I believe that Gandhi’s views were the most enlightened of all the political men in our time. We should strive to do things in his spirit: not to use violence in fighting for our cause, but by non-participation in anything you believe is evil.

Albert Einstein

venerdì, 24 ottobre 2008

Repubblica dei manganelli

Chi non occupa preoccupa

Dice Berlusconi che vuol mandare la polizia nelle scuole...
Chi è quel comunista che ha detto "Diaz"?? Prendetegli i documenti!

Mah, chissà, magari non è neanche una cattiva idea: magari farebbe bene mandarci anche l' esercito, che con i problemi di preparazione che hanno da quelle parti forse potrebbero imparare qualcosa di utile.

Scusate: rettifica.
Il Premier non ha mai detto che avrebbe mandato la polizia nelle università occupate: è che i soliti giornalisti hanno travisato le sue parole.
Considerato il suo potere nel mondo dell' informazione forse sarebbe anche ora che li mandasse a spasso, questi giornalisti che lo capiscono sempre male...

Berlusconi ci tiene comunque a precisare che Tra i manifestanti nelle scuole ci sono dei facinorosi, il che sembra un po' un tragicomico mettere le mani avanti alla luce delle non troppo pubblicizzate dichiarazioni di Cossiga.

Il vecchio rimbambito non è mai stato un maestro nell' arte delle pubbliche relazioni e con l' età sembra aver allentato ogni freno, ma proprio per questo sembra assumere un po' la figura del buffone di corte: quello che si può permettere di dire quanto il potere è costretto a tacere, che tanto nessuno lo prende sul serio.
Occorre ricordare che quest' uomo il potere in Italia l' ha esercitato, con conseguenze spesso prevedibili, e che non ha mai pagato, anzi, è stato fatto pure Presidente della Repubblica: un precedente che fa riflettere considerando le ambizioni del Piccolo Duce.

(estratti dalla rassegna stampa sul sito del Governo)

Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand'ero ministro dell'Interno.
In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino rimanesse ucciso o gravemente ferito...
[Gli universitari invece]Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città.
Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri.
Nel senso che le forze dell'ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano, soprattutto i docenti.
Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!
[...]questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l' incendio.


Studenti presi a manganellate

Secondo alcuni l' intervista al Quotidiano Nazionale sarebbe stata leggermente ammorbidita in fase di editing, ad esempio lasciando solo la parola "picchiarli" invece della più colorita espressione "picchiarli a sangue", e sarebbe sparita dal testo dell' intervista la poco urbana "massacrarli".

Dal punto di vista di Berlusconi sono certo che non ha torto: in fondo a Genova questa strategia ha funzionato benissimo.

Al movimento spontaneo ed apartitico che sta nascendo in questi giorni a difesa dell' istruzione pubblica, l' unico che sta dimostrando di avere ben più più Maroni del governo come si nota dalle reazioni scomposte, che rasentano il panico (la Gelmini nomina addirittura il terrorismo) di quest' ultimo, mi piacerebbe esprimere tutta la mia solidarietà e ricordare una frase di Mercedes Sosa, che tradotta dallo spagnolo suonerebbe più o meno così:

"se un traditore può più degli sforzi di molti, che i molti non lo dimentichino facilmente".

Links:
Michele Serra propone una spiegazione ai tagli alla scuola ed al successo del berlusconismo

Leggi commenti (5) Scrivi commenti (5) (popup) Permalink Categoria:italia, politica, civiltà
lunedì, 20 ottobre 2008

Inquinemo sempre tuti contenti, mandemo ncora el mondo un fià vanti

Inquinamento
Come per l' economia, dopo anni in cui poche voci isolate lanciavano l' allarme e puntavano il dito sui segnali di una crisi catastrofica imminente, ora anche per quel che riguarda i cambiamenti climatici siamo finalmente arrivati ad un riconoscimento praticamente unanime del fatto che l' acqua si sta pericolosamente avvicinando alla nostra collettiva gola e che è arrivato il momento di fare qualcosa.

I cambiamenti climatici per essere compresi richiedono calcoli e capacità che sono di ben altra magnitudo rispetto a quelli che permettono di farsi un' idea dei meccanismi finanziari che ci hanno condotto nella situazione che si inizia a delineare, ma la sostanza è alla portata finanche di chi scrive ed è, semplicemente, che l' umanità si trova di fronte ad un bivio in cui da una parte c'è un radicale cambio di paradigma della nostra civiltà, dall' altra catastrofi difficilmente immaginabili che potrebbero giungere a minacciare persino la stessa sopravvivenza razziale.

