni?
Ma sopratutto, è pronta la colazione?
















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martedì, 12 febbraio 2008
Dalla rubrica Carta canta di Marco Travaglio su Repubblica:

"Il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007)

"Abbiamo vissuto l'epoca berlusconiana con un certo qual disagio (...). Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo (...). Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali" (Il Secolo d'Italia, organo ufficiale di An, 23 novembre 2007)

"Il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007)

"Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi" (Gianfranco Fini, 8 febbraio 2008)

Fin i saluta romanamente

Titolo del post tratto da qui.
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sabato, 09 febbraio 2008
Fra' diavolo

Il Papa ha detto che l' inferno c'è: coesistere con Ratzinger è solo l' antipasto
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mercoledì, 06 febbraio 2008
Scheda elettorale annullata

Rieccomi dopo qualche giorno passato a sacramentare sull' hardware del mio pc (e se qualcuno sa cosa origina un MACHINE_CHECK_EXCEPTION error e me ne fa partecipe, suo è un posto con vista mare nel regno dei cieli): no, non l' ho risolto ma pare che con scotch, amore e fantasia il barattolo terrà botta un altro po', anche perchè con tutti i danni che mi ha fatto l' uragano non è proprio il momento di fare spese e comprarne uno nuovo.

Apprendo dai media che la vita politica in Italia va più o meno come c'era da aspettarsi e che si andrà a votare il 13 Aprile: visto che altre contingenze mi hanno finalmente convinto che sia ora di iscrivermi al famigerato "Registro degli italiani all' estero", c'è caso che questa volta anch'io abbia la possibilità di votare e la cosa mi suscita non pochi dubbi che pensavo di essermi lasciato alle spalle.

Personalmente (perlomeno quando vivevo in Italia) ho sempre sostenuto a gran voce il dovere di esprimere il proprio voto anche con amici a cui della politica non è mai importato molto: la mia opinione era che se non si esprime una preferenza, evitando di recarsi alle urne, votando scheda bianca o annullando, non ci si può poi lamentare se chi va al potere è un farabutto o un cialtrone in quanto nel proprio piccolo non si è fatto niente per risparmiarsi e risparmiare all' italia una leadership del genere.

Forse il fatto di vivere all' estero ha allargato la mia prospettiva, forse è stata la delusione nel vedere le numerose magagne dell' ultimo governo di sinistra in un momento il cui la situazione sembrava matura per grandi cambiamenti, fatto sta che le mie convinzioni sono un po' cambiate da allora.
La politica italiana in questo momento mi sembra una partita truccata, dove i giocatori di entrambe le squadre si ritrovano negli spogliatoi a fine partita a dividersi l' incasso delle scommesse, e onestamente di fronta a questa situazione esprimere una preferenza che contribuisce a legittimare l' uno piuttosto che l' altro oramai mi pare ancora meno consono alla mia personale morale della non scelta rappresentata da un voto nullo.

Potrebbe sembrare un' autogiustificazione, ma la situazione italiana è così eccezionale da rendere praticabile un' opzione per me, nel mio piccolo personale, altrettanto eccezionale.
Per come siamo ridotti vedo oramai le elezioni più come un momento dove si può manifestare una protesta non violenta contro la classe politica che ci si ritrova tra le chiappe che come la partecipazione al meccanismo che sta alla base della democrazia che dovrebbe essere: d' altro canto una forma di governo che impone come votabili solo una ristretta cerchia di persone scelte da pochissimi eletti difficilmente rientra nella definizione che do della parola.

Solo per questo motivo, per averci abituati a pensare che quello che abbiamo corrisponda alla definizione di democrazia e, va da sé, che la democrazia sia davvero questa sorta di aristocrazia mascherata, i politici meriterebbero di arrostire in un apposito girone di un inferno dantesco.

Nobody for President

Mi spiace pertanto per tutti i soldini che voi, cari contribuenti italiani, butterete dalla finestra per dare anche a me che non vivo sulla mia pelle, quotidianamente, i risultati delle scelte della classe politica italiana, la possibilità di esprimere la mia preferenza, ma credo proprio che stavolta annullerò il mio voto.

Ci scriverò "Nessuno dei suddetti", come in uno sciocco vecchio film: mi pare che esprima bene il concetto e se come me la penseranno in tanti allora forse, prima o poi, chissà, saranno costretti ad ascoltarci.

 
Links:
  • In Massachussets è stato proposto di inserire una casella None of the above (nessuno dei suddetti) nelle schede elettorali: se i votanti che la scelgono sono la maggioranza si rifanno le elezioni dopo due mesi, ma nessuno dei candidati presentatisi nella prima elezione può ricandidarsi!
  • La proposta None of the above in Italia
  • Bisogna toccare il fondo
  • Il blog Nessuncandidato

Io voto:Nessuno dei suddetti
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lunedì, 28 gennaio 2008
Qui sull' isola è passato un uragano che ha fatto un disastro: nei lunghi giorni passati in casa con le finestre inchiodate (e senza internet!), mentre fuori volavano cassonetti e tegole, ho messo giù qualche nuova tavola di La notte della Repubblica delle Banane.