Vista la posta in gioco è difficile immaginare una questione politicamente più pressante di quella di ridurre l' impronta dell' uomo sull' ambiente, ma così non la pensa il nostro governo: una posizione che ci vede al fronte di una coalizione tra paesi del calibro di Bulgaria, Lettonia e Lituania, a fronteggiare la maggior parte del resto d' Europa.

L' Italia fa ostracismo per via dei dubbi che i costi del progetto 20-20-20 (20% in meno di CO2 e generazione del 20% di energia da fonti rinnovabili entro il 2020) possano riversarsi sul già disastrato sistema industriale nostrano.
"Il pacchetto così com'è non è appropriato, è insostenibile e necessita di cambiamenti profondi", dichiara il Ministro dell' Ambiente Prestigiacomo, e se lo dice il nostro ministro deputato a difendere l' ambiente chissà gli altri!

Oltre alla miopia che dimostra il governo nel propugnare queste tesi, che mi sembra abbastanza palese, mi colpisce l' incompetenza di ministri che non hanno ancora capito come la tutela ambientale sarà senza alcun dubbio il ramo industriale destinato a crescere maggiormente nel prossimo futuro, cosa che invece i corrispettivi europei sembrano avere ben chiara.

E ancora una volta, se mai ce ne fosse stato il bisogno, questa vicenda mette in luce il fatto che la nostra classe politica ed imprenditoriale non riesce a guardare più in la del mero profitto immediato, difatti se è vero che le tecnologie a risparmio energetico, poniamo lampadine a basso consumo, hanno un costo superiore rispetto a tecnologie più tradizionali è anche vero che il risparmio che permettono rende la spesa ammortizzabile in poco tempo, dopodichè son tutti soldi che restano in tasca.
Se si considera poi che la generazione di energia "classica" ha un prezzo destinato a salire, visto che si può discutere sul quando ma non ci sono dubbi che petrolio, carbone ed anche uranio siano risorse destinate a diminuire ed infine esaurirsi con quello che implica per l' andamento dei costi, il risparmio in prospettiva dovrebbe essere ancora più invitante.

L' idea di investire sull' ambiente non è solo etica nei confronti del mondo e delle generazioni future: è anche conveniente economicamente!
Crea posti di lavoro e quello che si taglia sono gli sprechi: l' energia elettrica buttata via in calore quando quello che si vuole è luce, isolamenti schifosi che ci costringono a bruciare di più per riscaldare un ambiente, trasporto su gomma invece che su rotaia moltiplicando i costi e gli incidenti, centrali a carburante sempre più costose che producono scorie nocive invece di utilizzare fonti rinnovabili liberamente disponibili eccetera.
Tutto questo si traduce in più petrolio, più inquinamento e più soldi pagati ogni mese, oltre ai costi sociali dovuti alle ricadute sulla salute dei cittadini.

Il costo iniziale, quando si tratta di riforme importanti come quelle che dovrebbero affrontare le industrie, è immaginabile possa essere gestito come qualsiasi altra spesa consistente in questo campo: spalmando la spesa su vari anni tramite un prestito ripagato a rate, con la differenza che la spesa si "pagherebbe da sola" con il risparmio sulla bolletta!
Un governo serio dovrebbe incentivare questo comportamento virtuoso con sgravi ed aiuti, ed a sua volta rientrerebbe dall' investimento dovendo curare meno malati, avendo meno petrolio da importare e quindi maggiore indipendenza economica ed evitando multe della UE per eccesso di produzione di CO2, tanto per dirne qualcuna.

Un governo serio inizierebbe proprio dai suoi enti ed uffici ad investire sul risparmio energetico, non solo per dare il buon esempio ma perchè ci guadagnerebbe pagano molto meno di bolletta!

Ma tanto la bolletta dei ministeri e delle ASL mica le pagano la Prestigiacomo e Berlusconi, vero?

Salvate il pianeta: suicidatevi!

Links:

Clima, Dimas gela le speranze italiane: ma si può fare un titolo così?

Jacopo Fo in un lucido pezzo sull' argomento si chiede tra l' altro perchè la sinistra non si svegli e non denunci con forza e logica queste sparate del governo

Il titolo è tratto da una canzone dei Pitura Freska


Leggi commenti Scrivi commenti (popup) Permalink Categoria:italia, europa, civiltà
venerdì, 17 ottobre 2008

Papa scienziato

Un Papa scienziato
ROMA - Benedetto XVI torna a esaltare il valore della religione a servizio del progresso dell'umanità, ma nel contempo ricorda che «la religione non è in grado di elaborare principi etici; essa può solo accoglierli in sé e riconoscerli come necessari per debellare le sue eventuali patologie».

Per questo, spiega, la religione non può fare da sola: «La filosofia e la scienza diventano, in questo contesto, degli aiuti indispensabili con cui occorre confrontarsi per evitare che la religione proceda da sola in un sentiero tortuoso, colmo di imprevisti e non privo di rischi».

[...]

«Avviene, tuttavia - osserva Papa Ratzinger - che non sempre i religiosi indirizzino le loro ricerche verso questi scopi. Il facile guadagno o, peggio ancora, l'arroganza di sostituirsi al Creatore svolgono, a volte, un ruolo determinante»


A volte cambiando l' ordine degli addendi... si ottengono risultati spassosi ed interessanti.
L' articolo originale, in cui religione e scienza sono invertiti di posto, si trova qui.

Magistrale la risposta della Hack:

Alle affermazioni del Papa sugli scienziari replica l'astrofisica Margherita Hack: «Gli scienziati sono persone come tutte le altre. Tra di essi, quindi, c'è chi pensa solo ai soldi e chi invece dedica tutta la sua vita al progresso dell'umanità».
«Considerato che la maggior parte degli scienziati, soprattutto quelli italiani, lavorano il più delle volte in condizioni di estrema precarietà - ha aggiunto la Hack - le dichiarazioni del Papa sono davvero fuori dal mondo».
Per quanto riguarda, invece, la presunta incapacità della scienza, sottolineata dal Ponteficie, di elaborare principi etici, Hack è stata ancora più pungente: «I principi etici non sono solo dei credenti. Il principio etico 'non fare agli altri ciò che non vorresti che gli altri facciano a te' infatti riguarda i credenti come i laici e gli atei».
Non si può non riconoscere, ha detto ancora la Hack, che la scienza ha dato molti benefici all'umanità. Inoltre, ha aggiunto, «parlare di arroganza e desiderio di guadagno non è proprio molto adatto in un momento in cui i giovani scienziati italiani stanno rischiando di perdere il lavoro e morire di fame, senza avere più a disposizione nemmeno i mille euro al mese che guadagnano adesso». «Il Santo Padre dovrebbe pensarci due volte prima di parlare», ha concluso la Hack.


We agree

Leggi commenti (3) Scrivi commenti (3) (popup) Permalink Categoria:chiesa, cazzate, civiltà
giovedì, 16 ottobre 2008

Oh mio dio: è pieno di ratti!

Casa di mio padre si è improvvisamente riempita di topolini!! :)








(quest'ultimo sembrerebbe palesemente deceduto ma stava solo sognando)

Leggi commenti Scrivi commenti (popup) Permalink Categoria:io
giovedì, 16 ottobre 2008

Cielo a pecorelle (smarrite), acqua a catinelle

Acqua santa
L'accesso all'acqua rientra a tutti gli effetti tra i
diritti inalienabili di tutti gli esseri umani
[...]
Per questa ragione l'acqua non può essere trattata
come una semplice merce al pari delle altre.
Il suo uso deve essere razionale e solidale

Papa Benedetto XVI
Con la chiesa cattolica che ci ritroviamo uno pensa di non potersi stupire più di niente, poi passa per caso nel blog di doña Franca Rame ed ecco che trova nuovi motivi di sdegno verso un ente che dovrebbe essere preposto a diffondere la parola di quel figlio dell' uomo che si incazzò come una biscia per pochi mercanti nel tempio.

Franca tratteggia in un post la risposta alla domanda che pone nel sottotitolo: Chi paga l' acqua della Città del Vaticano?
La risposta in Italia dovrebbe essere abbastanza scontata per chiunque abbia un minimo di cognizione del rapporto di sudditanza dello stato verso la chiesa, ma vale la pena di leggere questo breve riassunto non solo per il piacere che da sempre leggere i pensieri dell' autrice, ma anche per scoprire come vengono sperperati i soldi delle tasse degli italiani, quegli stessi che proprio in questi giorni stanno cadendo vittime di tagli ed aggiustamenti in campi come la scuola e la ricerca.