Per i miei quattro lettori, eccole qui:

Clicca per leggere La notte della Repubblica delle Banane
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venerdì, 25 gennaio 2008
Mi è crollato il Governo!

Crollo

(nel vedere per le strade
caroselli di gente con le bandiere nere io inizierei a preoccuparmi...)
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giovedì, 24 gennaio 2008
El canon de la SGAE? Por aquì

Come riporta Punto Informatico di oggi, anche qui in Spagna le pressioni dei parassiti delle opere intellettuali (l' equivalente iberica della SIAE, la SGAE) si stanno facendo sentire: il governo, come già accadde in Italia, ha varato una "tassa preventiva" sugli strumenti informatici, sui supporti ottici e finanche sulle fotocamere digitali ed i cellulari con lo scopo dichiarato di compensare per i mancati introiti dovuti alla pirateria, che questi strumenti rendono possibile, la SGAE stessa.

La tassa dovrebbe entrare in vigore il 29 Giugno ma qui, al contrario di quanto è accaduto in Italia, ha scatenato un vespaio di reazioni ed una massiccia raccolta firme che ha attualmente raggiunto i due milioni di adesioni.

Il cosiddetto "Canon digital", è stato fatto notare, è ideologicamente assimilabile all' ipotesi di tassare indiscriminatamente tutte le automobili a causa di qualcuno che supera i limiti e non viene beccato dalla polizia stradale e la cosa, giustamente, agli spagnoli non va giu.

Vengo por el canon, pendejo

Già che c'erano gli spagnoli non si sono limitati a dichiararsi compatti a sfavore dell' iniquo balzello, ma hanno approfittato della raccolta firme anche per chiedere una maggiore trasparenza al governo e per sollecitare che gli introiti derivati dalla pubblicazione di opere di ingegno vengano distribuiri con maggiore equità, attribuendo maggiori benefici agli autori e mettendo in secondo piano gli intermediari, oltre a garantire tramite nuovi strumenti ispettivi la trasperenza di gestione della SGAE.

Tra le proposte della piattaforma Todos contra el Canon Digital, promotrice della raccolta firme (qui  il testo integrale in spagnolo), c'è quella di far ritirare dal mercato tutti i lettori DVD ed altri apparecchi muniti di dispositivi anticopia nel caso in cui la tassa non dovesse venire ritirata, ed eventualmente di far gravare la tassa esclusivamente sui CD e DVD originali, in quanto unici oggetti certamente coinvolti in caso di copia illecita al contrario dei supporti vergini, che potrebbero contenere dati personali o sottoposti a licenze copyleft (come riportato da El Mundo): proposte che, se mai dovessero essere approvate dal governo, finirebbero per penalizzare gravemente la stessa SGAE.

E' una mossa che mi è piaciuta molto: la sola critica a questa tassa, evidentemente varata a causa di interessi corporativistici, potrebbe eventualmente portare al suo stralcio e sarebbe pari e patta, ma i consumatori iberici hanno avvertito la proposta come un vero e proprio attacco nei propri confronti e sono intenzionati a contrattaccare.

Se le loro voci dovessero essere ascoltate dal governo, una concrezione di interessi che abbia in mente di fare altre pressioni sui politici per favorire i propri comodi in futuro dovrebbe tenere in conto non solo la possibilità che le proprie proposte non vadano a buon fine, ma anche quella di perdere dei privilegi acquisiti per il fatto di aver suscitato la disapprovazione nei cittadini: gli stessi politici che cedessero a tali pressioni avrebbero la consapevolezza di rischiare grosso in termini di popolarità e voti.

Le politiche pirata (e stavolta nel vero senso della parola) con il tempo potrebbero rendere sempre meno e c'è caso che in futuro anche i poteri forti economici siano, volenti o nolenti, costretti a giocare pulito per una semplice questione di convenienza, consci di correre il concreto pericolo che il riflettore dell' attenzione pubblica e delle associazioni di consumatori si punti sulle loro decisioni e gliele faccia pagare a caro prezzo.

Io questa la chiamo democrazia, e voi?

E' ovviamente presto per dire come andrà a finire e se il governo di centrosinistra ascolterà la voce dei cittadini come quando si trattò di ritirare le truppe dal teatro mediorientale o quando la chiesa faceva pressioni per stralciare la legge sui matrimoni omosessuali, ma vivendo in Spagna ci si può quantomeno permettere il lusso di ben sperare: un lusso che in Italia, realisticamente, non c'è più.

Links:
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domenica, 20 gennaio 2008
Papa day: liberi di ascoltarti
Immagine dal Papa day
Fonte: Repubblica.it

Locandina Cloverfield
Locandina di Cloverfield, in uscita in America
Fonte: Vivacinema.it

(PS: Per chi se lo fosse chiesto, si, c'era anche lui)
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