Nel post si legge come l' Italia, ai tempi di Mussolini, si sia impegnata nei Patti Lateranensi a fornire un' adeguata fornitura d' acqua potabile, attualmente stimata nell' ordine dei cinque milioni di metri cubi all' anno, alla Città del Vaticano, e sebbene da nessuna parte si legga che questa fornitura debba essere erogata gratuitamente questa è stata l' interpretazione data da entrambe le parti da allora (la tesi della gratuità secondo i Patti è sostenuta anche nel post, ma in rete si trovano pure letture differenti).

In nessun punto dei Patti, invece, si fa menzione al trattamento delle acque nere, perchè saranno anche santi uomini, i residenti in Vaticano, ma hanno le loro esigenze come tutti ed i liquami delle fogne vaticane da qualche parte debbono pur finire.
Se ne è fatto carico la ACEA, l' ente che si occupa della fornitura di servizi pubblici per la città di Roma, senonchè quando ACEA ha presentato il conto per i servizi resi al Vaticano quest' ultimo si è rifiutato di pagare, con la scusa che ACEA è un ente straniero ed il Vaticano non riconosce la tassazione da parte di enti di stati terzi.
La questione si è trascinanta avanti per anni, con ACEA a presentare puntualmente il conto inclusivo degli arretrati ed il Vaticano che rimandava le bollette al mittente, che uno se lo immagina questo pretino seduto davanti ad una scrivania di legno antico a mettere ogni anno, sbuffando un po' seccato dall' insistenza e dal cattivo gusto, il timbro di "Respinta" sulla busta e suonare la campanella chiamare l' attendente che dovrà rispedirla.

Data la sudditanza degli italiani verso la chiesa ACEA, al tempo statale, si è guardata bene dal chiudere i rubinetti come avrebbe fatto con qualsiasi altra utenza di propria competenza finchè, nel 1999, è ahimè stata privatizzata.
Con l' esigenza di rendere conto agli azionisti del proprio bilancio quei 44 miliardi di lire di debito non potevano più passare inosservati, ma in Italia una soluzione la si trova sempre, in genere facendo pagare Pantalone, e così fu che il governo Berlusconi stanziò 25 milioni di Euro nella finanziaria 2005 ed altri quattro negli anni successivi per coprire il buco.
Il Vaticano, sempre conciliante, si è offerto di pagare 1.100 Euro come contributo per realizzare un depuratore.

Il debito totale dal 1999 ad oggi è ipotizzato da Franca essere nell' ordine dei 52 milioni di Euro, mentre secondo altri si tratterebbe di una ventina di milioni, naturalmente senza considerare il costo delle opere di manutenzione ordinaria e modernizzazione delle infrastrutture idriche: quanti che siano, qualche parte anche questi dovranno pur saltare fuori.

E' proprio vero allora quello che diceva Ratzinger, che l'acqua non può essere trattata come una semplice merce al pari delle altre, almeno per il Vaticano.
Sull' uso razionale e solidale, invece, ci sarebbe qualcosa da obiettare.

Links:

Il post di Franca Rame sulla questione dell' acqua alla Città del Vaticano

I conti della chiesa: ecco quanto ci costa, articolo di Curzio Maltese su Repubblica.it.
Da far rizzare i peli sulle braccia

Lo stesso autore indaga in questo articolo sulla truffa dell' 8 per mille, in cui si apprende anche che lo spot commissionato dalla chiesa per invitare a devolverle l' 8 per mille con protagonista la tragedia dello tsunami in Asia è costato tre volte l' importo che la chiesa stessa ha poi stanziato come donazioni per l' aiuto alle vittime

La storia dell' evasione fiscale della chiesa cattolica, un articolo di Pino Nicotri, giornalista de L' Espresso

Finanze di dio: estesa trattazione sul rapporto tra chiesa, mondo finanziario e mafia, e su quanto ci costa mantenerla: lungo ma molto interessante
(da un link contenuto in questo articolo ho appreso che esiste il sito web della Loggia P2: c'era da immaginarselo)

Acme del Pensiero, sconsolato, chiede che i credenti si esprimano riguardo all' acqua al Vaticano ed altri temi concernenti i mancati introiti dello Stato Italiano a causa della chiesa

Su Yahoo Answers Italia ci si chiede se gli italiani pagherebbero meno tasse se il Vaticano partecipasse alle spese: come dargli torto! (contiene diversi links)

Leggi commenti (4) Scrivi commenti (4) (popup) Permalink Categoria:italia, chiesa, civiltà
mercoledì, 08 ottobre 2008

Sotto il livello di guardia ma sopra quello di efficienza

Mezzi all' avanguardia dell' esercito italiano
"I militari italiani sono addestrati sotto il livello di guardia". A lanciare questo allarme sul grave stato in cui si trova la professionalità dei militari dell'Esercito, della Marina, dell'Aeronautica e dell'Arma dei carabinieri non sono le rappresentanze sindacali delle Forze Armate, i Cocer. Ma lo stesso governo Berlusconi che da agosto ha schierato 3 mila soldati con compiti di polizia nelle città italiane e 500 parà nel Casertano contro la camorra.
[...]
"Il livello addestrativo complessivo è sceso ampiamente sotto il livello di guardia con significativa perdita di professionalità, in particolare con riferimento al personale più giovane e più bisognoso di formazione e addestramento"

In parole povere, secondo la relazione annuale dello stesso Ministero della Difesa, ci sono in giro per l' Italia militari armati ma addestrati poco e male.
Il generale Domenico Rossi, presidente del COCER interforze, si chiede giustamente a chi se non alla linea di comando spetti "la responsabilità di giudicare se abbiamo raggiunto livelli minimali di addestramento oltre i quali il personale non è in grado di svolgere il proprio lavoro in sicurezza".

Risponde il Ministro La Russa:

La Russa

"I militari che ruotano nelle missioni estere sono circa 50 mila, più quelli di riserva. Questo ci fa dire che per la restante e minore parte, l'addestramento è "sotto il livello di guardia", ma sopra quello di efficienza. È come quando in auto si va in riserva: è segno che la benzina sta per mancare, ma ce n'è ancora un po'. Ecco, s'è accesa la spia che segnala che la professionalità del nostro esercito sta per andare in rosso. Ma è ancora efficiente"

Sotto il livello di guardia ma sopra quello di efficienza?
La benzina sta per mancare, ma ce n'è ancora un po'??
S'è accesa la spia che segnala che la professionalità del nostro esercito sta per andare in rosso ma è ancora efficiente???

A me sapere che ci sono in giro persone armate che non hanno ricevuto un adeguato addestramento fa venire in mente Luigi Spaccarotella, l' agente di polizia (non militare quindi, ma non credo che la polizia sia messa molto meglio dei carabinieri su questo fronte) che si mise a sparare in autostrada uccidendo Gabriele Sandri ("Non so perché ho sparato, non ricordo"), o Mario Placanica, carabiniere di leva che preso dal panico colpì in piena faccia Carlo Giuliani durante i fatti del G8 di Genova.

Se fossi un addestratore la prima cosa che insegnerei ai miei ipotetici allievi sarebbe che per disperdere una folla o scongiurare una situazione pericolosa in ambito civile in casi limite si può anche sparare, ma in aria, perdio, in aria!

Links:
L' articolo di Repubblica da cui sono tratte le citazioni

Leggi commenti (3) Scrivi commenti (3) (popup) Permalink Categoria:italia, civiltà
lunedì, 06 ottobre 2008

Referrer dell' anno

Google: che cazzo sta succedendo

A saperlo, amico mio, a saperlo...
(ma non ne verrà fuori nulla di buono, questo è certo)

Leggi commenti Scrivi commenti (popup) Permalink Categoria:cazzate, blog
lunedì, 06 ottobre 2008

Impara il sesso con il Papa

Il Papa ti insegna: il sesso








Links:
Il Papa contro la contraccezione "Ma molti fedeli non ci seguono" (chissà perchè...)

Si ringraziano per la gentile consulenza ed ispirazione (mi si è schiuso tutto un nuovo mondo! :D ):
Edenfantasy, Discreet Romance e Home made sex toys


(oh dear, non voglio pensare ai referrers che arriveranno a questo post da Google...)

Leggi commenti (2) Scrivi commenti (2) (popup) Permalink Categoria:chiesa, cazzate, disegni
giovedì, 02 ottobre 2008

Sconsolato

Qualcuno potrebbe essersi chiesto (ma qualcuno anche no) come fanno gli italiani espatriati a gestire tutte quelle questioni burocratiche tipo il rinnovo dei documenti, la traduzione ufficializzata dei propri titoli di studio e cose così.
La risposta ha un nome, il Consolato, ma non è affatto semplice come potrebbe sembrare.

Ecco cosa dice Wikipedia alla voce Consolato:

Il consolato o ufficio consolare è la residenza e la sede degli uffici in terra straniera dove si svolge l'attività di un console. Il consolato italiano in un paese straniero ha le competenze che altri organi della pubblica amministrazione esercitano in Italia.

A tutti i connazionali, il consolato assicura la tutela in caso di violazione dei loro diritti, o in caso di limitazione o privazione della libertà personale. Inoltre, nei casi di emergenza, assicura l'assistenza per la ricerca di familiari, per le pratiche di successione aperte all'estero e per i rimpatri.

Fra i servizi erogati ai residenti nella circoscrizione consolare, i quali per legge debbono essere iscritti all'anagrafe consolare, il consolato cura in particolare:

* formazione, trascrizione e rilascio degli atti di stato civile
* pubblicazioni e celebrazione di matrimoni
* rilascio e rinnovo di passaporti; visti d'ingresso
* atti riguardanti la cittadinanza
* atti riguardanti la leva militare
* atti notarili, testamenti, autenticazioni di firma, traduzioni, legalizzazioni e certificazioni doganali connesse al rimpatrio
* atti riguardanti il servizio elettorale
* pratiche di pensione
* assistenza sociale, sussidi in denaro, assistenza farmaceutica e sanitaria per i connazionali in stato di necessità.


Già, ma innanzitutto con il Consolato ci devi comunicare, vuoi perchè ti trovi in un' emergenza e ti serve aiuto urgentemente, vuoi perchè hai la necessità di usufruire dei servizi che eroga ma vivi distante da dove il Consolato è fisicamente ubicato e ti piacerebbe prendere appuntamento, o perlomeno sapere gli orari di attenzione al pubblico.

Qui alle Canarie ho constatato come il Consolato, pur avendo due distinti numeri telefonici ottenuti dopo laboriose ricerche in rete, o non risponde o ha la linea sempre occupata.
Occorre mettersi di buzzo buono e spendere una settimana o due di chiamate ininterrotte prima di riuscire a parlare con qualcuno che ti comunichi gli orari di ricevimento al pubblico (Lunedi e Mercoledi dalle 9.30 alle 12.00) e che non fissano appuntamenti: l' unica andarci e mettersi in coda.

Ecco perchè il vostro ha preso il piccolo aereo che collega la sua isoletta con Tenerife e si è messo d' impegno a trovarlo, questo benedetto Consolato, visto che per poter acquisire definitivamente la nazionalità il governo spagnolo gli chiede anche documenti che uno normalmente non ha con sé tipo un certificato che indichi se uno ha precedenti penali.

L' entrata al consolato
Il Consolato italiano di Tenerife è situato nella capitale di Tenerife, Santa Cruz, in un quartiere vicino al centro dove convive felicemente un pout pourri di razze con una prevalenza spiccata, a giudicare dagli esercizi commerciali, di cinesi, ed è proprio di fianco ad una pittoresca vetrina che espone colorate magliette per bambini a poco prezzo con gestori dagli occhi a mandorla che si trova la porticina dell' edificio al cui secondo piano ci sono gli uffici consolari o, meglio, lo sportello consolare.

Già, perchè la parte a cui ha accesso il pubblico è un bugigattolo delle dimensioni di uno sgabuzzino, in cui a fatica entrano due persone (abbastanza magre) in fila indiana, quasi toccando con le spalle entrambe le pareti, che finisce in una porta su cui è stato montato un vetro a mo' di sportello.
Quando sono arrivato io, verso le dieci del mattino, c'era già una lunga teoria di cumpaesà in attesa ed ovviamente, non essendoci spazio, la fila si dipanava lungo le scale ed i pianerottoli con italiani seduti un po' dappertutto, lo sguardo vacuo o rivolto verso libri e parole crociate che i più prudenti si erano portati dietro conoscendo i tempi della burocrazia nostrana.

Un conterraneo gentile mi ha informato, al mio arrivo ai piedi della scala per il paradiso, che avrei dovuto prelevare un numero dal bugigattolo prima di mettermi in coda, informazione che naturalmente non stava scritta da nessuna parte, ed in effetti, scavalcando gente seduta sulle strette scale ed entrando a suon di "scusate" nel buco, quasi a contatto con la persona che stava parlando allo sportello in quel momento, noto sulla sinistra un rotolo dei classici talloncini numerati attaccato alla parete a mo' di carta igienica: preso il numerino (48!), uno deve riattraversare quella che probabilmente è l' area con maggiore presenza italiana per metro quadro di tutte le Canarie e disporsi ad una paziente attesa sul marmo consumato del vetusto edificio.

Dentro il Consolato, dietro la famigerata porta-sportello eccetto quando escono a chiamare i numeri sulla tromba delle scale, lavorano due ragazze d' oro che si fanno il culo a capanna per cercare di dare una risposta ai quesiti dei connazionali: dovevano finire il loro orario a mezzogiorno, quando me ne sono andato io erano già le due del pomeriggio.

E mi è sembrata una metafora se non dell' Italia almeno dei servizi pubblici, questo Consolato: scarsi mezzi e disorganizzazione, informazioni semplicissime introvabili ma alcuni volonterosi che si sbattono ben più di quello che è nei loro doveri per cercare di far marciare il tutto, a cui va tutta la mia gratitudine per la gentilezza, disponibilità e competenza.

Fuori c'era appeso un avviso: diceva di portare pazienza se c'è molto da aspettare ma in tempi recenti la presenza italiana in Spagna è aumentata del 400% e gli uffici non hanno personale per stare dietro alla mole di lavoro.
Come mai non mi stupisco per nessuno dei due dati?

La porta d' ingresso del Consolato
Dietro questa porta dall' aria innocente ti aspetta...

La tromba delle scale del Consolato
...un' attesa di ore in una tromba delle scale per entrare nel bugigattolo!

Leggi commenti (3) Scrivi commenti (3) (popup) Permalink Categoria:italia, spagna, elhierro
martedì, 30 settembre 2008

Viaggio in un' Italia, sempre la solita

AAAARGH!
C'è questa storia di Mitridate IV, re del Ponto, che temeva di essere avvelenato e così iniziò ad assumere dosi di veleno, prima solo in tracce e poi via via in quantità crescenti, fino ad esserne completamente immune, assuefatto.

In Italia alle sparate di Berlusconi siamo ormai mitridizzati e solo ogni tanto qualche esternazione particolarmente infausta riesce a provocare uno spasmo, un riflesso che dimostra come il paziente non sia ancora deceduto (anche se la situazione ricorda un po' il coma neurovegetativo).

La mia speranza, sempre l' ultima a morire, è che uno di questi spasmi sia provocato dalle cazzate raccontate al Fido Vespa per il suo libro di prossima uscita "Viaggio in un' Italia diversa".

Secondo Berlusconi per il Lodo Alfano, quello che garantisce un anticostituzionale (la legge dovrebbe essere uguale per tutti) impunità per le quattro più alte cariche dello stato, dovremmo "ringraziare il Parlamento che, su proposta del ministro Alfano, ha approvato un provvedimento di legge comune ad altri Paesi europei".

Ma quali altri paesi europei condividerebbero questa anomalia tutta italiana??
Vive in una dimensione parallela?

Definisce il giudice che sta indagando non su di lui (non può più) ma su Mills "un'attivissima militante della sinistra estrema", che già fa ridere, ma aggiunge più sotto di continuare "ad avere fiducia nei giudici perché alla fine sono sempre stato assolto".
Se continua ad avere fiducia nei giudici perchè non gli lascia fare il loro lavoro invece che sparare palle?

Per chi avesse la curiosità Wikipedia, attivissimo sito di estrema sinistra, riporta in un pratico specchietto un riassunto della storia giudiziaria di Berlusconi in cui suddivide le sentenze in "Sentenze di non doversi procedere", divise a sua volta in "Reati estinti per prescrizione" e "Reati estinti per intervenuta amnistia", "Sentenze di assoluzione", "Procedimenti archiviati" ed infine "Procedimenti in corso".

Berlusconi sostiene nella stessa intervista di aver speso negli anni "più di 180 milioni di euro per le parcelle di avvocati e consulenti": soldi buttati, a mio modesto parere, se nessuno è ancora riuscito a spiegare a quest'uomo la differenza tra un' assoluzione ed una sentenza di non procedere (che trova l' imputato colpevole ma non condannabile per motivi vari tipo prescrizione, amnistia o leggi ad personam, tanto per citare qualche esempio).

Links:

L' articolo su Repubblica.it
Ermes, per esempio, ha gli spasmi :)
I processi a Berlusconi più nel dettaglio, sempre da Wikipedia